Le 15 migliori serie Drama del 2015

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Come ogni anno le nostre classifiche di redazione si concludono con le 15 migliori serie Drama del 2015.
Dopo un anno come quello del 2014 sembrava impossibile tornare a toccare vette così elevate, ma anche questa annata è riuscita a stupirci: le serie di altissima qualità sono state davvero tante e arrivare a questa Top 15 è stato tutt’altro che semplice. 

Per questo motivo, come l’anno scorso, abbiamo deciso di elencare quelle serie che per pochissimo non ce l’hanno fatta, posizionandosi di poco al di fuori della classifica: 20° Penny Dreadful; 19° Bloodline; 18° Better Call Saul; 17° Rectify; 16° Empire. 
Eccovi la nostra Top 15, dall’ultima posizione alla prima: in fondo all’articolo troverete le classifiche personali di tutta la redazione.

15. Game of Thrones (HBO)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Vero fenomeno televisivo ancora in grado, dopo cinque anni, di far parlare di sé giornali e social network, Game of Thrones ha dovuto affrontare una stagione per la prima volta quasi del tutto priva dei libri da cui sono tratte le sue vicende. I due autori Benioff e Weiss non hanno fallito l’appuntamento e la quinta annata ha rappresentato un notevole miglioramento rispetto alle due precedenti che avevano un po’ faticato, nonostante qualche storyline non propriamente riuscita (sì, Dorne, parliamo di te). Episodi come “Hardhome” o “Mother’s Mercy” hanno costituito un picco qualitativo davvero straordinario ed aperto un mondo di discussioni ed ipotesi facendo di Game of Thrones, pur nella propria imperfezione, una delle serie più importanti dell’intero panorama televisivo.

Mario Sassi

14. Hannibal (NBC)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

 

Nonostante l’andamento oscillante tra picchi di altissima fattura e frammenti leggermente approssimativi, questa terza stagione di Hannibal condensa e sublima l’identità di uno show che si stagliava sul panorama generalista come una perla rara. Hannibal è una serie che si spinge fino alle viscere della psiche umana, utilizzando la forza di un personaggio dotato di una carica iconica che sembrava impossibile riscrivere: Mads Mikkelsen è riuscito a dare un nuovo volto al cannibale più famoso della storia della letteratura e della cinematografia moderna, creando un personaggio da cui difficilmente si potrà prescindere per l’evoluzione del thriller psicologico. Ciò è particolarmente evidente nella seconda parte di stagione, che si rifà direttamente al Red Dragon harrisiano, in cui la capacità visionaria di Fuller si confronta con un materiale arcinoto e arci-amato, restituendocelo secondo una prospettiva diversa, pericolosamente intima e affascinante. Stretti come in una morsa asfissiante, caratteri eccellenti come Hannibal, Will e Bedelia sono riusciti a dar corpo e voce al dissidio tra bene e male, portando alle estreme conseguenze la deriva della dualità dell’animo umano.

Francesca Gennuso

13. The Leftovers (HBO)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Dopo una prima stagione sottotono, per svariati motivi, era difficile aspettarsi un livello qualitativo così alto quest’anno, eppure si può dire senza timore che Lindelof ce l’ha fatta. The Leftovers si merita ampiamente un posto in questa classifica per la sua capacità di osare e di proporre una narrazione quasi mai lineare, ma sempre profonda e attenta ai suoi personaggi, ponendo particolare attenzione su temi importanti come la perdita e la fede. Tra gli elementi artefici di questa “rinascita qualitativa” possiamo individuare sicuramente il cambio di location (Miracle è meravigliosa) e una trama stagionale ben pianificata fin dall’inizio, con alcuni colpi di scena audaci ed efficaci. Il futuro della serie è stato incerto nelle ultime settimane ma il verdetto finale della HBO è stato positivo verso una terza e ultima stagione. E possiamo davvero dire “meno male”.

Davide Tuccella

12. Halt and Catch Fire (AMC)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Se l’anno scorso Halt and Catch Fire faticava ancora ad emergere tra le numerosissime serie del panorama televisivo statunitense, questa seconda annata ha rappresentato il salto di qualità di cui la produzione AMC aveva bisogno per raggiungere definitivamente l’olimpo delle fuoriclasse. Il merito di questo successo va in parte al focus su Mutiny e sull’amicizia tra le due donne che la dirigono – una storyline insidiosa eppure gestita con sorprendente intelligenza e sensibilità; ma, soprattutto, va alla capacità di migliorarsi rimanendo sempre fedeli a se stessi, di innovare il proprio linguaggio riuscendo a non tradire il proprio stile, e dunque, per estensione, di provare sì a cambiare il mondo ma senza mai rinunciare alla propria umanità. Un gruppo di interpreti eccellenti (tra i quali spicca la straordinaria Kerry Bishé) completa il quadro, contribuendo a rendere Halt and Catch Fire la nuova punta di diamante della rete ormai orfana di Mad Men.

