The Fall – 2×06 In Summation

The Fall – 2x06 In SummationLa paura di cadere è la forza con cui una donna, scaraventata sul ciglio di un dirupo, riesce a tenere saldamente ogni appiglio che possa mantenerla in piedi. Quanto dolore si cela dietro tale determinazione? Quanta violenza genera una tale risolutezza? Ma anche una caduta incompleta non preserva da ferite profonde e lancinanti.

The Fall, puntando l’obiettivo in direzione di quel moto discendente che attrae ogni forza verso le viscere più torbide dell’animo umano, ci stringe fino alla fine in una morsa soffocante, mostrandoci la corsa incessante verso quei desideri compulsi il cui appagamento, in un modo o in un altro, è stanziato sempre al di là del limite. Ogni sentimento ci appare descritto nella schiettezza del suo superficiale aspetto qualitativo, attraverso un gioco di specchi che contrappone all’estremità del delitto l’apparente innocuità di un “naturale” appagamento sessuale: la vicinanza tra le due antitetiche modalità di compiacimento è così labile che è quasi impossibile non vedere quel sottile filo che le collega entrambe. La rete di rimandi è fitta di incroci e corrispondenze, si confonde tra volti e pulsioni differenti, fino a rivelarsi in quell’esplicito parallelismo che fa da sottotesto alla serie sin dai primissimi esordi: la simmetrica opposizione tra Spector e Stella, che in questo season finale incrociano per la prima volta i loro sguardi indagatori, l’uno verso l’altro.

It’s not over between us. In fact… it’s just begun.

The Fall – 2x06 In SummationIl fatto che Stella sia lì per interrogarlo, e arrestarlo, non altera minimamente il livello inquisitorio che Paul mette in atto nei confronti della donna: entrambi sono intenti a discernere cosa si nasconde dietro la superfice dell’altro, entrambi si pugnalano attraverso intime e personali deduzioni, e per quanto “la legge” ponga il manico del coltello in mano a Stella, la lama non resta così lontana dal suo cuore. Il suo ruolo pone la donna in una condizione di estremo controllo: raggiungere la confessione incriminante è l’unico scopo, e proprio per questo l’ago della bilancia deve essere costantemente puntato su Spector; è impensabile ribattere alle provocatorie insinuazioni, ma è impossibile non ascoltarle e non sentirsi violata nelle proprie pulsioni più intime.
Il lungo confronto tra i due protagonisti è l’asse portante di un episodio che si dipana con una velocità pacata, densa di mille significazioni: quello scorrere lento è come un progressivo schiudersi di un fiore che, dopo aver pervaso l’ambiente del suo denso profumo, adesso si apre in tutta la sua torbida bellezza. L’impianto narrativo, se confrontato con le splendide soluzioni formali, potrebbe anche apparire un po’ debole: l’inserimento di Jimmy – e il ruolo del reporter – appaiono a prima vista come una forzata accelerazione diegetica; tuttavia, rispetto allo scorso episodio, l’entità drammatica dell’epilogo sposta l’asse della narrazione verso un altro sottile rimando iconico. Jimmy è stato riportato in gioco dalle recenti investigazioni messe in atto dagli agenti per catturare Spector, azione che ha dato avvio ad un progressivo acuirsi della rabbia dell’uomo: così come il calvario di Rose, anche il ferimento (o la morte?) di Anderson diventano parte di quel prezzo da pagare in nome della giustizia, prezzo che Stella sente pesantemente sulle sue spalle. Jimmy diventa così metafora di quella casualità che genera il caos, della ferrea e incontrollabile consequenzialità degli eventi: un puzzle che, ineluttabile, si costruisce davanti ai nostri occhi, senza darci nessuna possibilità di modificarne la direzione.

The Fall – 2x06 In SummationLa sequenza della perlustrazione del rifugio di Spector mette eloquentemente in luce quel senso di colpa dilaniante con cui Stella è costretta a confrontarsi. Il livello di tensione dell’intera scena è tenuto altissimo dall’intrecciarsi di paura – che Rose sia morta – e di speranza – di ritrovare la donna in vita. All’aprirsi di ogni porta corrisponde una lentezza carica di suspense, soprattutto perché tra paura e speranza si insidia sottile l’egoistico “bisogno” di Stella di trovare Rose in vita. Tutto ciò è brillantemente mostrato da una Gillian Anderson che trasuda angoscia mista a decisione, per poi lasciarsi completamente atterrire dalla contemplazione di quel luogo che ha brutalmente “violato” un’altra donna innocente. Quando mette quel tablet sopra il cavalletto e si figura la scena è come pervasa da uno sgomento che pare atterrirla. Rose alla fine verrà ritrovata viva, ma le condizioni disumane in cui è stata costretta non riescono a lenire quella colpa di cui Stella sente la macchia; anzi, pare proprio che la vera fantasia di Paul escludesse la morte a priori per raggiungere un più alto livello punitivo verso entrambe le donne: la tortura inflitta a Rose potrebbe anche essere più feroce della morte, un’atrocità di cui Stella continuerà a sentirsi responsabile.

