
Non siamo ancora al massimo della forma: True Blood può fare ancor meglio di così, l’esperienza ce lo insegna. Certo, si è tornati ad una trama principale più interessante di quella dello scorso anno e soprattutto a storie secondarie che, con le dovute eccezioni, sono anche piuttosto curiose. Non stiamo qui a ripetere, ovviamente, come una migliore distribuzione delle varie storie negli episodi sarebbe sicuramente più funzionale; forse basterebbe riuscire a collegarle maggiormente tra di loro, senza dare l’impressione di assistere a mini-show interni.
L’Autorità
Non possiamo non cominciare la nostra visita sul mondo di True Blood che dalla trama principale, ossia quella afferente l’Autorità. Abbiamo già visto nello scorso episodio gli effetti che il Sangue – presunto – di Lilith ha avuto sui vampiri: omicidi di massa, neonati uccisi, sangue a palate. L’unico a subirne in forma ridotta gli effetti è stato Eric, rubando il posto che si sarebbe immaginato più consono a Bill: quello di chi si avvede della follia senza fine in cui stanno, non così lentamente, scivolando. Eric però, non fa tutto questo da solo: è stato il provvidenziale collegamento con Godric a spingerlo a “svegliarsi” e a cercare un contatto con la sorella. Lo scontro tra i due, però, palesa una distanza ormai difficile da colmare dato che Nora, infatti, non si fa troppe remore a rinnegare Godric. La fede in Lilith è accecante in tutti i vampiri, al punto da mettere seriamente in pericolo la posizione stessa di Eric. Russell è, come sempre, straordinario, ma non nascondo di avere qualche perplessità sul suo ruolo nell’armonia della storia: a che pro far tornare Russell, se poi fa parte della folla? La sua ricomparsa non è ancora stata utilizzata a dovere. La chiosa finale sulla distruzione delle cinque fabbriche di Tru Blood proposta da Bill – che sceglie definitivamente da che parte stare, quella che sembrava più idonea ad un personaggio come Eric, mostrando un notevole mutamento dal passato – fa largo incontrovertibilmente al degenerarsi della situazione. Curioso, ma niente di più, il flashback su Bill e la figlia, soprattutto considerando che, su richiesta di Salomé, il vampiro si ciberà di una giovane madre.
Sookie

Sam e Luna / Hoyt
Non contenta di essere sopravvissuta, Luna decide di perdere improvvisamente la testa e voler farsi vendetta da sola. In verità questa trama viene sfruttata molto poco, se non per mostrarci che la mutaforma, sconvolta, si trasforma in Sam. Le scene tra i due “Sam” sono bizzarre e simpatiche, ma l’eco delle stagioni precedenti è un po’ troppo forte per non farsi risentire (non vi sembra una cosa già vista con la vicenda del fratello?).
La storia dei due mutaforma e quella di Hoyt si uniscono nell’incontro di questi, con Andy, presso la base degli ammazzamostri mascherati da Obama. Anche tale trama, purtroppo, non esce dai binari di una certa prevedibilità: sul serio, chi avrebbe mai creduto che Hoyt potesse uccidere Jessica? Tuttavia, è innegabile che il momento di conversazione tra i due sia molto delicato, riportando alla mente come le cose, con questo Hoyt rinnovato, sarebbero potute andare diversamente. Sam e Luna sentono l’odore della madre di Hoyt, e ora bisognerà scoprire se è la donna a puntare l’arma contro il figlio – e quindi a rivelarsi come l’ideatrice del gruppo d’odio – o se sia qualcun altro a gestire questi folli ragazzi.
Tara e Pam
Lo spazio dato alle due donne è molto esiguo, ma sufficiente a far fare un passo in avanti a Tara nella sua nuova veste di vampira. Finalmente, infatti, può avere la sua rivalsa su un mondo che l’ha sempre bistrattata (ci siamo dimenticati come sia stata praticamente torturata in più di un’occasione?). Tara sta crescendo e, bontà sua, sta finalmente diventando persino un personaggio non irritante. Pam, passata da figlia a madre nel giro di pochi episodi, sta tutto sommato reagendo abbastanza bene al nuovo ruolo impostole, senza perdere il suo aplomb che ce l’ha fatta tanto amare.
LaFayette e Terry

L’utilità di Alcide in questo frangente è davvero molto bassa. Oltre a regalare tanti, ma tanti centimetri di pelle alle spettatrici più maliziose, si scontra finalmente con J.D. Perde, come previsto, ma sopravvive grazie all’intercessione della madre di Marcus. L’unica funzione dei mannari è mostrare quanto ormai siano tornati ad essere schiavi dei vampiri e del loro sangue. Attendiamo Russell da un momento all’altro.
Dal prossimo episodio, True Blood sarà costretto a districarsi tra le varie trame aperte, e speriamo che riesca a tenere in mano i fili di ciascuna di essa. Per quanto riguarda questo appuntamento, invece, non ci si può che ritenere nuovamente soddisfatti. Adesso, però, basta tergiversare.
Voto: 7 ½


