
In questo articolo si ricapitoleranno gli eventi principali accaduti durante la settima stagione. Per leggere il recap della precedente, invece, vi rimandiamo all’articolo dedicato.
Con il bellissimo finale della sesta stagione, “The Winds of Winter”, la trama aveva conosciuto molti punti di svolta fondamentali: Cersei era salita al trono di spade in seguito alla strage del tempio di Baelor (vaporizzando con l’autofuoco molti suoi oppositori tra cui Margaerey Tyrell e Alto Passero) e al conseguente inatteso suicidio di sui figlio e Re Tommen; Jon Snow (che Bran ha scoperto essere in realtà il figlio di sua zia Lyanna e Rheagal Targaryen) era stato acclamato come Re del Nord; e infine, Daenerys Targaryen era partita alla volta di Westeros per conquistare la corona che fu della sua famiglia, non prima però di nominare suo Hand of The Queen Tyrion Lannister.
Tre sovrani a cui si aggiunge anche l’ambizioso Re delle Isole di Ferro, Euron Greyjoy. Sua nipote e rivale al trono di sale, Yara Greyjoy, con il fratello Theon, aveva siglato invece un’alleanza con Daenerys, che comprendeva anche (grazie a Varys) Ellaria Sand di Dorne e Olenna Tyrell. A completare l’esercito della madre dei Draghi ci sono i fedeli Immacolati (capitanati da Verme Grigio) e i temibilissimi Dothraki – che per la prima volta attraversano il mare stretto per andare verso Ovest.
Da queste premesse partiva la scorsa stagione di Game of Thrones.
La Guerra per il Trono di Spade

Intanto Daenerys e Tyrion mettono appunto con i loro alleati una strategia per conquistare Westeros. La regina Targaryen vuole evitare un attacco diretto alla capitale con i Draghi per non causare un numero eccessivo di vittime innocenti. La strategia dei due è usare le truppe Tyrell e di Dorne per assediare Approdo del Re, mentre dall’altra parte del continente, trasportati da un pezzo della flotta, Verme Grigio e i suoi Immacolati vengono mandati a conquistare Castel Granito (grazie alle conoscenze di Tyrion delle fogne della fortezza). Ma questo piano non si dimostra dei migliori, come vedremo, portando a Daenerys diversi intoppi e sconfitte.
La prima di queste avviene nel finale di “Stormborn”, quando, la flotta di Yara Greyjoy, con il compito di trasportare Ellaria a Dorne, viene intercettata e sconfitta da quella di Euron Greyjoy. Il signore degli uomini di ferro fa prigioniere sua nipote, Ellaria e sua figlia Tyenne, e uccide di suo pugno le altre serpi della Sabbie, Nymeria e Obara. Theon, invece, tra affrontare direttamente lo zio in combattimento per tentare di salvare la sorella e fuggire tuffandosi in mare, sceglie la seconda.

Questo non è l’unico messaggio che Jon Snow riceve a Grande Inverno riguardante Dragonstone: Samwell Tarly, che si trova a Vecchia Città (per diventare un maestro), ha trovato nelle sue ricerche nella grande biblioteca la conferma che su quell’isola a largo di Westeros si trova un’enorme quantità di ossidiana, o vetro di drago (materiale in grado di uccidere, insieme all’acciaio di Valyria, i White Walker e i non morti). Anche grazie a questo messaggio, Jon decide di accettare l’invito di Daenerys e di partire per il sud per ottenere il permesso di estrarre il minerale.
Jon, accompagnato da Davos, si reca quindi da Daenerys. Il primo confronto fra i due non è dei migliori: Daenerys non crede alle storie sui White Walker e pretende che il Re del Nord rinunci al suo titolo regale e si inginocchi, giurandole fedeltà; Jon, dall’altra parte, non riconosce l’autorità di Daenerys e non è interessato alla guerra per la conquista del trono di spade, ma a quella tra i vivi e i morti. Grazie alla mediazione di Tyrion, Daenerys decide di concedere a Snow il permesso di estrarre il vetro di Drago come segno di buona volontà.

