The Americans – 4×10 Munchkins 2


The Americans - 4x10 MunchkinsIn un’epoca di trasformazioni continue in cui la contrazione dei formati narrativi dà luogo a miniserie, serie brevi e serie antologiche, il long drama, specie nella sua accezione quality (Mad Men), sta diventando sempre più una rarità. The Americans si iscrive a pieno titolo in questa categoria.

“Munchkins” è un episodio estremamente corale, che sin dal recap si pone l’obiettivo di tirare le fila delle storyline che hanno trovato modo di esplodere negli ultimi bellissimi episodi. Dalla morte di Nina in poi la serie ha conosciuto un balzo qualitativo notevole, fatto non solo di eventi talmente significativi da creare un prima e un dopo di essi, ma anche di una più saggia selezione tra le sottotrame sul tappeto, in modo da esaltare i punti forti della serie e smussare i lati più deboli o quelli, in prospettiva, narrativamente meno centrali.
L’arco narrativo legato a Martha è ad oggi quello meglio riuscito, facendo anche da fulcro stagionale attorno a cui si attaccano tutte le storyline, da quelle recenti (la vicenda di Gaad) a quelle già battute da tempo (Paige e il suo rapporto con la religione). Questo tipo d’impalcatura vede nel decimo episodio una tappa fondamentale, in cui l’azione lascia il posto alla riflessione e il dubbio si pone come costante trasversale all’evoluzione dei personaggi. Non tutto, come vedremo, funziona alla perfezione, ma il tentativo di tirare il fiato è in ogni caso da lodare.

It’s a secret. Telling it breaks your father’s trust.

The Americans - 4x10 MunchkinsSulla scia dello scorso episodio, in cui le lezioni di guida di Philip a Paige erano una splendida metafora delle insidie del loro rapporto, gli autori tentano di giocare il jolly e, non paghi di un inizio davvero efficace in cui la figlia chiede al padre informazioni sui suoi nonni, inseriscono la carta Kimmy in maniera improvvisa e spiazzante. Il rapporto tra Philip e la giovane ragazza, che nella scorsa stagione fu tra gli elementi più riusciti, in questo caso appare come una soluzione facile e palesemente strumentale. Ritrovare il loro rapporto rappresenta in assoluto una bella notizia per la serie, ma purtroppo il modo in cui viene riportato alla luce non può che essere deludente: la presenza di Kimmy infatti è non solo improvvisa, ma soprattutto è eccessivamente funzionale alla relazione tra Paige e Philip, come si evince dal dialogo in cui la ragazza gli racconta del segreto sull’identità paterna e dalla successiva risposta di Philip che concentra il discorso sulla fiducia reciproca. Proprio quella che manca ancora tra lui e Paige, tanto che quest’ultima, pur sapendo che Stan sta indagando sulla scomparsa di Martha, non pare averne ancora parlato con i genitori. Con la speranza di un utilizzo del personaggio di Kimmy meno pretestuoso, dopo averne sottolineato le note dolenti, non possiamo non salutare con piacere il suo ritorno nella serie.

There’s gonna be an announcement, and I don’t know any details, but… Gaad is dead.

The Americans - 4x10 MunchkinsA proposito di Stan e Martha, questa è anche la stagione del biondo agente dell’FBI, o almeno sembra sempre sul punto di esserlo, ma ogni volta puntualmente o non gli viene dedicato sufficiente spazio, oppure il lavoro su di lui non è portato avanti fino in fondo dagli autori. Tuttavia il suo personaggio sta acquistando, più o meno direttamente, una nuova centralità, soprattutto a seguito dei principali avvenimenti stagionali. La morte di Nina è sicuramente quello che ha dato il via a questo percorso, visto il legame – soprattutto di carattere sentimentale – che lo stringeva alla giovane russa; la scomparsa di Martha ha segnato un’altra tappa fondamentale, mettendo Stan di fronte a quello che a tutti gli effetti è un fallimento professionale; la morte di Gaad, benché non così consequenziale, si pone ai suoi occhi come l’ultimo tassello di questo percorso autocritico, sia perché successiva alle dimissioni legate al tradimento di Martha, sia perché nella scomparsa del suo ex capo Stan vede il presagio di un destino che potrebbe tranquillamente essere il suo.
Questi sono tutti elementi che farebbero di Stan un personaggio straordinario se solo fossero stati gestiti in modo più organico e soprattutto se fossero andati di pari passo con una costruzione della sua figura privata meno estemporanea. Se un tempo il suo cuore era diviso tra due donne, ora a dominare è una totale aridità, caratterizzata da una nostalgia per Sandra poco giustificata dagli avvenimenti. In particolare, ciò che più infastidisce è che un personaggio che avrebbe così tanto da dire, anche e soprattutto rispetto alla sua vita privata, sia affrontato come tappabuchi, senza una continuità stagionale che lo valorizzi.

Now I’m thinking we may have to run.