Francesca Anelli

11. Doctor Who (BBC)

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Ci sono serie tv – la maggior parte – che con il passare delle stagioni vedono calare, progressivamente o bruscamente, il proprio livello qualitativo. Ma ce n’è una in particolare che, invece, non solo resiste al decadimento fisiologico, ma anzi si “rigenera” ciclicamente, trovando sempre nuova energia e vigore: nel 2015 Doctor Who ha dimostrato che, a 10 anni dal suo secondo inizio, è ancora in grado di sfoderare una delle migliori stagioni della sua (nuova) storia. Una nona annata incentrata sul lungo addio di Clara e sulla capacità, o meglio sull’incapacità del Dottore di affrontarne la perdita – perché “immortalità significa che tutti gli altri muoiono”. Un percorso che ha visto il suo picco nel maestoso “Heaven Sent” (una delle ore televisive migliori dell’anno, scritta da uno Steven Moffat in stato di grazia) e che ha acquistato forza e credibilità grazie alle enormi capacità attoriali di Peter Capaldi e Jenna Coleman, insieme semplicemente straordinari. Il divertente e commovente speciale di Natale di qualche giorno fa, inoltre, non ha fatto altro che confermarci come Doctor Who meriti di stare tra i drama migliori dell’anno.

Joy Black

10. Daredevil (NETFLIX)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Il Marvel Cinematic Universe è ormai da anni una presenza costante nell’offerta cinematografica e seriale statunitense. Lungi dal limitarsi a essere l’ennesimo tassello in questo sconfinato universo narrativo, Daredevil – prima serie figlia del sodalizio tra Netflix e Marvel – si è distinta per l’audacia con cui è riuscita a liberare il racconto supereroistico dall’etichetta di mero prodotto d’intrattenimento, guadagnandosi così un posto anche nella nostra Top 15. Quello adottato da Goddard e DeKnight è difatti un approccio cupo e adulto al classico tema dell’origin story, assimilabile per la sua potenza alla trilogia di Nolan e totalmente inedito per il piccolo schermo. Raffinato nella messinscena e coeso nello sviluppo del racconto, lo show ha saputo coniugare alla perfezione maestose sequenze action – impossibile non menzionare il piano sequenza di “Cut Man” – a una vocazione più introspettiva che, anche grazie alle straordinarie performance di Charlie Cox e Vincent D’Onofrio, è riuscita a costruire una convincente riflessione sulle figure dell’eroe e del villain.

Simona Maniello

9. Justified (FX)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Non poteva non presenziare nella nostra classifica una delle tante gemme di FX, conclusasi quest’anno con probabilmente la sua migliore annata di sempre. Tutta ruotante intorno ad un bottino da scovare, la sesta stagione di Justified porta al massimo livello tutti i suoi punti di forza, con una ricetta esplosiva che si sviluppa senza sosta per tutti e 13 gli episodi. Abituati a vedere in paralello le gesta di Raylan e Boyd, la narrazione questa volta si allarga anche ad Ava, introduce due villain da antologia come Avery Markham e Katherine Hale (ma non dimentichiamo lo spietato cowboy Boone di Jonathan Tucker) e riporta in scena tutto il sottobosco di personaggi del Kentucky, in una girandola emozionante che si dipana tra continui colpi di scena, dialoghi taglienti, tradimenti, capovolgimenti e un ritmo inarrestabile. Nell’America rurale del Kentucky, FX ha tirato fuori una delle sue migliori serie di sempre, portata avanti per sei stagioni nonostante un seguito di pubblico non certo esaltante. Al grido di “Nobody leaves Harlan alive”, possiamo dire che il tanto vituperato western abbia finalmente trovato la sua migliore attualizzazione.

Diego Scerrati

8. The Americans (FX)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Fin dai suoi esordi la serie di casa FX ha ammaliato i suoi spettatori grazie ad un connubio quasi perfetto costituito da una trama avvincente, un cast solido ed una rappresentazione degli eventi sempre convincente e mai foriera di cliché. Questa terza stagione si è distinta dalle precedenti proprio a causa della trattazione riservata ad i personaggi – ora come non mai i veri protagonisti –, a partire dalla crisi dei coniugi Jennings fino alla turbolenta crescita della figlia Paige. L’elemento che da sempre ha caratterizzato la serie, il concetto di famiglia come l’unico luogo in cui sentirsi al sicuro, ha costituito uno dei leit motiv più convincenti. Dopo tre ottime stagioni, The Americans ha riconfermato le sue potenzialità, dimostrando di avere ancora molto da raccontare al suo pubblico.

Annalisa M.

7. The Jinx – The Life and Deaths of Robert Durst (HBO)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

 

Probabilmente non esiste una classifica appropriata in cui inserire The Jinx: The Life and Deaths of Robert Durst, ovvero uno dei prodotti televisivi più spiazzanti, controversi e disturbanti di sempre; ma, allo stesso tempo, non è assolutamente possibile tenere la creatura di Andrew Jarecki fuori da una qualsiasi lista che ricapitoli questo ricco 2015. The Jinx è lo show che ha trasceso i confini della serialità trasformandosi in una vera e propria indagine giudiziaria, pur usando sempre e fino in fondo i poteri della finzione, che fa soprattutto da alibi al suo creatore – lo stesso che, velocemente, diventa a sua volta un vero e proprio detective. Forse è troppo semplicistico e banale definirla una serie tv, quando è invece un esperimento decisamente più complesso e stratificato: Robert Durst aveva beffato l’FBI per ben trent’anni finché una produzione della HBO non gli ha definitivamente cambiato la vita. Per questo motivo The Jinx rappresenta, ad oggi, uno dei maggiori esempi della trasformazione stessa della serialità, che non colonizza solo il nostro immaginario, ma riesce ad agire direttamente sulla realtà. Imperdibile.

