Girls – 6×09 Goodbye Tour 1


Girls – 6x09 Goodbye TourEra l’enfant prodige della serialità televisiva, oggi è una delle autrici più rilevanti della contemporaneità, responsabile di una serie di successo, lunga e di grande impatto mediatico. Ora Lena Dunham si trova di fronte forse al più grande scoglio della sua vita (professionale): concludere Girls.

Qual è l’obiettivo di una serie come Girls? Molto difficile dirlo. Si può però affermare con certezza che, nonostante una direzionalità obbligata dal suo essere un racconto a puntate, la serie non vive di una struttura orientata, ovvero di una narrazione che specifica gli obiettivi e, dopo aver mostrato le strade per raggiungerli, gradualmente li conquista. No, Girls è esattamente il contrario di Twin Peaks. “Chi ha ucciso Laura Palmer?“ si chiedeva e ci chiedeva la serie di David Lynch e Mark Frost sin dall’inizio e tutto il discorso che seguiva era incanalato in un solco ben preciso, con un’altrettanto chiara destinazione finale (ed è proprio attorno a questa questione che ruotano alcune problematicità della seconda stagione di Twin Peaks, ma questa è un’altra storia).
Girls dal punto di vista narrativo si pone in una posizione antipodale, presentandosi sin dalla prima stagione non tanto come una serie dalla direzionalità orientata, bensì come distinta da una direzionalità “debole”, che rinuncia alla destinazione finale in favore dell’attenzione verso il processo. Se Twin Peaks (e tutte le serie di questo tipo) sono sintetizzabili graficamente attraverso una linea retta, la serie di Lena Dunham è molto più simile a una rete che stagione dopo stagione diventa sempre più ampia e complessa, incrementando sia il materiale narrativo – e quindi la porzione di mondo raccontato – sia la profondità dell’indagine, rendendo sempre più fitte le maglie di questa ipotetica rete.

This is the type of fun that we have. I steal yogurts and then we laugh about it. What the fuck are you doing?

Girls – 6x09 Goodbye Tour“Goodbye Tour” sotto questo punto di vista è un episodio molto importante, che alla luce della sua posizione e del precedente “What Will We Do This Time About Adam?” si presenta come il secondo atto di un trittico conclusivo. La parola conclusione va usata con le molle, perché proprio per il discorso di cui sopra è quasi impossibile immaginare un epilogo per una serie come Girls. Tuttavia ciò che separa la realtà dalla fiction è proprio questo tipo di necessità drammatica, che Lena Dunham affronta in modo graduale e narrativamente sapiente, dando ad alcuni personaggi una sorta di conclusione anticipata (vedi il meritato happy ending di Ray), e affidando alle sue quattro protagoniste la possibilità di affrontare a viso aperto molte delle loro principali ossessioni ricorrenti.
È prematuro dirlo e ad oggi è naturalmente solo un’ipotesi in attesa di essere confermata o smentita dal series finale, ma “Goodbye Tour” somiglia molto a un finale anticipato, che da un lato ha le fattezze di un atto d’amore struggente – seppur non privo di momenti di forte criticità tra i personaggi – verso la serie e le sue protagoniste, ma dall’altro ha tutto il sapore di un pronti-via, una sorta di preparazione ai blocchi di partenza. Le quattro ragazze hanno sicuramente concluso un percorso ma per loro ne inizia un altro, proiettato totalmente nella vita adulta, che molto probabilmente verrà annunciato nel prossimo episodio.

I want you to know that the only reason that I am tolerating this insanely rude and inconsiderate behavior is the fact that every wise woman knows that the worse the engagement party, the better the wedding, ok?

Girls – 6x09 Goodbye TourCome dimostrato in maniera concreta anche da questo nono episodio, la creatura di Lena Dunham vive e ha sempre vissuto grazie alla dialettica di due spinte contrapposte, il cui problematico intreccio ha rappresentato sia il maggiore dei fattori di rischio dal punto di vista creativo, sia la più grande qualità. La serie infatti racchiude da un lato l’autoritratto di un’autrice straordinariamente vivace, coraggiosa e contraddistinta dall’esuberante voglia di dire la propria in ogni modo, sia attraverso il proprio corpo che con la scrittura e con la macchina da presa. Dall’altro però c’è quella volontà di raccontare il mondo a lei circostante, un atteggiamento che viene esplicitato (o quantomeno alluso) sin dal titolo, ovvero quelle ragazze protagoniste della serie, simbolo di un racconto che vuole essere plurale, collettivo e generazionale.
“Goodbye Tour” rappresenta la sintesi perfetta di questa formula, dimostrando quanto il dialogo tra queste due facce che compongono l’identità della serie costituisca il propellente creativo principale. L’episodio è praticamente spaccato in due, ma, sebbene si tratti di una divisione apparentemente netta, le due metà sono tutt’altro che impermeabili. La prima ci presenta Hannah alle prese con le proprie decisioni e il proprio futuro, ma contemporaneamente fa spuntare di tanto in tanto riflessioni sull’amicizia e sul rapporto con le co-protagoniste della serie, preparando alcuni argomenti affrontati nella seconda parte. In quest’ultima, in maniera analoga alla prima, sebbene le questioni centrali ruotino intorno al gruppo, le conclusioni sono spesso indirizzate alle identità e al futuro dei singoli, con una particolare attenzione nei confronti di Hannah.