The Americans - 4x10 MunchkinsGli autori lavorano nettamente meglio sulla rappresentazione della famiglia e sul rapporto tra vita lavorativa e vita familiare dei Jennings, con Paige a fare da agente trasformativo principale di questa relazione, passando da semplice figlia all’oscuro della vera identità dei genitori a interlocutore principale degli stessi.
Cosa succede ai Jennings dopo la pausa che aveva chiuso l’ottavo episodio? Nei due protagonisti si avverte una consapevolezza delle proprie azioni un tempo assente, soprattutto perché affrontata da un punto di vista autocritico. Avere per un attimo staccato dall’insostenibile routine lavorativa ha significato per loro la possibilità di identificare sia la pericolosità sia l’ingiustizia di quelle azioni sulle quali un tempo il giudizio era sospeso, perché messo completamente sotto il tappeto dalla Causa, dal Bene Superiore inculcato in loro da tantissimi anni.
Il rapporto con Paige conosce momenti di splendida tensione in occasione della scomparsa di Pastor Tim, a proposito della quale emergono tutte le insicurezze e i dubbi dei coniugi Jennings: davanti alle domande sempre più incalzanti di Paige (finalmente detective, anche se a tempo determinato) Philip ed Elizabeth vanno evidentemente in crisi. Benché certi di non essere responsabili dell’ipotetica morte di Pastor Tim (perché in “congedo”), la loro sfiducia nella Madre Russia e nei suoi metodi è oggi ai minimi storici. A dimostrarlo c’è il dialogo iniziale tra Paige e Philip in cui alla domanda su quanto gli piacesse la Russia il padre risponde con un emblematico “We didn’t think that way”.

I thought I could live like this.

The Americans - 4x10 MunchkinsAncor più interessante del rapporto genitori-figli è il lavoro che gli autori stanno facendo sul personaggio di Elizabeth, vero protagonista di questa fase finale della stagione una volta uscita di scena Martha. Se il dubbio è la costante di questo episodio, quello della spia russa è il più atroce di tutti, soprattutto per una donna come lei, da sempre devota alle ragioni del suo paese d’origine e così scettica in passato nei confronti delle incertezze del marito.
La gravità e la violenza del gesto dello scorso episodio l’hanno portata a superare una soglia da cui (forse) non potrà più tornare indietro. Sembrava impossibile fino a poco tempo fa poter assistere a una scena come quella finale in cui Elizabeth, accettando di ritrattare gli ordini dei suoi capi, fa la cosa più americana possibile, proprio nella misura in cui rifiuta l’accettazione incondizionata dei propri compiti, ovvero un atteggiamento intrinsecamente “russo” e antipodale a quello assunto.
Il rapporto con Young-Hee la sta cambiando profondamente, come si evince dalla sequenza a pranzo con la famiglia coreana in cui Elizabeth (grazie anche all’interpretazione perfetta di Keri Russell) dichiara in pochi sguardi tutto il suo senso di colpa. Dopo ciò che ha fatto a Don non potrà certo redimersi, ma di sicuro potrà impegnarsi per non distruggergli completamente la famiglia.

“Munchkins” è un episodio leggermente meno riuscito rispetto ai precedenti, che però sacrifica l’eccellenza narrativa e stilistica sull’altare di un obiettivo nobile, cioè quello di prendersi del tempo per riflettere sulle conseguenze degli ultimi pesantissimi eventi. Nonostante ciò non mancano le sequenze eccellenti, una su tutte quella in cui, nel dialogo tra Paige e i genitori circa l’eventualità di tornare in Russia, a fare da colonna sonora diegetica ci sono i rintocchi della pallina da tennis con cui gioca l’ignaro Henry in cortile.

Voto: 7½

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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2 commenti su “The Americans – 4×10 Munchkins

  • Silvia

    A me la puntata ha spiazzato tantissimo nei suoi istanti finali (con un’interpretazione per l’ennesima volta STRAORDINARIA di Keri Russell): Elizabeth che, profondamente tormentata tra il senso del dovere verso Madre Russia e i propri sentimenti, sceglie… e per la prima volta non sceglie la sua assoluta e granitica obbedienza, ma ammette di voler fare un passo indietro, se le è concesso. Ci sono rimasta davvero di sasso: pensavo che fosse stato già sufficiente averci fatto vedere un’Elizabeth così in crisi e invece con quel “yes” finale è crollata completamente. E ho davvero una gran voglia (da spettatrice) ma anche un gran timore (per empatia verso il personaggio) di vedere quello che le accadrà e che accadrà a tutti loro… ho sempre pensato che se veniva meno la solidità di Elizabeth, tutta la famiglia Jennings sarebbe stata meno al sicuro (da parte degli interventi di Madre Russia). In ogni caso, grande stagione questa quarta!

     
  • jaja

    Ma quanti premi dovrebbe ricevere Keri Russell! GRANDISSIMA! Elizabeth è un personaggio incredibile e lei lo rende magnificamente!