Sara De Santis

6. The Knick (CINEMAX)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Al sesto posto della nostra graduatoria delle migliori serie drama si trova il gioiello diretto da Steven Soderbergh: The Knick, con questa sua seconda stagione, ha toccato vette ineguagliabili. Trama avvincente, fotografia superba, regia perfetta e un cast di livello stellare hanno fatto di questa annata una delle migliori mai viste su piccolo schermo (e se è sesta nella nostra classifica, pensate cosa possono essere le prime cinque!). Clive Owen ha portato il suo John Thackery nell’olimpo dei personaggi più belli della serialità, mischiando genio, follia, tormento e visionarietà, e portandoli ancora più in là dello zenit raggiunto nella prima stagione. L’episodio che chiude questa annata – e forse anche la serie, se non verrà confermata una terza stagione – è un capolavoro da tramandare ai posteri, con una delle migliori interpretazioni della carriera del già citato Owen. Se non avete ancora visto questo prodotto, non aspettate altro tempo: il Knickerbocker vi sta aspettando.

Ste Porta

5. Show Me a Hero (HBO)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

David Simon è uno di quegli autori televisivi che non potranno mai davvero sbagliare. Il rigore nella messa in scena, l’ossessione per il realismo più estremo, la scrittura perfettamente curata in ogni singola sfaccettatura: tutte costanti, certezze a cui aggrapparsi in un mondo televisivo in continua evoluzione. Nel raccontare la tragica storia di Nick Wasicsko e delle lotte per l’integrazione a Yonkers, Show Me a Hero non è altro che l’ennesimo capolavoro, capace di districarsi in un amplissimo sistema di personaggi con naturalezza ed armonia, rappresentando la lotta per la vita nel suo inevitabile fatalismo. Alla base di tutto, poi, c’è l’America, un sistema che non lascia scampo, una mentalità ingabbiata dallo stereotipo e dall’opportunismo che offre pochi spiragli di luce; Simon racconta tutto, come sempre, senza compromessi, aiutato dalla splendida regia di Paul Haggis e da un Oscar Isaac praticamente inarrivabile.

Pietro Franchi

4. Mr. Robot (USA NETWORK) 

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Sulla carta, le probabilità che il nuovo show di USA Network si rivelasse qualcosa di più di un semplice procedurale a sfondo informatico erano decisamente basse, ma l’offerta seriale, si sa, è ricca di sorprese: Mr. Robot entra quindi di diritto tra le novità più interessanti del 2015, sfiorando il podio della nostra classifica. Le audaci soluzioni registiche e narrative adottate da Sam Esmail – di cui la rottura della quarta parete è solo l’esempio più eclatante –, vengono ulteriormente impreziosite dai numerosi omaggi cinematografici che popolano lo show, dando vita a un’accattivante cornice formale che ben si presta alla rappresentazione dell’interiorità del suo protagonista – l’hacker Elliot Alderson – e alla creazione di una trama ricca di colpi di scena, che gioca continuamente con le aspettative del pubblico. Mr. Robot riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo dalla prima all’ultima puntata, portando avanti al contempo un discorso sui concetti di identità e percezione che affonda le radici in una raffigurazione della contemporaneità spietata quanto puntuale, conquistandosi così il titolo di instant cult.

Simona Maniello

3. Cucumber – Banana – Tofu (CHANNEL 4 / E4 / 4oD)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Si dice che il tre sia il numero perfetto: iconico e, in quanto numero primo, indivisibile. Così come lo sono Cucumber, Banana e Tofu, tre serie, tra loro intrecciate, che insieme costituiscono un unico e ambiziosissimo progetto multi-piattaforma, che in sole otto settimane si è affermato come uno dei prodotti più importanti, complessi ed interessanti del 2015 (e non solo). Un threesome, orchestrato e diretto dal genio autoriale di Russell T Davies, che, attraverso una costellazione variopinta di personaggi, ci racconta le numerose sfumature del mondo LGBT attuale (tra diversità sessuale, etnica e generazionale), ma con riflessioni che in realtà si spingono ben oltre, colpendo ognuno di noi nell’intimo più profondo. Del resto si parla di sesso e lo si fa da tantissimi punti di vista, con una grande varietà di linguaggi, registri e stili differenti e innovativi, che vanno dal comedy, al realismo senza censure, fino a toccare – nel sesto episodio di Cucumber – vette di una potenza drammatica devastante. Un progetto così peculiare, di tale portata e fattura, non poteva, vista anche la sua natura triplice, che occupare (almeno) il terzo posto della nostra classifica drama del 2015.

Joy Black

2. Mad Men (AMC)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

“The End of an Era” è il titolo dell’ultimo atto di Mad Men, che ha chiuso una delle serie televisive più importanti di sempre. Lo show di Weiner si è posto sin da subito il duplice obiettivo di raccontare il decennio più rivoluzionario della nostra storia e il percorso di un uomo, Don Draper, attraverso una capacità di analisi che ha pochi eguali. In questi dolorosissimi e meravigliosi sette episodi la riappropriazione del sé da parte di Don finisce col rappresentare quella dell’uomo contemporaneo, lacerato dalle proprie contraddizioni ma comunque in costante ricerca della sua identità. È forse per questo che il protagonista, interpretato da un Jon Hamm ormai in perfetta connessione col suo personaggio, è sempre risultato fuori dal tempo, estraneo al cambiamento: perché il suo percorso di accettazione di sé è qualcosa che trascende le epoche e i contesti storici, e che riguarda tutti i Don (e tutti i Leonard) in qualunque luogo e in qualunque tempo. Con “Person to Person” finisce una serie che forse, chissà, ha davvero concluso un’era: quello che ci rimane, e che porta Mad Men al secondo posto di questa classifica, sono sette stagioni da rivedere, un ultimo sorriso e una storica pubblicità.

