
Molte delle serie o dei film citati hanno più di un elemento in comune con la nuova serie di HBO Max, non solo a livello di scrittura o di atmosfere portate in scena. Protagonista della serie è infatti Cristin Milioti, volto diventato noto al grande pubblico grazie al personaggio della “Madre” in How I Met Your Mother; l’attrice ha poi proseguito la sua carriera interpretando altri personaggi iconici come Betsy Solverson nella seconda stagione di Fargo, è stata la protagonista di “USS Callister“, primo episodio della quarta stagione di Black Mirror e, tra gli ultimi lavori, ha interpretato la protagonista del film Palm Springs presentato al Sundance Festival dello scorso anno.
La carriera della Milioti sembrava quindi già andare verso questa direzione: in un certo senso Made For Love sembra l’approdo naturale e anche la tipologia narrativa che più le si addice, immersa in storie costantemente sospese tra il grottesco, il fantastico, a tratti anche esageratamente caricaturali, che tentano di raccontare paradossi del presente con metafore volontariamente grossolane. La trama è abbastanza semplice e racconta il rapporto di Hazel e Byron Gogol, chiusi da più di dieci anni nel cosiddetto “Hub”, un nucleo tecnologico che non è semplicemente una casa, ma è soprattutto un laboratorio in cui sperimentarsi come cavie della più grande scoperta a cui tende la società di Byron, la “Gogol Tech” appunto. Anche solo per il numero di facili associazioni che vengono in mente, quale sia l’intento della serie e in quale solco “della tradizione” si voglia inserire è facilmente intuibile e sicuramente gran parte dell’attrattiva iniziale viene proprio da tutti questi riferimenti.


A guardar bene e analizzando soprattutto gli altri due episodi, “I Want a Divorce” e “I Want This Thing Out of My Head”, quelle che appunto sembravano delle premesse tipiche, si evolvono una dopo l’altra. Byron Gogol è interpretato da Billy Magnussen, volto perfetto per interpretare il ricco magnate hi-tech parvenu, apparentemente innocente ma con un senso di egoismo e megalomania senza eguali, tanto da ingannare tranquillamente la sua compagna senza farsi il minimo scrupolo. Il nome stesso scelto per il personaggio è una sorta di strana combinazione letteraria, che mette insieme uno dei poeti romantici inglesi più famosi della letteratura, e Gogol’, autore russo, considerato tra i più importanti romanzieri (e non solo) del realismo ottocentesco. Tra i racconti più importanti e iconici di Gogol’ c’è “Il Naso“, contenuto nei “Racconti di Pietroburgo”, che mette in scena la storia di un uomo che perde il suo naso, il quale a sua volta diventa un personaggio a se stante, che vaga per la città, si muove in carrozza e porta avanti la sua vita. L’olfatto nella serie è un elemento che si configura soprattutto nel terzo episodio come fondamentale, uno di quei tratti di grottesco realismo da letteralmente seguire. Ultimo ma non meno importante, è d’obbligo menzionare Ray Romano come attore che dà le sembianze al padre di Hazel, impegnato a sua volta in una relazione molto bizzarra, che fa da contraltare a quella della figlia.
Terminati gli episodi è comprensibile che il canale abbia voluto rilasciare i tre episodi (di otto) contemporaneamente, perché solo con i primi trenta minuti non si sarebbero sicuramente colti i tratti migliori di Made For Love che, nonostante i riferimenti eccellenti e i rimandi a cui non riesce a non fare più di un occhiolino, si configura davvero come un prodotto molto interessante.
Voto episodio 1×01 “You’re User One”: 8
Voto episodio 1×02 “I Want a Divorce”: 7/8
Voto episodio 1×03 “I Want This Thing Out of My Head”: 8
