
Come già si è notato dalla terza stagione in poi, la svolta impressa alla serie dalle due creatrici è stata di puntare moltissimo su temi sociali e politici (come dimenticare Hillary Clinton guest star?) sempre nella chiave che le contraddistingue, mettendo cioè una lente fortemente satirica e diretta sulla realtà, e riuscendo a trovare e creare un bellissimo equilibrio tra la loro comicità ed una riflessione acuta ma non tediosa dei temi scelti. In questo senso la scorsa annata è stata la più focalizzata, dove in ogni episodio era molto chiaro di cosa si stesse parlando e quale messaggio volessero passare le autrici attraverso i propri personaggi. Era quindi plausibile pensare che l’ultima annata sarebbe continuata sulla stessa scia sin dal primo episodio.

La dose di sperimentazione che Abbi ed Ilana hanno portato in Broad City è sempre stata una loro chiara cifra stilistica, capace di mischiare moltissimi tipi di codici, dall’animazione, al videoclip, all’uso dello split screen per la contemporaneità delle story-line, fino a cose molto più classiche ma trasportate nel contemporaneo, come il sogno di Ilana che vede Abbi cantare in uno speak easy degli anni del proibizionismo o un finale di stagione diviso in due parti per dare maggiore rotondità ad un argomento importante come l’appartenenza etnica e sociale di Ilana. In questo primo episodio dell’ultima stagione è come se fossero riuscite ad unire tutto quello che hanno fatto fino ad adesso, riuscendo ad attingere dal mondo reale per trasportarlo nella loro New York, sospesa tra realtà e surrealtà, tra vero e rielaborazione costante.

E ogni singolo istante passa sui social, per cui la regia è una costante e soggettiva story prima dal telefono di Ilana e poi da quello di Abbi, riproponendo fedelmente non solo i video ma anche i post con i loro commenti, tag, emoji, gif, esattamente come se noi le stessimo seguendo come si fa per qualsiasi influencer sul proprio Instagram. Questa perenne visione ci fa essere doppiamente spettatori, della loro giornata ma anche della nostra, che passiamo una porzione del nostro tempo a vedere condensate in una manciata di minuti le giornate di altre persona; una cosa che va oltre la curiosità dell’altro, ma diventa un modo per sapere chi è il prossimo e giudicarlo attraverso quella lente, quello schermo, che pretende di mostrarne veramente la vita – che è poi alla fine dei conti solo la migliore versione data in pasta al pubblico dominio. Lo scontro/incontro fortuito con una vecchia amica del college, sistemata e con quattro figli, è ancora una volta nella sua immensa semplicità lo scontro/incontro con la vita “vera” dell’altro, che siamo convinti di conoscere fino a quando poi capiamo che ne abbiamo solo una versione parziale ed edulcorata. Non a caso, quando Cheesy/Lindsay incontra le due ragazze, la narrazione riprende “normalmente” dall’esterno, torna ad essere vera-finzione, ed è lì che accade la magia: un triplo arcobaleno sovrasta la Statua della Libertà e le due protagoniste, ormai senza telefono, si ritrovano ad osservare da vere ammiratrici quello spettacolo della natura.

Forse è vero che negli anni la loro pungente ironia e il loro sarcasmo si sono affievoliti o sono diventati meno cattivi, ma allo stesso tempo Abbi ed Ilana sceneggiatrici come Abbi ed Ilana protagoniste sono davvero cresciute: non è più importante decidere se sono già vecchie o ancora giovani, la cosa davvero importante è che sono diventante consapevoli, capaci di parlarsi davvero su quel divano, senza la paura di apparire petulanti o out of character. C’è poco altro da dire se non che nella vita si avrebbe sempre bisogno di qualcuno che per anni ha ripreso il tuo sedere e lo fa diventare il video di auguri più assurdo e dolce del modo, una dedica speciale e a tratti davvero commovente di un’amicizia invidiabile.
Troppi pochi show, soprattutto quando si parla di comedy pure, possono dire di aver avuto un percorso così bello ed interessante, complesso ma al tempo stesso sempre fedele a se stesso, facendo evolvere la sua formula dall’interno, senza mai tradirsi ma neanche diventando la copia sbiadita degli esordi. Ed è quindi giusto così, che Abbi ed Ilana chiudano la loro avventura su Comedy Central al meglio della loro forma.
Voto: 8½
