
Ecco perché il nuovo progetto di Justin Roiland e Mike McMahan per Hulu era piuttosto atteso, e non solo perché i due autori provengono direttamente dal team dell’amatissimo Rick and Morty e lo stile dell’animazione è praticamente lo stesso. Solar Opposites è, per l’appunto, una serie animata che racconta di una famiglia di alieni che fugge dal proprio pianeta natale, andato distrutto; schiantati sulla Terra – che pensavano fosse un corpo celeste disabitato – la scoprono sovrappopolata da miliardi di fastidiosi esseri umani. Con l’astronave in panne e nessun altro luogo dove fuggire, sono costretti ad adattarsi alla vita terrestre, nonostante le difficoltà che l’incontro con una cultura primitiva e aliena comporta.
We may be trapped on this world that’s on the brink of mass extinction plagued by a species that destroys the environment, but while we’re here, breathing in the disgusting poison air, at least we have each other.
Proprio come la serie a cui più assomiglia, Solar Opposites parte come una comedy situazionale in cui la trama verticale del singolo episodio si sviluppa attraverso le storyline separate di alcuni gruppi di personaggi. In particolare “The Matter Transfer Array” divide la narrazione in due rami: il primo vede Korvo e Terry – i due papà di questa stramba famiglia – affezionarsi a tal punto al personaggio fittizio di un programma per bambini da crearlo davvero in laboratorio, e il secondo che vede i due alieni adolescenti Yumyulack e Jesse alle prese con una bulla della scuola che frequentano. Non è del tutto chiaro se Roiland e McMahan, come è accaduto per Rick and Morty, abbiano scelto di lavorare su una trama orizzontale che si sviluppi a partire dall’evoluzione dei rapporti tra i personaggi o abbiano preferito mantenere un assetto più tradizionale per le serie animate per adulti con semplici episodi autoconclusivi. Gli unici indizi in tal senso si trovano in un paio di scene finali – molto ambigue in realtà – che riguardano il misterioso Pupa – il neonato – e degli esperimenti condotti dal brillante Yumyulack – che ad un certo punto dell’episodio parla di sé stesso come di uno scientist/bounty killer.

If Frasier isn’t real, I’m going to kill myself!
La sensazione, infatti, potrebbe essere proprio quella di trovarsi di fronte ad una serie animata troppo simile a quella che Roiland ha creato con Harmon: uno show sulla stessa falsariga ma con quattro Rick Sanchez come protagonisti, tra l’altro almeno un paio di loro hanno tratti del carattere direttamente accostabili a quelli dello scienziato ubriacone – Korvo è super scorbutico e odia gli esseri umani, Yumyulack è uno scienziato incline a compiere esperimenti folli. Dopo solo un episodio è difficile dire se questo timore sia fondato o se Solar Opposites saprà delineare la propria identità; quel che è certo è che se lo show sarà anche solo intelligente e brillante la metà di Rick and Morty ci troveremo di fronte ad uno spettacolo più che godibile. Questo pilot conferma la verve comica degli autori e il ritmo cinico e tagliente delle battute, con i consueti numerosi riferimenti alla cultura pop, risultando a tratti molto divertente ma forse troppo poco teso a presentarci i protagonisti che, alla fine dell’episodio, risultano ancora un po’ anonimi.
Solar Opposites piacerà sicuramente a tutti i fan di Rick and Morty, questo è poco ma sicuro: Roiland e McMahan hanno trasportato gli elementi migliori della serie in questo pilot e, sebbene non sia bilanciato alla perfezione tra narrazione ed esigenze comiche, si può considerare un buon inizio che, tuttavia, solo la visione dell’intera stagione potrà confermare.
Voto: 7
