Rectify – 4×06 Physics 2


Rectify - 4x06 PhysicsRectify ha sempre confermato la capacità di essere allo stesso tempo una serie pacata ed efficace nel raccontare una storia così intima e complessa come quella di Daniel Holden. E pur consci che ogni episodio sarà molto bello, non si può che rimanere lo stesso rapiti ed affascinati dai piccoli capolavori che la quarta stagione continua a collezionare.

Questa sensazione diventa ancora più evidente a soli due episodi dalla fine, perché qualsiasi serie punterebbe sul rush finale, sul dare risalto all’avvicinarsi della sua chiusura definitiva, magari puntando su fattori emozionali più espliciti o, molto più semplicemente, sulla costruzione di un climax ascendente. In Rectify invece persiste la sensazione di flusso, di continuità, di percorso, qualcosa che non finisce chiudendo la storia. Questa è la diretta conseguenza di una narrazione che non ha mai puntato sul colpo di scena o sul cliffhanger a tutti i costi, perché al centro della scena ha messo l’uomo con il suo vissuto mentre cerca di dare una forma al silenzio della propria intimità, ad un qualcosa di profondamente personale. In poche parole, Ray McKinnon è davvero riuscito a raccontare il concetto stesso di unicità.

Destination gives us direction sometimes.

Rectify - 4x06 Physics Dopo tanta attesa, Janet ha finalmente riabbracciato Daniel, portando a termine il lungo viaggio fino a Nashville per poter vedere con i suoi occhi come fosse la nuova vita del figlio, ma soprattutto per provare a se stessa che quella distanza invisibile ma pesante come un macigno fosse ora un semplice scollamento spaziale, da riempire facendo solo molti chilometri. Quella stessa distanza durata ben diciannove anni era stata sostituita dopo l’uscita di prigione con la difficoltà di parlare, la perenne angoscia di poter dire qualcosa di sbagliato, di inappropriato o fuori luogo, perché in fondo Daniel per buona parte della sua famiglia era praticamente uno sconosciuto. In quattro stagioni infatti abbiamo visto come un legame di sangue, per quanto forte, per quanto ancestrale, non sia sinonimo di conoscenza o tantomeno di confidenza; ciascun componente della famiglia Holden-Talbot aveva metabolizzato e accettato come poteva quella assenza/presenza, scegliendo egoisticamente che posto dare ad un uomo che non conoscevano più o che non avevano mai neanche incontrato. E se il dolore di una madre e il suo nuovo percorso di ritrovo del figlio perduto ha sempre seguito il suo corso, una delle parti più difficili l’ha sempre avuta Ted Talbot, vero anello di congiunzione tra le due famiglie.

Rectify - 4x06 PhysicsTed è colui che ha silenziosamente accettato per anni di sostituire un altro uomo e contemporaneamente ha portato all’interno del nucleo familiare degli Holden un altro “pezzo” importante, Ted Jr., che a sua volta, anche solo per similitudine anagrafica, ha fatto da surrogato – mai accettato fino in fondo – dell’altro tassello mancante. Il ritorno di Daniel è stato infatti il detonatore di un equilibrio costruito in tanti anni, che ha messo a soqquadro l’idea di futuro che Ted e Janet avevano disegnato per sé e per la loro nuova famiglia. Non a caso le due persone che hanno maggiormente patito la trasformazione dell’assenza di Daniel in presenza effettiva sono stati proprio i due Ted, perché in fondo l’ex detenuto era anche lo stesso cui spettavano di diritto le tante cose che hanno invece ereditato loro. Janet, sin dal primo momento in cui il suo primogenito ha rimesso piede in casa, aveva deciso di ridargli ogni cosa, come a volersi far perdonare del tradimento o dei torti che anche lei aveva acconsentito a fargli, una sorta di usurpazione sui generis. Quasi senza accorgersene, lo scollamento conseguente è stato proprio quello tra gli Holden e i Talbot “originali”, dove ognuno ha provato a difendere la propria parte di famiglia – dove torna ancora prepotente il senso viscerale ed archetipico dei legami di sangue.

But I know we can’t keep going on the way we are.

Rectify - 4x06 Physics Ma ciò che fa saltare l’equazione di Janet e di Ted è che in un certo senso nessuno dei due ha davvero fatto i conti con chi fosse Daniel, quali fossero le sue esigenze o le sue aspettative, ma si sono caricati di quelle che erano le loro paure nei confronti di una persona cresciuta senza di loro, un ragazzino ritrovato uomo. Il viaggio quindi diventa il sottotesto perfetto per raccontarci anche il percorso di una coppia che sta insieme da molto tempo e che probabilmente non aveva mai davvero condiviso quali fossero i desideri o le aspettative che avevano l’uno verso l’altro. Il passo che compie Ted decidendo di accompagnare Janet a Nashville è speculare a quello che fa lei nei confronti di Daniel, un modo di rincorrersi identico, fatto per tutti loro di parole attese e mai dette, e che finalmente si esplicita anche grazie alla questione della vendita o meno del negozio di pneumatici. E se al centro ci sono Ted e Janet che provano a prendere una decisione, da un lato c’è Daniel e dall’altro Ted Jr., ovvero la persona che più di tutti ha subito il ritorno del fratellastro, perdendo uno dopo l’altro le grandi certezze della propria personalità e della propria esistenza. Infatti, è lui l’altro grande personaggio di Rectify, quello con l’evoluzione più bella e commovente, reso perfettamente dall’interpretazione di Clayne Crawford.