Federica Barbera

1. Fargo (FX)

Le 15 migliori serie Drama del 2015

Dopo il grandissimo successo dell’anno scorso, per Fargo la riconferma rappresentava il più difficile degli esami. Noah Hawley e la FX hanno stupito tutti realizzando una stagione addirittura migliore della precedente, espandendo a dismisura l’universo narrativo piazzando il film dei Coen in mezzo tra la seconda e la prima annata della serie antologica. Alla base c’è ancora la rivitalizzazione di alcuni pattern estetici nati con il lungometraggio del 1996 che rilancia il racconto concentrandosi sia sulla storia americana, sia sul disagio dell’ordinary man a stelle e strisce. Il salto temporale all’indietro porta gli autori negli anni Settanta, avvolgendo la storia con un alone magico che dona ai personaggi il dinamismo del fumetto e la potenza metaforica del racconto archetipico. A differenza dell’anno scorso, la narrazione viene fatta esplodere in tanti nuclei narrativi identificabili in altrettante famiglie, raccontate con uno sguardo ironico che mai si permette di perdere la profondità di riflessione che da subito ha caratterizzato la serie. È la regia però a certificare il capolavoro, grazie a un livello di sperimentazione assolutamente inedito in cui spicca un uso sistematico dello split screen cha ha pochi eguali anche nel medium cinematografico.

Attilio Palmieri

Qui trovate le altre nostre classifiche di quest’anno: Flop 2015, Top10 Comedy, Top10 Dramedy

Quali sono le vostre preferenze, drama e non solo, in questo 2015? Esprimete il vostro giudizio votando agli Awards! Qui trovate le nomination e qui potete direttamente votare.

Di seguito trovate le Top10 dei singoli autori:

Annalisa M.: 1) Mad Men 2) Show Me a Hero 3) Halt and Catch Fire 4) The Americans 5) Hannibal 6) Game of Thrones 7) Masters of Sex 8) The Leftovers 9) Empire 10) The Affair

Arianna Patrignani: 1) Mad Men 2) Cucumber – Banana – Tofu 3) Mr. Robot 4) The Americans 5) Daredevil 6) Better Call Saul 7) Sense8 8)Person of Interest 9) Halt and Catch Fire 10) The Affair

Attilio Palmieri: 1) Fargo 2) The Knick 3) Show Me a Hero 4) Cucumber – Banana – Tofu 5) The Jinx 6) True Detective 7) Halt and Catch Fire 8) Justified 9) Mad Men 10) Empire

Davide Canti: 1) Hannibal 2) Cucumber – Banana – Tofu 3) The Jinx 4) American Crime 5) The Americans 6) Rectify 7) The Leftovers 8) Daredevil 9) Mr. Robot 10) Game of Thrones

Davide Cinfrignini: 1) Mad Men 2) The Jinx 3) Cucumber – Banana – Tofu 4) The Americans 5) Doctor Who 6) Daredevil 7) Game of Thrones 8) Better Call Saul

Davide Tuccella: 1) Fargo 2) Mr. Robot 3) Doctor Who 4) Show Me a Hero 5) Mad Men 6) Daredevil 7) The Leftovers 8) Narcos 9) Humans 10) Jessica Jones

Diego Scerrati: 1) Justified 2) Mr. Robot 3) Show Me a Hero 4) Fargo 5) The Jinx 6) The Leftovers 7) The Knick 8) Banshee 9) Penny Dreadful 10) Game of Thrones

Eugenia Fattori: 1) Cucumber – Banana – Tofu 2) Empire 3) Halt and Catch Fire 4) Outlander 5) The Jinx 6) The Knick 7) Fargo 8) Mr. Robot 9) Daredevil 10) Game of Thrones

Federica Barbera: 1) Mad Men 2) Cucumber – Banana – Tofu 3) The Americans 4) The Jinx 5) Mr. Robot 6) Hannibal 7) Person of Interest 8) The Leftovers 9) Doctor Who 10) The Affair

Francesca Anelli: 1) Fargo 2) Show Me a Hero 3) Cucumber – Banana – Tofu 4) Halt and Catch Fire 5) The Knick 6) Mad Men 7) Mr. Robot 8) The Americans 9) Doctor Who 10) The Jinx

Francesca Gennuso: 1) Mad Men 2) The Americans 3) Fargo 4) The Knick 5) Cucumber – Banana – Tofu 6) Show Me a Hero 7) Hannibal 8) Halt and Catch Fire 9) The Jinx 10) Rectify

Francesco Cacciatore: 1) Mr. Robot 2) Doctor Who 3) Fargo 4) Hannibal 5) Daredevil 6) Jessica Jones 7) Narcos 8) Better Call Saul 9) Masters of Sex 10) Penny Dreadful

Joy Black: 1) Cucumber – Banana – Tofu 2) Mad Men 3) Daredevil 4) Mr. Robot 5) Doctor Who 6) Game of Thrones 7) Better Call Saul 8) True Detective 9) Jessica Jones 10) Agent Carter

Mario Sassi: 1) Cucumber – Banana – Tofu 2) Daredevil 3) Game of Thrones 4) Mr. Robot 5) Person of Interest 6) The Leftovers 7) Doctor Who 8) Jessica Jones 9) Penny Dreadful 10) Sense8

Michele Minardi: 1) Mad Men 2) Fargo 3) The Leftovers 4) The Affair 5) Game of Thrones 6) Doctor Who 7) Mr. Robot 8) Humans 9) Better Call Saul 10) Sense8

Pietro Franchi: 1) Fargo 2) Mad Men 3) Show Me a Hero 4) The Jinx 5) The Americans 6) Mr. Robot 7) Rectify 8) The Leftovers 9) The Knick 10) Halt and Catch Fire