L’attenzione di Daenerys si sposta ben presto ad altro, però, quando nefaste notizie arrivano dal continente. Il piano di Tyrion ha portato sì alla conquista di Castelgranito, ma ad un costo enorme: infatti la conquista della fortezza dell’ovest è un semplice diversivo, che Cersei e Jaime usano per mettere a segno una grande vittoria, conquistando Alto Giardino, la casa dei Tyrell. Inoltre la flotta di Verme Grigio viene distrutta da Euron Greyjoy, lasciando così le forze fedeli a Daenerys separate a lunga distanza e senza mezzi di trasporto.
Olenna Tyrell, fatta prigioniera da Jaime, sceglie, su clemenza di quest’ultimo, un suicidio “dolce” bevendo del vino avvelenato; prima di andarsene però confessa allo sterminatore di re che è stata lei ad uccidere Joffrey Baratheon – “Tell Cersei, I want to know it was me” esclama con malcelata soddisfazione la Regina di Spine, tenendo fede al suo soprannome fino alla fine.
La conquista di Alto Giardino per i Lannister non è solo importante a livello strategico e militare, ma consente ai Leoni di impossessarsi dell’oro dei Tyrell e di risolvere il debito della corona con la banca di Braavos. L’oro arriva ad Approdo del Re, ma l’esercito Lannister, capitano da Jaime, viene travolto sulla via del ritorno dalla contro-offensiva dei Dothraki, guidati in battaglia da Daenerys in prima persona a cavallo nientemeno che di Drogon, il Drago nero. La battaglia è una disfatta completa per l’esercito di Jaime, che viene annientato facilmente dai Dothraki e dal fuoco incenerente di Drogon. Jaime stesso arriva vicinissimo alla morte, nel tentativo disperato di uccidere Daenerys, ma Bronn lo salva dalle fauci del Drago per un pelo.
Anche con tutte le sconfitte e gli errori fatti dall’esercito dei Targaryen, la superiorità delle forze di Daenerys risulta evidente e schiacciante. La madre dei Draghi risparmia chi tra i sopravvissuti dell’esercito Lannister decide di inginocchiarsi; chi sceglie, invece, di non farlo (come Randyll e Rickon Tarly, rispettivamente padre e fratello di Sam), finisce incenerito all’istante con il fuoco di Drago.
La minaccia a Nord

Alla Roccia del Drago arriva anche un corvo da Grande Inverno, con una buona e una cattiva notizia: la prima è che Bran Stark è tornato a casa, la seconda è che attraverso le sue abilità di metamorfo ha visto che il Night King e il suo sterminato esercito di non morti si avvicinano sempre di più alla barriera, e in particolare al Forte Orientale. Jon a quel punto vuole partire subito per il Nord e affrontare l’avanzata dei White Walker con le forze a sua disposizione, largamente insufficienti; Daenerys vorrebbe anche dargli una mano, ma non può lasciare il sud sguarnito per Cersei. Tyrion arriva ad una (astrusa) soluzione: convincere Cersei ad una tregua, portandole, come prova del pericolo incombente per tutti, un “non morto”, che Jon Snow e il suo drappello di uomini coraggiosi dovrà catturare al di là della barriera.
Portato ad Approdo del Re dall’ex-contrabbandiere Davos e grazie all’intermediazione del suo vecchio amico Bronn, Tyrion ha un incontro segreto con Jaime a cui riferisce la proposta di negoziato per Cersei. Davos ne approfitta, intanto, per recuperare Gendry (il figlio bastardo di Robert Baratheon) a Fondo delle Pulci, e portarlo con sé a Dragonstone, dove il giovane fabbro stringe subito amicizia con Jon Snow.
Il Re del Nord (insieme a Jorah Mormont, Gendry e Davos) parte alla volta del Forte Orientale, dove si ricongiunge a Tormund (mandato a difendere il forte dallo stesso Snow in precedenza) che gli riferisce di un gruppo di uomini anch’essi intenzionati ad andare oltre la barriera: si tratta della fratellanza senza vessilli, composta tra gli altri dal loro capo (il più volte risorto) Beric Dondorrion, il prete rosso Thoros di Myr (colui che ha più volte resuscitato Beric) e “il Mastino” Sandor Clegane (che nel primo episodio ha avuto una visione, vedendo nel fuoco dell’invasione dei non morti). Nonostante i dissidi interni, dettati dai loro trascorsi, questa strana suicide squad (escluso Davos) si dirige oltre la barriera.

