American Horror Story – 2×07 Dark Cousin 2


American Horror Story – 2x07 Dark CousinÈ incredibile come, in una serie come American Horror Story, dove il disgustoso incontra il folle, sia possibile di tanto in tanto trovare la poesia. È quello che accade in questo settimo episodio, che vede anche il ritorno di molti personaggi in quel luogo oscuro ed affascinante che è il Manicomio, incontrastato protagonista della serie.

American Horror Story, in queste due stagioni, ci sta davvero abituando a tutto: serial killer, amputazioni, mostri, torture fisiche e mentali. Sotto questo punto di vista, la serie ci ha offerto un ampio panorama del mondo horror classico, aggiungendoci anche una buona dose di follia in sceneggiatura, fotografia e soprattutto regia. Eppure, in questa puntata, ci dona qualcosa di più alto, che ancora ci mancava: ci dona l’aspetto lirico.

La poesia è rappresentata dalla splendida Frances Conroy. Se già l’anno scorso abbiamo potuto apprezzarla nei panni (anziani) di Moira, stavolta il suo ruolo è certamente più marginale, ma di maggiore effetto. Nei suoi abiti neri, con tanto di retina sul volto e rossetto rosso fuoco, ecco arrivare persino la Morte all’interno della narrazione della serie.

American Horror Story – 2x07 Dark CousinEppure, non è la Morte (o meglio, Shachath, l’angelo della Morte) intesa in senso negativo, nella sua declinazione oscura, come ci si sarebbe potuti aspettare da questa serie, ma una sua versione pacifica, rasserenatrice. Invocata da Miles per placare le voci nella sua testa, questa misteriosa figura è quanto di più poetico American Horror Story sia riuscito a creare in due anni. Se solitamente la regia è frenetica, le vicende sono vorticose ed i personaggi saltano da un luogo all’altro con violenza, la Conroy tratteggia un personaggio di grande staticità, capace di apparire sulla scena e dare ai personaggi coinvolti un attimo di respiro. Non si sa quanto ancora questa figura sarà centrale o se è semplicemente una comparsa, ma la sua presenza è già stata sufficiente a mostrare come, nel meraviglioso gioco delle assurdità di questa serie, la Morte sia l’unico elemento piacevole, capace di portare gioia, o quanto meno di fermare questa frenesia. Shachath fa visita a tutti i personaggi in vario modo implicati nelle trame del Briarcliff.

Un elemento importante che in un certo senso aveva fatto storcere il naso nello scorso episodio era che molte, troppe storie si erano ormai allontanate dal manicomio, perdendo la forza centrale su cui si basa la serie. In questa puntata tutto sembra tornare negli abituali canali, con il ritorno di quasi tutte le trame e personaggi a Briarcliff.

American Horror Story – 2x07 Dark Cousin

Prendiamo Lana: il suo stupro da parte di Thredson è un colpo al cuore, di una violenza fisica che colpisce anche lo spettatore; eppure, la donna “rifiuta” l’aiuto della Morte e riesce, non senza difficoltà, a fuggire dal suo carceriere. Peccato – e forse questo è davvero l’aspetto che fa più rabbia – che finisca nelle mani di un altro psicopatico che si spara in testa in auto, riportando di fatto la giornalista di nuovo nell’abbraccio del manicomio. Le sue vicende sono determinate da un destino crudele, anche perché l’unica con cui riesce parlare di Thredson è proprio Mary Eunice che, come sappiamo, non è esattamente ben disposta a correggere i torti.

A tal proposito, Lily Rabe fa con il suo personaggio, Suor Eunice, un lavoro straordinario. Se l’ottima forma della sua recitazione è resa esplicita dall’incontro con Shachath in cui riesce a mostrare enorme differenza tra la forma posseduta e quella naturale della suora, è in realtà in tutto il filone narrativo che la si vede dominare, mettendo anche il Dottor Arden sotto i suoi piedi non solo per quello che accade, ma anche per carisma. Intanto, il suo personaggio inizia a mostrare anche qualche difficoltà: non parlo solo della reazione nervosa con Shachath (la prima volta che mostra debolezza), ma anche per alcuni dubbi che sono sorti intorno all’identità di Bloody Face (da capire se il flashback serva agli spettatori o a lei); soprattutto sembra non sapere (ma è da confermare) che la ragazza investita da Suor Jude, in realtà è tutt’altro che morta.

American Horror Story – 2x07 Dark CousinShachath fa visita per ben due volte a Grace, una dolce e tenera Grace che, però, salvo imprevisti, ci lascia definitivamente. È chiaro, ormai, che il sangue che ha perso non sia dovuto ad una fantomatica operazione chirurgica subita da Arden, che infatti nega, ma probabilmente dall’intervento degli alieni che ormai, se non era ancora chiaro, si può dire che esistano e siano intervenuti in più occasioni. La morte di Grace, nonostante la tenerezza del bacio dell’Angelo della Morte, dispiace perché si tratta dell’eliminazione di un personaggio che poteva ancora dare molto alle vicende, di Kit soprattutto. Ora si vedrà come anche quest’ultimo filone narrativo si svilupperà, ma l’uomo ha fatto ritorno (dopo una fuga, diciamolo, sin troppo facile) all’istituto psichiatrico.

American Horror Story – 2x07 Dark Cousin

Ed infine, Sister Jude. Se Jessica Lange prenota anche quest’anno la vittoria ad ogni premio possibile, è anche merito di un personaggio che, da dominatrice incontrastata al Briarcliff, ora rischia di farci ritorno come paziente. Un capovolgimento straordinario, costruito episodio dopo episodio che non le concede mai alcuna tregua. Quando, infatti, viene messa di fronte alla realtà ben più clemente di quello che credeva (la ragazzina investita a stento ricorda l’incidente, essendone sopravvissuta), ecco di nuovo spuntare la durezza delle parole che la dipingono, in ogni caso, come un mostro. Il suo colloquio con la Morte è, sul fronte della trama, estremamente interessante, ma colpisce soprattutto per la recitazione superba delle due “senior”, la Conroy e la Lange, che danno vita ad un duetto straordinario.

American Horror Story è tutto questo. Murphy e Falchuk, con quest’episodio, danno davvero il meglio della loro mente contorta. Un episodio delicato nonostante gli orrori che vengono mostrati, con l’incredibile e poetico conforto di un personaggio esterno e solitamente oscuro. L’asticella della qualità si alza sempre di più.

Voto: 9

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

2 commenti su “American Horror Story – 2×07 Dark Cousin

  • Coturd

    bellissimo episodio, davvero magnifico. Più che una debolezza, credo che il demone sappia leggere nella mente di chi è davanti e possa scavare nelle sue paure. Per questo ha visto nel cuore di Suor Jude il rimorso per un assassinio che in realtà non è mai avvenuto e in quello di Thredson la sua identità di Bloody Face 😀

     
  • xfaith84

    Frances Conroy mi ha davvero emozionato, ha offerto un’interpretazione dura e al contempo dolcissima del suo ruolo.
    La sfortuna di Lana Banana è evidente, ma in un’ottica horror il concetto di “imprigionamento in un sistema” (una casa senza uscita, l’eterno ritorno di personaggi e situazioni) ci sta benissimo, quindi che lei torni al Briarcliff fa rabbia ma è al contempo la cosa più giusta che potesse succedere: non importa quanto lei provi a scappare, è entrata in un sistema da cui è praticamente impossibile uscire se non si sconfigge il “mostro finale”.