Big Little Lies – 1×03 Living the Dream


Big Little Lies – 1x03 Living the DreamSeppur sia tangibile il tentativo di dare tridimensionalità ai personaggi, Big Little Lies non è ancora riuscito  a trovare il giusto equilibrio tra un cast di un certo calibro ed una storia che non sembra aver preso il volo.

La sfida più grande che la serie si è trovata a fronteggiare è stata quella di non creare un prodotto vuoto, un involucro senz’anima in cui posizionare le straordinarie performance del suo cast stellare. Nonostante i miglioramenti evidenti sul piano della scrittura rispetto agli scorsi episodi (soprattutto per quanto riguarda il percorso di Jane o di Celeste), non sempre gli autori riescono a stare al passo con la complessità che i personaggi sembrano meritare. Una scrittura eccessivamente didascalica non fa che rendere le svolte della trama più prevedibili, così come i commenti degli interrogatori finiscono inevitabilmente per appesantire le scene.

Madeline – Agitation is her preferred state.

Big Little Lies – 1x03 Living the DreamLe premesse per costruire un prodotto da ricordare ci sono tutte: basti pensare al personaggio di Madeline, interpretato da una Reese Witherspoon capace di sfruttare il topos della bionda bella e stupida e di aggiungere quel pizzico di astuzia che rende la donna il personaggio sfaccettato che sta dimostrando di essere. Ma seppure i conflitti esposti presentino degli ottimi spunti per la trattazione, questi si risolvono inevitabilmente in una rappresentazione troppo telefonata, sia nelle motivazioni dell’allontanamento tra madre e figlia che nell’anticipazione dello stesso nei precedenti episodi. Nonostante lo sforzo del cast di rendere realistiche queste storyline, la sensazione prevalente – che diventa ancor più pressante nel caso del segmento di Madeline – è che si scriva un tipo di prodotto che strizza troppo l’occhio agli spettatori, che sottolinea nel corso della sceneggiatura cosa notare, i parallelismi da sottolineare e le linee da tirare tra i vari personaggi (basti pensare al confronto telefonico tra Renata e la donna, che dovrebbe essere una dichiarazione di guerra ma finisce per costituire una scena molto meno efficace per i suoi contenuti). In questo “Living the Dream” è evidente come una scrittura più sottile e sensibile, pienamente capace di tratteggiare i suoi personaggi con poche pennellate, sarebbe la svolta decisiva per dare allo show quel qualcosa in più.

Renata – It felt really nice to be desired today.

Big Little Lies – 1x03 Living the DreamDiscorso simile è applicabile a Renata, anche lei protagonista di una serie di scene che tratteggiano la sua personalità in maniera abbastanza univoca: è la sessualità il tema principale della sua storyline, una tematica che non è a se stante ma fortemente legata al suo lavoro, alla sua posizione di potere, al suo rapporto con il marito e con l’esterno. Tutto in questo terzo episodio ci porta a comprendere il desiderio di Renata di eccellere a qualunque costo – un tratto comune alla sua ora acerrima nemica Madeline.
Il tentativo di rendere il personaggio di Renata più tridimensionale ha sicuramente risultati soddisfacenti, poiché gioca su un contrasto di chiaro-scuri su una personalità tutt’altro che trasparente: la scena che più ci consegna questo nuovo ed ambiguo ritratto è quella del confronto con il marito, che mescola sapientemente una tendenza alla perfezione ed all’overthinking (l’idea della terapia per la figlia Amabella) ad una ben più decisa voglia di cambiare, di smettere di pensare negli schemi, di correre il rischio. Just let me be a scared mom, dice Renata al marito, e per un attimo sembra una frase così estranea al personaggio da farci riflettere sul suo significato: per un breve momento le figure di Renata e Madeline sembrano fondersi insieme.

Celeste – When it gets physical, I fight back.

