The Deuce – 2×06/07 We’re All Beasts & The Feminism Part 1


The Deuce – 2x06/07 We’re All Beasts & The Feminism PartLa serie di David Simon e George Pelecanos continua a dipingere con grande maestria i personaggi che abitano le strade di New York, città che come non mai si eleva a vera e propria co-protagonista passiva dello show; non sono solo le relazioni e i problemi che vengono affrontati a rendere viva e realistica la Grande Mela, infatti, ma soprattutto le trasformazioni sociali e culturali in atto, motore di cambiamento e simbolo di un progresso impetuoso, sebbene continuamente ostacolato.

Il titolo della serie “The Deuce” – che, come è noto, è un epiteto riferito alla quarantaduesima strada di New York – a livello fonetico ricorda un’allitterazione della lettera “D” che, nella letteratura inglese, è stata spesso associata al male e all’ambito demoniaco, poiché simile al suono della parola “devil”. Potrebbe quindi non essere un caso il fatto che nelle due stagioni dello show di HBO abbiamo imparato a conoscere questo setting come un luogo di perdizione e degrado: il manifesto di un’umanità allo sbando dove la giustizia e la legge non funzionano e la malavita – dalla mafia ai pimp – può edificare una complessa struttura sociale ed economica che si auto alimenta continuamente. Qualcosa però sta cambiando, e questo è chiaro sin da “Our Raison d’Être” che ha aperto le danze sull’imminente arrivo degli anni ’80: l’esplosione della pornografia e l’aumentata consapevolezza sociale stanno togliendo le donne dalle strade generando una vera e propria crisi del “mestiere” del pimp, ormai sempre più ai margini delle logiche di mercato – fenomeno che emerge dal contesto ma soprattutto sottolineato da Larry, che tenta di lanciarsi nel mondo del cinema. La città sembra quasi respingere coloro che ne amministravano i traffici più loschi e, con il passare del tempo, cambia aspetto: l’azione non è più sui marciapiedi della Deuce ma all’interno delle colorate scenografie cinematografiche, dove il sesso, da mero appagamento personale degli uomini paganti che era, può diventare una forma d’arte a tutti gli effetti.

Jesus. You got somethin’ here.

The Deuce – 2x06/07 We’re All Beasts & The Feminism PartLa più iconica promotrice di questo cambiamento, com’è stato già evidenziato parlando delle scorse puntate, è Candy. Il sesto episodio, “We’re All Beasts”, infatti, non nasconde il suo gravitare prevalentemente intorno alle riprese di “Red Hot”, il film per adulti basato sulla favola di Cappuccetto Rosso che la regista sta realizzando. Il film è una rielaborazione in chiave moderna della suddetta storia, all’interno della quale è piuttosto evidente la metafora sulla trasformazione delle dinamiche sociali di cui si parlava prima: la scelta di impostare il punto di vista dalla parte della donna – piuttosto rivoluzionario nel micro-cosmo della pornografia che era perlopiù appannaggio di un pubblico maschile – e la sostituzione di Larry – uomo di colore – come co-protagonista maschile nella parte del lupo.
Questa piccola rivoluzione, tuttavia, non è priva di ostacoli: Candy deve farsi strada in un mondo ancora totalmente asservito al potere degli uomini, dove la sua persona è talmente poco considerata da risultare quasi invisibile. Nella ricerca di nuovi investitori in “The Feminism Part” la donna deve ingoiare più di un boccone amaro per la sua impossibilità di trattare direttamente con gli uomini d’affari che devono decidere se partecipare economicamente alla produzione; Candy è ben consapevole del maschilismo che pervade ogni aspetto della società, ma non manca di rimarcare l’assurdità di questi preconcetti nei confronti del mondo femminile – “Hey. “She”? I’m right here.”.

Il personaggio di Maggie Gyllenhaal può farsi carico del peso di portare avanti questa battaglia proprio per le sue caratteristiche: i due episodi in analisi non fanno che sottolineare quanto sia capace di adattarsi alle circostanze e a volgere le situazioni a suo vantaggio. Nelle riprese itineranti di “Red Hot” del sesto episodio coinvolge i passanti della Deuce per girare l’inseguimento; quando l’attore pluripremiato che era stato ingaggiato rinuncia al ruolo ha immediatamente pronta una soluzione; non manca di mettersi in gioco in prima persona per il bene del suo film recitando nella parte della nonna. La stessa città di New York, che come detto assume qui una coscienza propria, sembra prendere atto della determinazione del personaggio aiutando con alcuni colpi di fortuna la buona riuscita del film: dal paradossale incontro di coincidenze tra l’arresto di Larry e l’arrivo di Frankie e Rudy, ai due poliziotti che scelgono di assistere alle riprese al molo invece di intervenire. La forza di Candy sta, quindi, nella sua eccezionalità che emerge nei confronti dell’ottusità dei personaggi che la circondano.

You ever think back on that first day? You stepped off the bus… from where, fuckin’ Hicksville? Want so bad to take a bite out of the Big Apple.

