Arrow – Stagione 4 Episodi 2-9

Arrow - Stagione 4 Episodi 2-9“Dark Waters” è l’episodio che chiude questa prima parte della narrazione di Arrow; una quarta stagione che, nonostante le molte debolezze, tenta di risollevarsi da una terza annata tutt’altro che indimenticabile e vi riesce grazie soprattutto ad un villain particolarmente ispirato.

La serialità televisiva di quest’ultimo anno ha raggiunto uno spettro di diversità narrativa mai toccato sinora: con l’arrivo di Daredevil e Jessica Jones abbiamo infatti visto come si sia definitivamente abbandonata l’idea – ancora dura a morire – che i cine-comics (o tele-comics in questo caso) siano necessariamente un prodotto giovanile, incapace di funzionare con gli stilemi narrativi più pregiati; prodotti come Agents of S.H.I.E.L.D. e Agent Carter sono, poi, per la Marvel un ottimo modo per sfruttare anche in televisione il suo complesso mondo cinematografico, creando dell’intrattenimento che, pur orientato verso un target familiare, sia comunque godibile anche per i più smaliziati amanti del genere.

Arrow - Stagione 4 Episodi 2-9La DC Comics ha dovuto affrontare problemi differenti, legati soprattutto all’assenza – per ora – di una realtà cinematografica ben consolidata e ha preso la discussa decisione di rendere tv e cinema due realtà totalmente separate. La CW – che era anche dietro Smalville, serie su un giovane Superman – si è ormai da quattro anni trasformata nella sede principale nella quale i personaggi della DC Comics possono svilupparsi e crescere: ecco che a questo universo partecipano Arrow, The Flash ed il prossimo Legends of Tomorrow. La serie che vede per protagonista Oliver Queen aveva iniziato il proprio racconto con il difficile precedente rappresentato dalla straordinaria trilogia di Christopher Nolan dedicata a Batman, l’eroe DC Comics per eccellenza: un peso non piccolo sulle spalle della serie di Greg Berlanti, che è però riuscita a smarcarsi da quelle aspettative – necessariamente da ridimensionare – per una narrazione più coerente. La prima stagione aveva funzionato perfettamente, la seconda anche, mentre lo scorso anno si è andati incontro ad un vero disastro: questo è accaduto un po’ per mancanze di idee, un po’ per un villain tutt’altro che interessante, ma soprattutto perché non si è riusciti a mediare tra le aspirazioni narrative della serie e le necessità di un pubblico di riferimento che è quello legato a Tumblr e alle ship dalle parole-macedonia improbabili. Questo ha fatto sì che tutta l’attenzione fosse catalizzata sulle peripezie di Oliver e Felicity, Felicity e Ray e così via.

Arrow - Stagione 4 Episodi 2-9Gli autori devono essersene accorti perché qualcosa è cambiato quest’anno e, come già reso evidente dal primo episodio e sempre più coerentemente in questi nove appuntamenti, a cambiare è stato il ritmo stesso: Arrow ha abbandonato la pesantezza che lo ha caratterizzato durante il terzo anno in favore di una maggiore cura nei propri personaggi, principali o meno. A guadagnarne fortemente è stato soprattutto Stephen Amell che, con un interessante salto di qualità, sembra davvero aver affinato le proprie capacità attoriali particolarmente grossolane in passato, rendendo il suo Oliver Queen molto più riuscito e carismatico di quanto si sia visto finora. È chiaro che il lato teen debba necessariamente ancora farla da padrone, ma non si è più rinchiuso questo personaggio nelle strette maglie della sola esperienza sentimentale: lo si è visto crescere sia nei panni di Green Arrow (era anche ora che prendesse il nome ufficiale del personaggio) che in quelli di Oliver stesso, alle prese con una improbabile carriera politica (anche se, non correndo contro alcun oppositore, ha gioco facile).