Sara De Santis: 1) Fargo 2) The Knick 3) Mad Men 4) The Jinx 5) Justified 6) Mr. Robot 7) Cucumber – Banana – Tofu 8) Better Call Saul 9) Show Me a Hero 10) Sense8

Simona Maniello: 1) Mr. Robot 2) Fargo 3) Daredevil 4) The Jinx 5) Better Call Saul 6) The Knick 7) Doctor Who 8) Game of Thrones 9) Halt and Catch Fire 10) Hannibal

Ste Porta: 1) The Knick 2) Fargo 3) Mr. Robot 4) True Detective 5) Hannibal 6) Doctor Who 7) The Affair 8) The Leftovers 9) Daredevil 10) Better Call Saul

36 Risposte

  1. Gianni scrive:

    Wow, quest’anno mi avete spiazzato non piazzando The Affair e, soprattutto, Person of Interest (“If-Then-Else” è un capolavoro)!!
    Al di là dei gusti, volevo ringraziarvi per questo piccolo compendio che, come ogni anno, si rivela fondamentale nello scegliere quali Serie TV gustare.
    Grazie grazie!!!

     
  2. Firpo scrive:

    Non ho ancora terminato di vedere Fargo ma sono già d’accordo con il primo posto. Speravo qualcosa di più per Daredevil e Better Call Saul.

     
  3. Pogo scrive:

    Quest’anno è stata davvero una bella annata, che rende veramente arduo il compito di stilare una classifica, però mi trovo d’accordo con le prime due posizioni aggiungendo al 3° posto TD2.
    Al 4° posto, poi, metterei il capolavoro Europeo degli ultimi anni, quel Bron|Broen che nella terza stagione ha saputo perfino fare a meno del carisma di Kim Bodnia.
    Al 5° posto farei salire Justified che non solo è una roba portentosa, ma ha anche uno dei finali di serie più belli di tutti i tempi.

    Rectify e Manhattan dovrebbero trovare sempre una posizione nella top10, mentre per Halt and Catch Fire (serie splendida in generale) ho trovato la seconda stagione incredibilmente inferiore – e di tanto – alla travolgente prima stagione.

    Ray Donovan e Longmire sono talmente sottovalutate che nemmeno discuto sulla loro assenza, anche se ci starebbero benissimo in questa top15.

    Infine, Game of Thrones è pur sempre un’opera che ti “porti nel cuore” (soprattutto se sei lettore), ma la verità è che B&W l’hanno trasformata in una “Beautiful medieval-fantasy”.

     
  4. essecomeserie scrive:

    Anch’io avrei messo Mr. Robot, The Knick e Fargo molto in alto… Game of Thrones, invece, l’avrei messa più in alto! Peccato per Better Call Saul che è rimasta fuori

     
  5. Teresa scrive:

    Come ci son rimasta male, scorrendo la classifica, nel non vedere Mad men al primo posto. Ho amato Fargo, ma Mad men è un’opera monumentale che ha segnato la storia delle serie TV, e secondo me alla sua ultima, bellissima stagione, il primo posto lo meritava tutto. Ma quando ci ricapiterà una serie lunga 7 stagioni di questo livello?
    Il finale poi per me è stato il più bello che mi sia capitato di vedere.
    Mi trovo d’accordo con il mettere GoT molto in basso, anzi io non l’avrei messo proprio.
    Per me la mancanza di TD2 è grave, ma i gusti son gusti.
    Hannibal secondo me meritava di stare più su, mentre Banana e Cucumber molto molto più giù.
    e Doctor Who… non capirò mai il fascino che esercita. Ci ho provato, a capirlo, ma non ci sono riuscita proprio.

     
  6. Son of The Bishop scrive:

    Anno secondo me non ricco e non eccezionale, per me il periodo d’oro della tv sta volgendo al termine già da un po’ e forse fra due/tre anni sarà completamente terminato. Quest’ anno ci hanno salutato Mad Men e Justified, due serie storiche; l’ anno prossimo ci saluterà anche Person of interest e per me con la sua fine avrà fine il periodo d’ oro della tv di cui non è rimasto mai nulla, se non uno spento Game of thrones(parlando di questa annata), capace solo di piccole fiammate. Sulla classifica non sono completamente d’accordo non ho seguito molti in realtà dei titoli presenti quindi non posso giudicare appieno però per me Mr.Robot meritava a mani basse il primo posto, troppo al di sopra di tutte le altre cose in onda in tv al momento, una serie di un altro livello, che se si confermerà l’ anno prossimo potrebbe diventare(se non lo è già) un vero e proprio fenomeno televisivo e un capolavoro(grazie a Dio non è una serie antologica come True Detective, qui ci sono già le basi per una seconda, dei grandiosi personaggi e quindi dovrebbe essere meno presente e meno giustificabile il rischio di un crollo qualitativo). Mad Men in ogni caso per tutto quello che è stato l’ avrei messo sopra Fargo, è stata una serie che ha fatto effettivamente la storia della tv e che ha mantenuto un livello altissimo per 7 anni. Giusta l’ assenza di Person of interest per il quale purtroppo(sebbene possa essere giustificato a causa degli ascolti e della gravidanza della Shahi) vale lo stesso di Game of thrones: la serie ha avuto delle fiammate, la trilogy è stata stupenda, così come The devil you know, If-Then-Else è stata la cosa più bella che ho visto quest’ anno in tv insieme alla prima puntata di Mr.Robot(in vista di quello che è stato dopo come la giudichereste ? sempre allo stesso modo ?); però purtroppo la storia non è andata per niente avanti in fin dei conti Controllo inutile(quando poteva sembrare decisiva), la storiella del PC ad Hong Kong anch’essa un’ illusione così come anche Clayre, Dominic escamotage per portare avanti un anno altrimenti vuoto e con la sola storyline di Samaritan, Elias stesso personaggio storico eliminato brutalmente da Samaritan che ha asfaltato tutte le altre storyline, la Macchina e il team Machine hanno agito per tutto l’ anno come avevano fatto Sin dalla 3×21, totalmente incapaci di reagire. Giusto dunque che sia fuori della classifica, anche se secondo me a mio giudizio in un anno complessivamente povero poteva comunque rientrarci. Contentissimo infine (parere personale) che sia assente, vera sorpresa di questa classifica, quella zozzeria macina soldi di Better Call Saul, ho provato a guardarla, ma davvero era qualcosa di insostenibile. Non ho adorato Breaking Bad, ma sebbene possa dire che a mio giudizio è molto molto sopravvalutato, ma anche a mio giudizio è una bella serie, Better call Saul a mio giudizio non si poteva proprio vedere. Per il resto molte serie ho in mente di recuperarle, e la classifica mi sembra complessivamente giusta, forse avrei messo un po’ più su The leftovers 2 e The Knick due prodotti uno stupendo, l’ altro incredibilmente valido e che spero di rivedere.