The Deuce – 2x06/07 We’re All Beasts & The Feminism PartSempre in relazione a Candy, è interessante il rapporto che instaura con Lori, il personaggio più tragico dello show. La giovane attrice in ascesa, nell’attesa di un futuro radioso, è prigioniera del suo passato di prostituta e del suo presente ancora nelle grinfie di C.C., ovviamente non interessato a lasciarla andare e perdere un tesoro – in termini economici. Il discorso tra le due donne in auto verso la fine di “We’re All Beasts” è bellissimo e tira fuori il meglio di entrambe: il semi-monologo di Candy è una riflessione profondamente nichilista sul fallimento del sogno americano e su come tante ragazze siano giunte piene di aspettative in città per poi ritrovarsi a vendere il proprio corpo nell’attesa di un futuro di successo. Lori effettivamente è riuscita ad arrivare più in alto di tante altre ma ha dovuto sacrificare molto di se stessa – la sua libertà in primis – per riuscirci.

Il finale del settimo episodio sembra suggerire un futuro migliore per Lori, ma il sentore che qualcosa di brutto possa caderle addosso prima della fine della stagione è ancora insistente. C.C. la porta a cena e le ricorda di non dimenticare quello che ha fatto per lei, anche quando raggiungerà il tanto agognato successo; un tentativo di fare appello ai sentimenti della donna o una sorta di minaccia velata alla possibilità che il pimp perda totalmente il controllo su di lei?

What if I refuse? Then what happens?

Non è stata una stagione semplice, finora, per i fratelli Martino; se, però, Frankie è rimasto molto ai margini del racconto ed è stato utilizzato come strumento per muovere la trama o come macchietta involontariamente comica – la ricerca di fondi per il film, il tentativo di inserire la poco talentuosa moglie come attrice –, è in realtà Vincent il personaggio più interessante.
The Deuce – 2x06/07 We’re All Beasts & The Feminism PartLa sua storyline viaggia su due binari che si intersecano continuamente: la relazione aperta con Abby e il tentativo di divincolarsi dal laccio della Mafia. Per quanto riguarda la prima pesa il senso di colpa per aver nascosto per anni alla donna il suo coinvolgimento nelle attività dei peep e della criminalità organizzata: Vincent vorrebbe davvero la libertà e la possibilità di gestire il suo locale senza dover dipendere da qualcuno. In questo senso è rivelatorio il viaggio in Vermont, dove conosce una realtà isolata e tranquilla, lontano dai chiassosi problemi della città; un luogo dove un barista non deve temere di essere aggredito a colpi di proiettile o che qualcuno possa appiccare un incendio mentre serve dei cocktail.
Essendo The Deuce una serie corale, che fa della moltiplicazione dei punti di vista il suo punto di forza al fine di riuscire ad animare il più realisticamente possibile i tanti volti di un periodo storico così stratificato e complesso, sono tantissime le altre linee narrative che vengono portate avanti in questi episodi.

Nell’ottica del protagonismo e della trasformazione della città di cui si parlava si può individuare un filo conduttore tra i tentativi della nuova amministrazione di combattere la corruzione e il potere invisibile che gestisce i salotti – Gene Goldman, il personaggio interpretato da Luke Kirby, ne è l’emblema – e le difficoltà della polizia nell’adattarsi all’avanzare dei tempi. Quest’ultima osservazione è, ovviamente, legata alla vicenda di Danny Flanagan: il poliziotto corrotto mostra tutte le viscide ambiguità della sua personalità violenta nel modo in cui si relaziona alle donne, finendo in un eccesso di rabbia per ucciderne una, Anita. Il suo suicidio è la dimostrazione di come l’istituzione si auto-protegge ed elimina indirettamente le sue “mele marce”; nello specifico lo show pone l’accento sul tema dell’abuso, inteso sia come abuso di potere della polizia ma soprattutto degli uomini nei confronti delle donne, la cui morte viene semplicemente “risarcita” a chi a causa di questo evento ne ha subito un danno in termini economici.

The Deuce – 2x06/07 We’re All Beasts & The Feminism PartAnche Paul e Bobby sono perfetti interpreti del loro tempo: dove il primo sceglie di rinnovare in toto la sua vita – tra il locale e le relazioni clandestine – e proiettarsi verso il futuro, il secondo incarna una figura maschile vecchia e superata, che non riesce a condensare la vita coniugale con la propria serenità, risultando sempre sconveniente e privo di controllo, soprattutto sul figlio. È interessante come proprio quest’ultimo si ponga in antitesi di un padre che ha perso ogni aspirazione o desiderio sopito: mentre Bobby è una persona molto pragmatica, che non vede più al di là del proprio naso e si accontenta di quello che la vita ha da offrirgli, Joey, suo figlio, nonostante una grande ingenuità crede nella possibilità di fuggire con la donna che ama e di poter costruire un futuro con lei.

In definitiva The Deuce prosegue nel racconto di una delle stagioni più interessanti della storia americana, ricca di sfumature e di trasformazioni in atto o in potenza. Tra la crisi del sistema dei pimp, i movimenti per i diritti delle donne – tra cui l’attivismo di Abby, Dave e Dorothy – e la nascita di una nuova forma di espressione artistica che mira alla rivalutazione ed esplorazione dei canoni della sessualità, la serie HBO dimostra di non aver esaurito le sue carte anche in questa seconda coraggiosa stagione, che varia molto più della precedente nell’uso di diversi registri, dal comico al paradossale, sempre nell’ottica di approfondire e amplificare il dramma che vivono i protagonisti.

Voto 2×06: 9
Voto 2×0 7: 8 ½

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Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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