Pregnant women and young mothers are the most vital force of this Earth, and when I was pregnant, oh, my God, the men that hit on me.

Girls – 6x09 Goodbye TourIl percorso di Hannah Horvath in questa stagione conclusiva è stato molto complicato e costellato di ostacoli, ma anche caratterizzato da una significativa capacità di superarli. Il turning point è stato senza dubbio il finale della scorsa stagione: per molti quello sarebbe potuto essere anche un series finale, tanta era la compiutezza del suo percorso all’insegna del riscatto; invece è stata solo la penultima tappa, la conditio sine qua non per poter arrivare fin qui, con questa forza e con questa capacità di soffrire. Dopo aver affrontato a viso aperto il suo grande amore, infrangendo l’idillio irreale che l’ha vista per una giornata in balia di fantasie irrealizzabili, Hannah è matura abbastanza per fare i conti con il logoramento dell’amicizia con le sue tre compagne di sempre, non prima di aver portato avanti le due cose che attualmente la definiscono di più.
La prima è ovviamente la gravidanza: non serviva tenere il bambino per riuscire a dire qualcosa di importante sulla gravidanza e le problematiche che comporta (specie quando è inaspettata) e in molti davano per scontato che, dopo le dovute riflessioni che avrebbero permesso all’autrice di dire la sua su questa spinosa questione, Hannah avrebbe scelto di abortire. Invece Hannah ha capito di volere davvero questo bambino e non è stata una consapevolezza semplice da guadagnare. L’altro tassello che la proietta verso il futuro riguarda l’ambito lavorativo: Hannah andrà ad insegnare (se le sequenze finali non ci ingannano) il Web a un centinaio di studenti e lascerà la sua New York, abbracciando finalmente la vita adulta, perché è fuori dalla Grande Mela che la protagonista ha visto alcune delle sue principali evoluzioni, come confermato anche dalla première di questa stagione.

If you don’t mind, I would like to take a step back and say that this is the reason that we can’t hang out togheter anymore.

Girls – 6x09 Goodbye TourIl titolo dell’episodio però trova pieno riscontro nella seconda parte, quando Hannah, non ricevendo alcuna risposta da Marnie e Shoshanna, decide di andare a casa di quest’ultima e si imbatte nella sua inaspettata festa di fidanzamento. Da qui comincia un lungo confronto tra le quattro amiche, che ha come scena madre quella che le vede chiuse in bagno, (auto)costrette a guardarsi negli occhi e il modo in cui affrontano questa situazione è sintomatico sia dei loro rispettivi caratteri, sia dello stato attuale dei rapporti.
Il comportamento di Marnie catalizza ancora di più le caratteristiche di un personaggio potentissimo, costantemente passivo-aggressivo e incapace di accettare il crollo delle proprie illusioni e soprattutto gli effetti del tempo che passa. Allison Williams è straordinaria nel dosaggio del tono di voce, nell’uso delle mani e delle espressioni facciali, rendendo credibile una donna che vive di di autoinganni, insicura e terrorizzata dalla solitudine. Diversamente da quest’ultima, le altre tre non hanno alcuna voglia di questo confronto. Jessa non ne può più di essere calpestata, di essere trattata come il peggiore degli individui, soprattutto da Hannah, la quale a sua volta tenta di farsi forte indossando la maschera dell’indipendenza e del rancore disinteressandosi (apparentemente) del group meeting.
La scena però la ruba Shosh, che inizialmente partecipa per fare un favore a Marnie, poi per scaramanzia e infine ne approfitta per levarsi alcuni sassolini dalle scarpe. È lei a prendersi la responsabilità di aprire gli occhi di tutte e guardare la brutale realtà: la loro amicizia non è più quella di prima – ed è bravissima la regista a non unirle mai nella stessa inquadratura – non c’è più alcun altruismo disinteressato, ma solo narcisismo ed egocentrismo. Shoshanna questa cosa l’ha capita prima di tutte e ha deciso di frequentare altra gente, un gruppo di amici perfetti per questa sua fase della vita e in cui ha avuto anche la fortuna di trovare il suo futuro marito. Un cambiamento off screen estremamente intelligente e concettualmente molto interessante: se ciò che accade sullo schermo ha spesso il sapore dello stallo, del magma paralizzante di problemi, allora solo allontanandosi dalle (ex) amiche Shoshanna può essere in grado di crescere davvero e seguire quella strada che aveva iniziato a intraprendere nel periodo passato in Giappone.