     
  7. Filippo scrive:

    Allora, anzitutto: grazie. Grazie per l’impeccabile lavoro che, nonostante gli innumerevoli impegni che ognuno di voi avrà, continuate a regalarci. Recensioni sempre perfette, costruite con attenzione e scritte in modo molto professionale – proprio tramite esse si capisce quanto è grosso il bagaglio culturale che vi portate sulle spalle. E, niente, le classifiche televisive di fine anno sono più attese del Natale da queste parti. Capite, quindi, quanto mi faccia piacere sapere il vostro parere – che considero con rilevanza maggiore rispetto a una grande quantità di quello fornito da critici professionisti statunitensi.
    Ma arriviamo al dunque: non ho visto tutte le serie citate in questo articolo, però ho intenzione di esaminarle una per una perché amo discutere di questo – spero davvero non ne uscirà un’epopea.
    20 – Penny Dreadful: ho visto solo il pilot poco tempo fa e andrò avanti. Concept, regia e cast davvero belli, qualche dubbio sulla sceneggiatura, ma mi sto basando solo sul primo episodio – e ho sentito che nella seconda stagione fa l’effettivo salto dello squalo.
    19 – Bloodline: recupererò a brevissssssimo.
    18 – Better Call Saul: da un inizio “fiacco”, uno sviluppo stagionale magnifico, che ci ha portato fra episodi magici come Five-0, Pimento e Marco. Tutto sommato, forse la posizione è giusta per quanto riguarda il grado di soddisfazione che ha raggiunto per me, ma lo considero comunque meglio di un componente della classifica, al quale verrò dopo. Voto: 7,5.
    17 – Rectify: pilot salvato da tempo, mi serve solo un momento per iniziarlo.
    16 – Empire: qualcuno mi spiega che cos’è? O, meglio, cosa rappresenta? No, perché ne sentivo parlare come trash che si lasciava guardare fino a quando non hanno iniziato tutti a lamentarsi della sua omissione nella categoria Drama degli Emmy e ha iniziato a comparire in posti abbastanza alti in tutte le classifiche. Quindi: qualità, ottimo e divertente trash o entrambe?
    15 – Game of Thrones: datemi dell’hater o quello che volete, ma io sono fra quelli che questa stagione non la ha proprio digerita. La sceneggiatura era proprio da cani il più delle volte, ma concordo col fatto che le due puntate citate sono un po’ salvagenti della stagione, facendola arrivare alla sufficienza. Resta, comunque, un prodotto difficile – anzi, impossibile – da ignorare, fenomeno mondiale per una ragione e pieno di cose che restano magnifiche. Sta di fatto che non smetterò mai di insultare la gente che vota per gli Emmy. MAI. (E comunque sono d’accordo sul fatto che la terza stagione avesse viaggiato fra alti e bassi – sempre molto meglio di questa quinta, ad ogni modo -, a causa di una difficoltà di gestione delle diverse storyline; la quarta, invece, l’ho trovata fantastica, in tutto e per tutto). Voto: 6+.
    14 – Hannibal: muoio dalla voglia di recuperarlo, e tra l’altro ancora devo capire se c’è una minima possibilità che qualcuno – sì, Netflix, ciao – possa prendere le redini del progetto e farlo continuare.
    13 – The Leftovers: sinceramente, credevo vi fosse piaciuto di più – non che questo sia poco, eh. Trovo solo che questa seconda stagione sia stata una delle più audaci mai passate sul piccolo schermo, ed è semplicemente la mia preferita dell’anno. E, dopo essermi rivisto Axis Mundi, sono sicuro che un rewatch completo non possa far altro se non far apprezzare maggiormente il tutto. Sono rimasto senza parole alla fine di ogni episodio. E io sono uno del 2% della popolazione a cui la prima – binge-watchata – stagione è piaciuta di morire. Spero solo di non sparire. In caso, Sepinwall, ci vediamo! Voto: 9,5 – ma per istinto darei 10 con tanto di lode.