Parallelamente alla giornata del padre che decide di compiere un viaggio tutto suo per visitare la tomba di Patsy Cline, Ted Jr. invece si lascia sprofondare sempre di più verso una rassegnazione fatta di alcool e fucile, sancito dal tentativo di uccidere quel pupazzo rosso tanto voluto, il simbolo della sua grande devozione e passione per il negozio di pneumatici in cui è sempre stato l’unico a credere e a volerlo fino in fondo. La pallottola che torna indietro e gli ferisce la gamba è a sua volta il momento emblematico che in un certo senso certifica e chiude la triste ironia (quantomeno) della sua giornata.

I’m asking you to let me go.

Rectify - 4x06 PhysicsI momenti più intensi però sono riservati a Daniel e Janet, cui si unirà anche Chloe. Anche in questo caso tra loro si innesca una sorta di rincorsa, un rapporto dove ognuno prova a sfuggire al ruolo che l’altro vorrebbe dargli, una sorta di gioco degli specchi in cui nessuno sa distinguere il proprio riflesso dall’immagine che l’altro ha provato a costruirgli addosso. Così Janet, che vorrebbe entrare e conoscere più da vicino la quotidianità del figlio, non ne riconosce il grande bisogno di allontanarsi, la necessità di Daniel di provare ad essere chi davvero è e non cosa gli altri si aspettano lui sia, e magari in un luogo di cui lui non è l’attrazione principale. Dall’altro lato però Daniel cerca un po’ di quella salvezza che la madre vorrebbe tanto dargli in un’altra donna, Chloe, che invece riconosce e sa di non poter fare da pietra angolare, ma lo sprona all’autonomia, alla ricerca, ad affrontare quel silenzio che ha vissuto e finora provato ad ignorare – e abbiamo visto perfettamente in “Pineapples in Paris” come basti un solo gesto per riportare a galla quello che cerca solo di sopire.

“Physics” è un episodio cruciale, dove tutti i personaggi coinvolti sono alla ricerca di risposte e quindi decidono di fare dei passi avanti fondamentali, accomunati dal sottile e naturale egoismo che guida le loro scelte. La decisione di Jon di usare la propria relazione con Amantha per invalidare il patteggiamento di Daniel e quindi forzare la riapertura del suo caso, così come l’irruzione di Tawney in casa del defunto Zeke, sono esattamente come per tutti gli altri momenti di verità che servono per ricostruirsi come persone, per assecondare almeno una volta (soprattutto Jon) quello che si vuole da se stessi, e non ciò che si aspettano gli altri. Che poi questo generi il bene dell’altro, per una volta diventa solo un fattore incidentale.

E da un altro punto di vista è la stessa cosa che sta facendo Rectify, che così come aveva iniziato porta a termine il suo racconto: andando sulla sua strada, alla sua maniera, “rivedendo” gli stilemi del suo genere, per costruire non solo una storia, ma soprattutto una serie unica.

Voto: 8½

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Informazioni su Sara De Santis

si narra di lei: nacque nelle lande sconosciute d'Abruzzo, ma qualcosa le diceva che quello lì non era esattamente il suo posto. Circondata da esseri umani, ha provato ad interagire con loro, ma la vocazione incondizionata al commento, alla critica e all'analisi perenne non ha trovato il seguito sperato. Poi un giorno ha incontrato sulla sua strada degli strani mattoncini di fogli rilegati con delle parole impresse dentro: è nei romanzi, quelli veri, che ha trovato la sua dimensione (e una laurea in Lettere, che appesa al muro fa la sua parca figura). Poi sono arrivati il cinema e le serie tv. Per sfogare l'inarrestabile flusso di coscienza ha deciso di scrivere: e Seriangolo fu. Così trovò, anche nel deserto del reale, un luogo abitato dai suoi simili. Una volta raggiunto l'Aleph non si torna indietro (vero amico Borges?).


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2 commenti su “Rectify – 4×06 Physics

  • Genio in bottiglia

    Grazie Sara, per essere riuscita a dare un senso ad un personaggio che non ho mai amato, e che per me è stato l’unico tallone d’achille di questa splendida serie (Ted Jr). Raccontato da te l’ho quasi apprezzato (quasi, però).

     
  • Ambrosia

    Io invece ho sempre stimato molto Ted Jr, e mi fa piacere che anche altre persone lo apprezzino e che abbiano capito la sua profonda ed umana trasformazione.
    Chi proprio non riesco a sopportare è Tawney. Forse, con molte preghiere e senso di umana compassione, smetterò di sentire un prurito alle mani ogni volta che apre bocca.