And I’d like to remind the three of you not to sleep on this friendship.

Girls – 6x09 Goodbye Tour“Goodbye Tour” è un episodio estremamente doloroso, che racconta della fine di un lungo percorso in modo tutt’altro che pacificato, seppur sempre più consapevole e dunque più sereno. Ma non c’è gioia nell’accettare che quell’amicizia che un tempo si credeva potesse durare per sempre sia ormai un lontano ricordo, logorata da tanti fattori che comprendono senza dubbio il mancato nutrimento (la battuta iniziale di Hannah al gruppo di amici nel parco) ma anche semplicemente dalle contingenze, dalle vite che inevitabilmente si separano e i bisogni, i desideri, i sogni e le ambizioni che divergono. Rimangono solo le gioie temporanee, che, per quanto possano essere rese immortali dalla finzione e da una regia che le congela in montaggi musicali e ralenti davvero commoventi, sono pur sempre istanti precari, che proprio nel momento in cui vengono assaporati diventano passato.
Nel finale c’è anche il tempo di un confronto finale tra Hannah e Jessa, non violento come il precedente, quantunque non certamente costruttivo. Entrambe sanno che ciò che è capitato tra loro le allontana in maniera irrimediabile e soprattutto che i rispettivi percorsi non sono più vicini come un tempo, ma provano ancora un consistente affetto l’una per l’altra. Proprio quando non c’è più niente da fare, quando l’amicizia è al crepuscolo arrivano le prime, vere, sentite scuse da parte di Jessa; non una reazione del momento ma un comportamento meditato e finanche accompagnato da un regalino per il futuro nascituro. Lena Dunham e la regista Nisha Ganatra sono perfette nel mettere in evidenza l’umanità delle due donne, aiutate da volti straordinariamente espressivi.

Girls ci conduce verso l’ultimo episodio di sempre con un groppo in gola, grazie soprattutto a un montaggio musicale che congeda le protagoniste nel migliore dei modi, lasciando Shoshanna nel suo idillio sentimentale, Marnie a ballare coccolata dallo sguardo di altri uomini, Jessa con i suoi fantasmi e Hannah sola, forte e sola, in procinto di partire per una nuova avventura.

Voto: 9

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Informazioni su Attilio Palmieri

Di nascita (e fede) partenopea, si diploma nel 2007 con una tesina su Ecce Bombo e l'incomunicabilità, senza però alcun riferimento ad Alvaro Rissa. Alla fine dello stesso anno, sull'onda di una fervida passione per il cinema e una cronica cinefilia, si trasferisce a Torino per studiare al DAMS. La New Hollywood prima e la serialità americana poi caratterizzano la laurea triennale e magistrale. Attualmente dottorando all'Università di Bologna, cerca di far diventare un lavoro la sua dipendenza incurabile dalle serie televisive, soprattutto americane e britanniche. Pensa che, oggetti mediali a parte, il tè, il whisky e il Napoli siano le "cose per cui vale la pena vivere".


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Un commento su “Girls – 6×09 Goodbye Tour

  • Genio in Bottiglia

    Devo ammettere di avere avuto e di avere ancora dei dubbi su questa incensata stagione di Girls. La scelta della Dunham di concentrarsi sul suo personaggio e su chi le ruota intorno mi è parsa più frutto di uno smaccato egocentrismo che di una reale scelta narrativa. La serie che era nata come Girls è diventata sempre più, non solo in questa stagione, Hannah. I personaggi che ne hanno beneficiato sono quelli che le sono rimasti accanto, quelli lontani, come Shoshanna, sono semplicemente evaporati. Di base c’è un personaggio che viene tratteggiato nei più minuscoli particolari (ovviamente Hannah), un paio dei quali ci si interessa (Marnie ed il ripescato Elijah)ed il resto portato dietro come un sacco di panni sporchi. Io non ho visto quello che ha visto il recensore, non solo lui ma credo tutti, ovvero la scelta di portare dei cambiamenti off screen. Ho visto una talentuosa autrice che è finita addosso al proprio ombelico. Trattandosi di una serie che ho amato, perlopiù quando amata non lo era, mi è dispiaciuto. Complimenti comunque per la recensione, che mi ha mostrato le ragioni di chi invece il modo nel quale questa serie finisce lo sta amando.