     
    • Eugenia Fattori scrive:

      Ciao Filippo, ti rispondo da super fan di Empire: ne abbiamo scritto io e Annalisa sia l’anno scorso che quest’anno, se ti vai a rileggere le rece consigli vedrai perché chi l’ha votata la ritiene una serie fondamentale (e siamo in buona compagnia visti i Globes)

       
    • alidiseta scrive:

      Filippo, sbaglio o manca parte del tuo intervento?
      Sono curiosa!

       
      • Filippo scrive:

        Nono, non sbagli ahah!
        Ho deciso di dividere il commento per evitare che diventasse fin troppo lungo, ma in un’oretta dovrei riuscire a postare la parte mancante!
        Ah, e ovviamente grazie mille, mi fa piacere che abbia incuriosito qualcuno nel mio blaterare!

         
  8. Birne scrive:

    E’ una bella classifica, piena di spunti per sostanziosi recuperi o approfondimenti di cose che magari lì per lì non ci sono piaciute. Anche io però penso, come Son of the Bishop che il 2015 non sia stato un anno eccezionale e condivido le preoccupazioni per il futuro, così come – anzi proprio per questo – sono dispiaciuta per il mancato primo posto di Mad Men pur amando moltissimo Fargo e sono d’accordo con tutte le considerazioni che in proposito fa Teresa (a parte TD2, ma vabbè) e che non ripeto.
    Ho una semplice curiosità da modesta statistica che si occupa di questo per vivere (il mio vero guilty pleasure sono le serie televisive, in verità): ho un po’ di occhio per i numeri e pur se in verità non ho fatto i conti precisi e neanche ho intenzione di farli (anzi grazie mille volte per le scocciature che vi sobbarcate per farci giocare a un bellissimo gioco) direi che qualche cosa in questa classifica non mi torna, più o meno dalla quinta posizione in poi e mi sembra interessante, almeno io me lo chiedevo, conoscere quali criteri e stime ponderate usate per comporla. Per dire, se si guardano le classifiche personali di ciascun membro della redazione e si assegna 10 al primo classificato e 1 all’ultimo ci si può chiedere: come fa quella roba come Justified a stare in classifica in discreta posizione e Better Call Saul no?
    Per me sarebbe appunto interessante vedere le ragioni di opportunità, o che so io. Così come è molto interessante soffermarsi sulle differenze del voto delle redattrici, rispetto a quello dei redattori uomini. Comunque, forse mi sbaglio, ho dato un’occhiata superficiale e ci ho il panico da festa di Capodanno e da cotechino incombente, e comunque il sito lo gestite voi e giustamente fate le vostre scelte e a noi toccherebbe essere discreti.

     
    • Michele Minardi scrive:

      Ciao Birne, ci mancherebbe altro che non potete fare domande sui metodi di calcolo :) Quello che vedi non ti torna perchè le classifiche sono parziali (sono solo le prime 10 posizioni, quando di media ognuno di noi ha espresso pareri su 20 serie tv e qualcuno anche oltre 30). Quindi, ad esempio, un decimo posto di chi ne ha classificate 30 ha un valore diverso rispetto a un decimo posto di chi ne ha viste 10. Inoltre, non si è fatta nè la mera somma di tali valori (che favorirebbe troppo le serie viste da tanti) nè una mera media (che potrebbe favorire troppo serie viste da una persona sola) ma si è applicata una formula che tenesse conto di entrambe le componenti (somma e media) in modo da bilanciare popolarità (all’interno della redazione) e qualità.

       
      • Birne scrive:

        Capisco, in effetti pur non avendo fatto le somme precise, come ho scritto, certe incongruenze, se posso esprimermi così, saltavano all’occhio del tapino o tapina che deve sempre fare i conti con i conti. Beati voi, se io applicassi dei correttivi ponderati del genere a certi range (e non sai quanto mi piacerebbe…) i loschi individui da cui dipendo non apprezzerebbero affatto. Ma io sì e ti ringrazio di aver preso in considerazione la mia curiosità. Auguri!

         
  9. Vincebb scrive:

    Grazie mille per il vostro continuo lavoro, leggervi è sempre un piacere. Escluse due o tre serie che non seguo (ma che recupererò senz’altro) è una classifica che condivido quasi pienamente. Il quasi sta nella scelta di collocare Mad Men in seconda piazza. Nonostante abbia amato alla follia questa seconda stagione di Fargo, impeccabile sotto ogni punto di vista, avrei comunque premiato con il primo posto il capolavoro di Weiner nella sua stagione conclusiva, in quanto credo che per vedere una serie così costante dal punto di vista qualitativo (praticamente otto anni di perfezione o quasi) dovremo aspettare molto. Però si sa, i gusti sono gusti e ognuno ha il proprio parere. Detto questo ancora grazie per il vostro lavoro e per le bellissime recensioni che ci regalate.