Questo piano (che sfida ogni legge della geografia e dello spazio-tempo) funziona. Daenerys arriva di gran carriera a salvarli dall’esercito dei non-morti, ma questa azione ha un costo altissimo: il Night King infatti dimostra tutto il suo potere uccidendo il drago Viserion con una lancia di ghiaccio. Daenerys e gli altri sono costretti a fuggire in tutta fretta, lasciando indietro Jon Snow, che per sua fortuna viene salvato dal ritorno di suo zio Benjen Stark, il quale si sacrifica per farlo fuggire.
Jon Snow riesce a tornare a bordo del cavallo di Benjen al forte orientale, sull’orlo dell’assideramento. Mentre viene curato e spogliato dai suoi uomini, Daenerys nota le cicatrici sul petto del giovane e comprende cosa intendeva Davos quando disse, durante il loro primo incontro, che Jon “si è preso una coltellata al cuore per il suo popolo”. Daeny, in lutto e ormai consapevole del pericolo rappresentato dai White Walker, comunica a Jon che sarà al suo fianco nella guerra contro il Night King; dall’altra parte, Snow decide di giurarle fedeltà, ormai convinto dal coraggio e dal buon cuore di Daenerys (e perché ormai è chiarissimo che i due sono innamorati l’uno dell’altra).
Questa decisione di Snow però ha risvolti negativi quando al negoziato con Cersei, nel finale della stagione, la Lannister (incredula e scioccata alla vista del non morto) afferma che accetterà la tregua solo se il Re del Nord resterà neutrale quando questa finirà. Snow, da buon figlio(astro) di Eddard Stark, ammette che ciò non è possibile proprio alla luce di quel giuramento. La tregua sembra stia per saltare quando Tyrion rischia il tutto per tutto andando a colloquio privato con la sorella. In questo incontro Tyrion, che scopre che Cersei è incinta di un figlio di Jaime, riesce a convincerla a proclamare la tregua.
In realtà però tutto ciò è l’ennesimo inganno di Cersei, che non ha alcuna intenzione di rispettare i patti e che anzi ha mandato Euron Greyjoy a reclutare, grazie all’oro dei Tyrell, i mercenari della celebre Compagnia Dorata (una delle più grandi e prestigiose) a Essos per passare al contrattacco una volta che Daenerys sarà andata al nord. Jaime, inorridito, decide invece di onorare l’accordo fatto e abbandona Cersei per partire alla volta del Nord.
A Roccia del Drago, mentre si svolgono i preparativi per la partenza, Jon Snow ha un confronto conciliatorio con Theon Greyjoy (tornato sull’isola in precedenza). L’ex Reek decide di non partire per il nord, ma di andare invece a salvare la sorella Yara dalle grinfie dello zio.
Gli Stark a Grande Inverno.

A Grande Inverno giungono anche Sam e Gilly, dopo aver deciso di lasciare la Cittadella. In un incontro con Bran, quest’ultimo gli rivela la vera identità dei genitori di Jon, e Tarly collega, grazie ad una notizia letta da Gilly in un libro, che non solo Rhegal Targaryen e Lyanna Stark erano amanti, ma si erano anche sposati. Questo fa di Jon Snow, il cui nome di nascita è Aegon Targaryen, l’erede legittimo al Trono di Spade. Nel frattempo, Jon e Daenerys si abbandonano alla passione durante il viaggio in nave verso il nord.
La stagione si chiude, però, con una scena molto più epica e drammatica: al forte orientale, giunge l’inevitabile sottoforma dell’esercito di non morti. A comandarli c’è il Night King a cavallo di un trasformato Viserion, che con una fiammata blu scioglie e fa collassare in modo catastrofico la barriera, distruggendo con essa il forte dei guardiani della notte. L’orda di non morti supera le macerie di quello che ne resta e avanza ormai senza ostacoli verso sud. La Lunga Notte è arrivata.
Note
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