Arrow - Stagione 4 Episodi 2-9Questo miglioramento riguarda, però, un po’ tutti i personaggi secondari: nonostante una recitazione sempre meno convinta, Katie Cassidy ha finalmente un personaggio che funziona molto bene come elemento di raccordo tra caratteri molto diversi, un po’ il ruolo di Diggle in passato; allo stesso modo quest’ultimo non è più limitato a Grillo Parlante, e Felicity ha ridotto sensibilmente gli episodi in cui spargere lacrime. Questo avviene nonostante la palese difficoltà rappresentata dalla necessità di introdurre i personaggi che andranno a comporre il cast per il prossimo Legends of Tomorrow, bisogno che ha fagocitato interi episodi e che ha reso il tanto atteso crossover con The Flash molto meno riuscito di quanto già fatto lo scorso anno – sebbene abbia aperto all’interessantissimo capitolo sulla paternità di Oliver. Dispiace invece vedere il personaggio di Malcolm non avere un ruolo preciso: le sue troppe apparizioni, senza alcuna coerenza all’interno della narrazione, sembrano ridimensionare un po’ il suo fascino, anche se resta una delle figure più carismatiche dell’intero ensemble, grazie soprattutto ad un ispiratissimo Barrowman.

Il vero piatto forte della stagione, però, si chiama Neal McDonough, in forma come non mai, la punta di diamante di questa prima parte: non solo perché il suo personaggio, Damien Darhk, sembra riportarci ai villain più riusciti del passato, ma soprattutto perché l’attore sembra davvero divertirsi un mondo in questo ruolo ed il suo stato d’animo traspare in ogni azione folle o battuta sarcastica. L’apparizione alla festa di Natale è un esempio delle sue interazioni sociali, che destabilizzano quell’aura di perfezione che si è andata a creare intorno al bello e dannato Oliver Queen. Per quanto il suo progetto definitivo non sia ancora molto chiaro, anche se gli esperimenti nella baia sembra suggerire qualcosa, Damien Darhk è la nemesi di cui questa stagione aveva bisogno per tirarsi fuori dal pantano in cui era finita.

Arrow - Stagione 4 Episodi 2-9Questo villain, però, è fondamentale anche per un’altra ragione: dovendo tradire l’intenzione iniziale di un forte realismo nella narrazione (difficile farlo quando The Flash è la sagra del freak), gli autori hanno saggiamente scelto di non inserire anche qui i metahumans (la versione DC degli Inhumans) ma di aprirsi alla magia e al misticismo. I poteri di Darhk non hanno nulla di scientifico ma sono perfettamente inseriti e sensati in un mondo che prevede una Fossa di Lazzaro e resurrezioni con sete di sangue annessa. Questa scissione ha permesso di inserire una narrazione più “speciale” senza intaccare l’umanità degli eroi in costume di questa serie, soprattutto ora che si è formato un team che appare essere abbastanza stabile. Così la mitologia della serie si espande sempre più ed il rapporto privilegiato con gli altri progetti del canale funziona sempre meglio, perché va a sostituire internamente quei riferimenti che le serie Marvel hanno con la controparte cinematografica.

Arrow - Stagione 4 Episodi 2-9Stiamo, comunque, parlando di una serie profondamente imperfetta: la scrittura, nonostante i miglioramenti notati, pecca davvero troppo spesso di mediocrità e cattiva stesura dei dialoghi che li rendono prevedibili e/o banali (e non parliamo dei flashback che sono sempre meno interessanti e legati alla trama). Siamo alle prese con una serie che nel suo genere e con il target teen in mente lavora discretamente e sa creare il più delle volte anche delle piacevoli scene d’azione, ma che talora scivola nella convenzionalità o in trame nella migliore delle ipotesi noiose. Una situazione altalenante che, se da un lato non può soddisfarci in pieno, dall’altro è ben lontana dal deragliamento che la trama di Ra’s Al Ghul aveva creato lo scorso anno. Il paragone con Agents of S.H.I.E.L.D., per esempio, regge solo fino ad un certo punto, perché i target a cui sono indirizzate le due serie risultano profondamente differenti.

Chiaramente ci si lascia con un cliffhanger, ma nessuno crederà seriamente che Felicity sia prossima alla morte: stiamo pur sempre parlando di una serie CW ed è difficile immaginare una conclusione tragica della coppia più apprezzata della serie (per non parlare, poi, del fatto che il flashforward del primo episodio mostrava la tomba fresca 6 mesi dopo e ne sono passati solo 3). Quello che maggiormente preoccupa, però, è che l’eventuale sete di vendetta di Oliver rappresenti un ritorno allo stile iperdrammatico e depressivo che abbiamo già imparato ad odiare: sarebbe un peccato gettare al vento i sensibili miglioramenti intrapresi.

Voto 4×02/09: 7-

 

Mario Sassi

Napoletano trapiantato da anni a Roma, non nasconde la sua anima nerd e la sua passione per serie TV e cinema.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *