
Molte tematiche dell’opera ultima (e postuma) della Wharton riecheggiano anche nella nostra contemporaneità: il posto della donna in una società prettamente patriarcale, la sua possibilità di esprimersi liberamente e, come se non bastasse, l’infondato timore di non essere mai abbastanza in un mondo che le giudica a ogni passo falso. Queste inquietudini non sono passate, hanno solo cambiato volto, e il longevo messaggio delle opere di Jane Austen o Edith Wharthon stessa ne è la prova.
Ancor prima dell’età d’oro per gli adattamenti seriali, una miniserie prodotta dalla BBC aveva già adattato al piccolo schermo il romanzo nel 1995, senza però lasciare il segno nonostante la fedeltà alle pagine dell’autrice americana, forse perché la serialità era ancora molto acerba come medium e i tempi non erano ancora maturi per una trasposizione che rendesse giustizia all’opera. Nel 2022 viene annunciato un secondo tentativo sulla piattaforma AppleTV+ con la notizia dell’avvio della produzione di un nuovo adattamento di The Buccaneers con al timone la comica e produttrice Katherine Jakeways (apparsa in Dracula e Sherlock) e Susanna White alla regia (recentemente nota per il gran lavoro su Andor), mentre nel variegato cast spiccano nomi come Kristine Froset (The Society), Alisha Boe (13 Reasons Why), Josh Dylan (The End of the F***ing World) e soprattutto Christina Hendricks (Firefly, Mad Men).

Al suo debutto, The Buccaneers ha sfruttato al meglio le possibilità date dalla recente pratica del “triplo pilot” delle serie odierne: “American Poison” è un accattivante primo episodio che trae d’inganno il pubblico con un’allegria quasi esasperata, “Women and Wives” introduce con toni piuttosto cupi il vero cuore sovversivo della serie, e, infine, “The Perfect Duchess” è un buon episodio di transizione dove sotto la patina romance che ancora resiste nonostante tutto si agitano le ombre, i dilemmi e le ansie di una vicenda umana di un’epoca lontana, ma di persone a noi vicine.
I personaggi sono ovviamente la punta di diamante di questa serie, grazie una notevole cura nel valorizzarli attraverso una articolata, ma coinvolgente rete di relazioni che lo show tesse fra il suo variegato cast; l’amicizia fra Conchita, Nan, Jinny e le Eimsworth viene messa a dura prova una volta sbarcate in un mondo così diverso, che le odia per ciò che sono e rappresentano, ma per certi versi le attira con la promessa di un futuro perfetto che in terra natale è stato loro negato. Ambientarsi nella nuova situazione porta la maggior parte di loro ad abbracciare un arrivismo che sa molto di sopravvivenza.

Le relazioni fra tutti e tutte sono perlopiù raccontate in maniera molto sottile; un esempio sono i dissapori fra le protagoniste, che si evitano fra loro anche nei rari momenti di spensieratezza, pur mantenendo una facciata di unità e allegria quasi infantile. Il nuovo mondo insinua crepe nel gruppo affiatato di amiche, che spesso vengono etichettate da chi non le accetta come l’“american poison” sbarcato da oltreoceano, ma finiscono con essere loro stesse vittime di un “british poison” che le attrae e le respinge alla nuova realtà, dividendole fra loro.
Gli uomini che assumono il ruolo di anfitrioni nell’alta società (oltre che di possibili mariti) sono perlopiù ben intenzionati, ma ignoranti di tutto ciò che è il vissuto più intimo delle ragazze di cui si innamorano, e sembrano più presi delle loro stranezze e stravaganze che da loro come persone. E dunque sono incapaci di capirne le sofferenze, le poche volte che questa trapela, soprattutto in certe scene molto riuscite di “The Perfect Duchess”.
Attraverso un racconto malinconico e in qualche modo elegante, The Buccaneers si permette, poi, anche qualche interessante riflessione sulla natura e sulle conseguenze dei famigerati ‘colpi di fulmine’.
Sebbene ci siano pecche qua e là, come la perfidia sopra le righe di certi personaggi dell’aristocrazia inglese o qualche contrasto troppo rapidamente risolto nel giro di qualche scena, il giudizio è senza dubbio positivo. 
Questa serie ha la capacità di sovvertire davvero le aspettative del suo genere, soprattutto grazie al materiale d’origine di indubbio valore, una recitazione di livello e una storia che ha ancora molto da dimostrare, ma che si è già presentata nel migliore dei modi. The Buccaneers è una serie che catturerà gli appassionati, ma ha anche possibilità di coinvolgere chi non è si mai avvicinato a questo tipo di produzioni.
Voto 1×01: 7
Voto 1×02: 8
Voto 1×03: 7 ½