Big Little Lies – 1x03 Living the DreamIl percorso di Celeste è quello che finora aveva più potenzialità ma che non è sempre riuscito a scrollarsi l’ombra del già visto o del prevedibile; tuttavia in questo terzo episodio l’incontro con la psicoterapeuta fa finalmente emergere i contrasti dirompenti che hanno caratterizzato il matrimonio della donna fin dal pilot. Ciò che più colpisce e contribuisce a rendere efficace la seduta è il climax che porta alla rivelazione delle violenza fisica perpetrata dal marito; prima c’è la menzogna – di lei –, poi la verità – di lui –, ed infine è la stessa Celeste ad ammettere quanto questa situazione sia difficile da accettare non solo per la violenza fisica in sé, ma per la vergogna ed il disprezzo che la donna prova.
Big Little Lies – 1x03 Living the DreamQuesto perché, com’era evidente anche nei primi due episodi, Celeste stessa non si considera solo vittima, ma anche carnefice; o meglio, provocatrice di una serie di reazioni che essa vuole raggiungere (We fight and we…we then have this crazy, angry sex) ma di cui poi si pente profondamente. Nelle sue parole ritorna il confronto, diretto ed indiretto, con le altre donne protagoniste della serie, ma sopratutto con Madeline, lei che mai potrebbe accettare un segreto del genere se ne fosse a conoscenza. Il secondo elemento da sottolineare è la motivazione dietro la quale Perry nasconde e giustifica la sua rabbia: la paura che lei possa un giorno svelarlo, scoprirlo e superarlo, la paura che sia lei – donna che ha lasciato il suo prestigioso lavoro per lui – a capire di aver fatto un errore, di aver rinunciato a tutto per una persona che non lo meritava. Complice una Nicole Kidman sicuramente capace di giostrare un personaggio complicato come quello di Celeste, le scene che riguardano la coppia sono tra le più convincenti dell’episodio.

Jane – We got a hotel room that overlooked the ocean. It was beautiful and romantic.

Big Little Lies – 1x03 Living the DreamLo scrosciare furioso delle onde della sigla ritorna prepotentemente come tema dell’episodio, riecheggiando i conflitti e la furia incontrollata delle protagoniste; inoltre, quel mare in tempesta diventa anche il simbolo di una confessione attesa e forse scontata, ma non per questo meno potente.
Jane racconta di una stanza d’albero romantica, che guardava all’oceano; di un incontro fortuito con un uomo divertente e sexy; di una piega inaspettata che immerge la scena di una fredda consapevolezza. In uno show che fa della musica un elemento molto importante della sua narrativa, sono le parole ed i loro suoni (come nel caso di Celeste e Perry), lo scrosciare delle onde ed il silenzio assordante a farsi colonna sonora delle scene.
Big Little Lies – 1x03 Living the DreamLa voce di Jane, sommessa e controllata al contempo, che racconta come distaccata una realtà così dolorosa e vicina, accompagna una messa in scena molto sentita. La regia minuziosa si sofferma sui piccoli dettagli: le scarpe dell’uomo, le cui impronte ritroveremo nella sabbia della spiaggia; la spallina del vestito, che non è completamente alzata perché non è più importante farlo; lo sguardo verso il mare, quel mare tempestoso che promette purezza e libertà; un vestito, un’acconciatura, uno sguardo disincantato e completamente ignaro dell’avvenire. In una scena all’apparenza semplice ma quantomai curata “Living The Dream” cerca di far tesoro degli errori e costruisce qualcosa di più ricercato e sensibile, mai del tutto scevro dalla sua tendenza didascalica (la metafora dell’acqua non è molto originale ma svolge bene il suo compito) e capace sicuramente di fare un passo avanti oltre al semplice racconto degli eventi.

Lungi dall’aver trovato un equilibrio tra le sue componenti, Big Little Lies confeziona un episodio non esente da difetti (evidenziabili soprattutto in fase di scrittura); tuttavia, il buon mix tra ottime performance e buone riuscite riesce a creare un prodotto discreto che ha la funzione di preparare il terreno per gli avvenimenti futuri.

Voto: 7

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Informazioni su Annalisa M.

Trascorre la maggior parte della sua esistenza nell’oscurità seriale (perché i teen drama non li vogliamo considerare) quando un giorno, presa da chissà quale illuminazione divina, decide di guardare Buffy The Vampire Slayer. La strada è segnata, seguono Angel, Lost, Breaking Bad e Mad Men. Un hobby che si trasforma in una passione totalizzante e in qualcosa di cui non si può più fare a meno. Aggiungiamoci il culto della scrittura, coltivato fin dalla tenera età (toccatele tutto, tranne il maghetto occhialuto) e il gioco è fatto.

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