
Nel film di Lulu Wang, il personaggio di Billi rappresenta l’alter-ego dell’autrice, che ha trasferito nel suo lungometraggio larghissima parte della sua vita, riuscendo a costruire una raffinata descrizione della condizione costitutiva dell’immigrato, e soprattutto dell’immigrato di seconda generazione: la costante dicotomia tra la terra natia e la terra in cui si cresce, l’equilibrio tra le proprie origini che sbiadiscono sempre di più e l’appartenenza ad un’altra terra che ci accoglie ma non è mai fino in fondo casa. E Awkwafina è riuscita a rendere alla perfezione la sofferenza e il disagio che vengono da questa condizione, ma su un registro a sua volta (e non a caso) sempre a metà strada tra il dramma e la commedia, dando la prova finale del suo talento.

Awkwafina è Nora, ragazza dalle origini cinesi cresciuta nel Queens insieme alla nonna paterna e al padre, che alla soglia dei trent’anni non ha ancora trovato la sua strada né è riuscita ad andare via di casa. Ovviamente Nora non sa cercarsi né tantomeno tenersi un lavoro, al massimo fa dei tentativi giornalieri che si rivelano necessariamente fallimentari. Ecco che quindi il pilot vuole essere introduttivo, una sorta di preambolo da cui far scaturire una storia che sembra essere a tutti gli effetti un’ideale non-affrancamento da uno stile di vita socialmente “non accettabile”. Nora è scurrile, invadente, inconcludente, immatura e tutto quello che fa ne è la controprova.

Ad un’occhiata superficiale i punti di contatto con Broad City sembrano veramente tantissimi e solo il tempo ci dirà se è vero o no. Dopo questo pilot, che è davvero esiguo per dare un primo e fondato giudizio di valore, l’unica riflessione sensata che viene da fare è che Awkwafina is Nora from Queens deve trovare la propria strada ed identità, esattamente come la sua protagonista: le gag prese singolarmente sono anche carine, ma non sembrano coese tra loro, sono piccoli stand-alone pensati per far ridere ma che alla fine fanno giusto sorridere. La forza di Abbi ed Ilana è stata la capacità di costruire un percorso che attraverso i suoi momenti comici, dal più volgare al più sopra le righe, riuscisse davvero a parlare non solo di una generazione o stile di vita, ma a raccontare l’attualità, la politica, il femminismo – o meglio, la queerness – senza mai nemmeno per un secondo banalizzare o cambiare registro. Ed è questa la vera sfida che raccoglie Awkwafina.
Nora Lum è un’attrice e comica dal grandissimo talento, che riuscirà sicuramente a superare quanto già fatto prima di lei; e questa manciata di minuti, al netto di tutte le cose che ci sono da migliorare, è solo un piccolo e forse un po’ confuso embrione delle sue chiare e grandi potenzialità. La serie è stata già rinnovata per una seconda stagione ancora prima della messa in onda, quindi di tempo ce n’è già abbastanza, e se abbiamo amato Broad City questo show è davvero imperdibile.
Voto episodio: 7 –