I live at a level of intensity unknown to you and others of your type.

The Fall – 2x06 In SummationSin dal primo frame dello show, Spector ci è stato subito presentato nella sua perversa e inquietante ambiguità: la prima stagione ha infatti insistito molto sull’aspetto oppositivo che contrapponeva il suo dimesso tenore quotidiano all’eloquente carica omicida. Lo Spector calmo e rilassato che vediamo adesso in prigione ha un atteggiamento completamente diverso: il dissidio tra le due forze antitetiche si è completamente pacato ed il senso di libertà con cui si eleva al di sopra degli “altri” lo mette in una condizione quasi di pace. È come se Paul si fosse liberato della carcassa del suo apparire quotidiano e potesse finalmente indossare quella veste divina tessuta attraverso l’estrema qualità delle sue percezioni: il mondo esterno è svanito e il suo mondo interiore è finalmente divenuto reale. Spector ha superato la linea e ha avuto il “coraggio” di abbracciare la parte “migliore” di se stesso, raggiungendo uno stato che, a suo dire, lo separa dalla gente comune: da un iniziale shock esistenziale ha preso vita quella consapevolezza di sé che è riuscita a lenire l’inadeguatezza in cui versava la sua vita.

The Fall – 2x06 In SummationCome se vivesse una sorta di “ricompensa” per il male patito nel corso della sua infanzia, è così inebriato da ciò che prova che sente di meritare ogni minimo segmento di quell’immenso appagamento. Riuscire a parlarne non è una semplice liberazione, ma un godimento ulteriore: una concretizzazione verbale della potenza delle sue sensazioni, divenute adesso ancora più reali e pregnanti. Dall’odio verso se stesso e il mondo intero prende piede un odio verso tutte le leggi civili e morali create dall’uomo, e questo gli dà il diritto di agire secondo il proprio arbitrio. Ma all’interno del “mondo” che odia c’è qualcosa che riesce ancora ad attirarlo verso un tacito ed incontrollato rispetto: i bambini. È come se preservandone l’innocenza – Olivia – o educandoli a decifrare la contorta e violenta articolazione del mondo – Katie – riuscisse a preservare se stesso, quello stesso bambino violato ed abbandonato che è stato quasi “costretto” a trarre la sua più grande forza da quell’odio in cui si è trovato a crescere.

Men like Spector are all too human, too understandable. He’s not a monster, he’s just a man.

The Fall – 2x06 In SummationL’umanità che Stella riesce a scorgere dietro la mostruosità di Paul è la più efficace arma con cui annientare un serial killer che trae linfa dalla sua presunta iconicità. La forza di Spector sta nel suo vivere il crimine con lo sfarzo e la pulsione di un esteta, ma Stella, pur rapportandosi a lui con l’apparente curiosità di chi vuole comprendere l’extra-ordinarietà delle sue sensazioni, usa le sue stesse parole per sminuirlo: ogni sua sensazione viene banalizzata attraverso la riconversione di quell’ostentata libertà nell’ottica di una dipendenza che lo rende schiavo.
Al di là delle pagine del diario violato, Paul ha davvero compreso – inquadrandoli dal suo punto di vista – molti lati dell’essenza più privata della Gibson: Spector legge nel suo corpo quel ferreo alternarsi tra ragione e sentimento che pone la donna sempre in prossimità di un limite che non riesce a superare. Paradossalmente, è proprio questa corrispondenza d’amorosi sensi che si viene a creare tra loro che dona a Stella la via per decodificare e azzerare quella superiorità percettiva in cui Spector si nasconde e si eleva. In quell’umanità che riesce ad intravedere in Paul, Stella trova se stessa e la stessa qualità delle pulsioni che la scuotono; la sua vera lucidità sta nel guardare alle sensazioni in virtù del loro germoglio originario e non solo attraverso l’estrema deriva che tali percezioni possono avere. La Gibson riesce ad interpretare la dipendenza di Paul solo quando ha il coraggio di confrontarla con la sua: solo così è in grado di infondere alle sue parole quel senso di verità che mette Spector in un disagio tale da farlo esplodere in una rabbia finora contenuta. Per Stella il sesso va al di là dell’atto in sé, e Paul è un semplice “uomo” che supera il limite per un appagamento personale.

The Fall – 2x06 In SummationIl peso di un tale empatico confronto non è certo indolore e scevro di conseguenze: nell’economia del racconto non c’è tempo per lasciarsi andare a dolorose elucubrazioni sulle ferite che possano essersi riaperte nel cuore di una Gibson più imperscrutabile che mai. Ma in quei sottili silenzi e in quelle impercettibili micro-reazioni che denotano il volto della donna in più di un’occasione – in particolare in quell’espressione verso il corpo di Anderson steso sul suo letto – c’è un sottile rimando ad un universo interiore chiuso sottochiave, la cui forza, celata con risolutezza, è stata come riconvertita verso la “giustizia”. Ed è proprio in nome di una giustizia che si nutre di disprezzo che le allusioni di Anderson diventano ripugnanti: in quell’esempio che mette le donne in costante paura di essere uccise c’è molto di più di un banale “femminismo” – a cui allude anche Spector quando accusa la donna di aver sorvolato sull’omicidio di Joe Brawley; in quelle parole c’è la forza di una verità che si radica in un livello inaccessibile di profondità, un livello che va oltre ogni senso di giustizia.

Un episodio straziante e complesso, costruito attraverso artifici narrativi e formali che inglobano lo spettatore all’interno di un flusso che scorre costante e imperterrito. Come in un valzer sorretto da una musica inquietante, ogni personaggio si pone al centro della scena mostrandoci la sua amara sofferenza, per poi continuare la danza ai limiti dello sfondo lasciando così la ribalta ai due splendidi protagonisti, che riescono a tenere “il palco” con una sensazionale carica magnetica. Un plauso va anche alla buona prova della giovane Aisling Franciosi che è riuscita a far crescere il suo personaggio da stucchevole ragazzina, in preda ad oniriche fantasie adolescenziali, ad alter ego dell’infanzia violata del serial killer.

In Summation è la degna conclusione di un’ottima stagione che, nonostante delle piccole imperfezioni nel globale assetto narrativo, conferma The Fall come un prezioso gioiello, che si adagia comodamente nell’olimpo di quel genere crime rinnovato da una efficace e promettente contaminazione con l’assetto introspettivo del thriller psicologico.

Voto episodio: 9
Voto stagione: 8

 

4 Risposte

  1. Federica Barbera scrive:

    Brava Fra, non era facile la recensione di un episodio simile ma te la sei cavata alla grande! E’ stata forse la puntata più difficile di tutte, non tanto e non solo per la lunghezza, quanto per quella sezione centrale che è poi il momento che aspettavamo da sempre. Non ha deluso, né la scrittura dei dialoghi né il lavoro della regia, che ancora una volta decide di indagare i volti dei due da vicinissimo, ma questa volta con sguardo in camera, reciprocamente a se stessi, ma anche a noi.
    Perché? Perché l’essere umano (chiunque, anche noi) ha delle pulsioni che cerca di nascondere, ma solo pochi fanno di questi il loro centro propulsore, quello che tutto attrae e che quindi porta ogni parte a collassare (a cadere, quindi) su di esso.
    Ho amato il lavoro su Stella, così ambiguamente tratteggiata da far sospettare spesso di una sua caduta verso il suo centro: eppure quel discorso con Anderson e quello con Spector mettono in chiaro la sua posizione a riguardo. Le pulsioni diciamo così “sbagliate” ci sono, forse spesso la guidano, ma non sono ciò che la determina, come invece accade per Paul. Lei resiste, è più forte, ed è per questo che riesce a cogliere in Spector la sua stessa umanità, come dice giustamente Francesca.

    Oh, e poi io amo Gillian Anderson, quindi comunque il mio voto sarebbe stato SI’ SI’ E ANCORA SI’!
    😀

     
  2. sasa' scrive:

    Davvero un’ottima recensione. Avrei una curiosità sull’episodio. È Rose a incidersi sul braccio, vero?

     
  3. sasa' scrive:

    Scusate se ve lo chiedo nuovamente, ma secondo voi la scritta sul braccio di Rose che fanno vedere a Stella prima di far salire la ragazza sull’aereo se la è incisa lei? Grazie

     
    • Federica Barbera scrive:

      ciao sasa’, non è stato un momento chiarissimo però l’impressione che ha dato a me è che se lo fosse inciso da sola.

       

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