     
  10. Pietro Franchi scrive:

    Una considerazione personalissima sui commenti di Son of the Bishop e Birne: il fatto che questo 2015 sia stato povero di qualità secondo me è solo un falso mito, soprattutto perché il concetto di serialità “classico” a cui siamo abituati ha ormai perso quasi tutto il suo valore. Mi spiego: quest’anno la Golden Age della tv americana è finita. Questo non per dire che non siamo più in un’età “dell’oro”, ma perché quell’epoca cominciata da Oz e The Sopranos si è definitivamente conclusa: perfino tutti i Mad Men, i Breaking Bad, i Sons of Anarchy che ci sono stati non erano altro che dirette conseguenze di quell’eredità, e infatti non a caso gli autori erano pressoché gli stessi (pensiamo a Weiner che ha lavorato a The Sopranos, Sutter a The Shield e alle tematiche “classiche” che Breaking Bad ha poi sviluppato ed elaborato). Erano tipologie di show televisivi praticamente identiche, ancorate ad una struttura pluristagionale e quasi “classica”, e noi spettatori eravamo abituati a riconoscere una decina di serie all’anno considerate “big”, quasi infallibili, delle certezze insomma. Per restare sul tema “classifiche”, quindi, era naturale avere 5 o 6 posizioni praticamente fisse già dall’inizio dell’anno, perché saremmo stati certi che buona parte delle serie sopracitate non avrebbero deluso le aspettative.
    Ora, però, le cose sono radicalmente cambiate, ma non per forza in negativo: quella che è iniziata qualche anno fa (e mi sento di dire, definitivamente, l’anno scorso, con show come True Detective, Fargo, con la seconda stagione di The Americans ecc) è una fase della serialità televisiva molto diversa, in cui le serie a struttura “classica” sono sempre meno, e in cui l’offerta di qualità si è fatta molto, molto più ampia e diversificata. Non a caso, ha fatto già la storia il discorso di quest’anno di John Landgraf, CEO di FX, che ha appunto parlato di “Peak TV”, riferendosi al fatto che ormai c’è troppa roba da vedere, e che è fisicamente impossibile stare al passo con tutto: secondo lui la qualità televisiva ha ormai raggiunto un picco inarrivabile, ed è per questo destinata a scendere. Tralasciando le possibili previsioni a questo proposito, posso dire che la dichiarazione sulla Peak TV è stata accolta e condivisa da gran parte della critica americana: ormai non c’è più quel gruppo di serie a cui ancorarsi ogni anno e basta, ma ogni volta bisogna stare all’erta, alla ricerca di nuovi show che possano rivoluzionare o cambiare per sempre l’offerta corrente. Questo perché ormai il concetto di serie tv è cambiato: pensiamo a serie come The Jinx, Serial o Making a Murderer, o all’avvento delle serie antologiche come Fargo e True Detective, o, più in generale, alla propensione a tenere le storie più brevi e concise (pensiamo alla decisione di Lindelof di chiudere The Leftovers alla terza stagione, lasciando in eredità 39 episodi contro i 114 di Lost). Pensiamo poi alla rivoluzione delle comedy e dei “dramedy”, che ormai si stanno sempre più contaminando col genere dei drama competendo quasi sullo stesso campionato e sviluppando sempre più trame mature, riflessioni profonde e personaggi incredibilmente tridimensionali: una cosa quasi impensabile anche solo negli anni 2000, in cui la rivoluzione era Arrested Development, la cui eredità è stata raccolta solo in questa prima parte di decennio.
    Quello che voglio dire, in pratica, è che il fatto che siamo entrati in una fase diversa non significa che la qualità generale sia calata: io quest’anno ho fatto una fatica immensa a stilare la mia top 15 (e non solo la top 10) dei drama, e posso assicurarvi che il decimo posto di quest’anno è di gran lunga superiore al decimo posto che avevo scelto l’anno scorso. Questo, onestamente, un po’ mi spaventa, perché già nel 2014 la qualità è stata incredibile, e quest’anno l’evoluzione è stata così vertiginosa che non ho idea a che punto si potrebbe arrivare. E’ vero che forse non avremo più serie dalla portata epica, lunga ed articolata come Mad Men (forse The Americans potrebbe avvicinarsi a questa tipologia, ma vedremo, e si parla comunque di eccezioni), ma secondo me la “perdita” è bilanciata dalla nascita di un milione di nuove tipologie di serie tv, che ormai stanno stravolgendo tutte le certezze di genere a cui siamo abituati.
    Se poi, comunque, si pensa che l’offerta attuale non sia abbastanza, quello che arriverà l’anno prossimo toglie ogni dubbio: pensiamo a Vynil di Scorsese e Terence Winter, a Westworld di Nolan e Abrams, alle due miniserie di David Simon, ecc. Gli autori “classici” a cui siamo abituati ci sono ancora, il fatto è che anche la loro offerta si sta evolvendo insieme alla televisione stessa, e penso che questo sia assolutamente un bene, perché si evita anche di ristagnare nelle solite (ovviamente, bellissime) strutture.
    Ci sarebbe tantissimo altro da dire, ma spero di aver chiarito in parte il mio pensiero: questo per dire semplicemente di cercare di evolvere la propria idea di televisione (il progetto multi-piattaforma di Cucumber-Banana-Tofu è l’esempio più lampante), perché secondo me la qualità è ancora vivissima, e sarebbe un peccato non assistere ad un’epoca così rivoluzionaria 😀

     
  11. Birne scrive:

    Condivido pienamente questo intervento di così ampio respiro da cui ho anche molto da imparare. Non c’è dubbio che il panorama televisivo stia evolvendo da tutti i punti di vista e stia ingigantendosi. Che dire? Io ne ho una fruizione assai limitata, un po’ per scelta e un po’ perché non mi riesce di fare diversamente, e la mia considerazione del resto voleva solo condividere con i seriangoli l’impressione ben più terra-terra del fatto che, finita Mad Men, ci dobbiamo cambiare le teste e non è detto che sia facile o che ci piaccia per forza. Sono venuta al mondo (televisivamente parlando) con i Soprano e spero di non avere gusti e sensibilità definitivamente compromessi, diciamo così, tanto da non acchiappare la diversità e, soprattutto, la diversificazione di generi e contenuti.

     
  12. SerialFiller scrive:

    Quando ho visto Better Call Saul fuori dalla top 15 e roba come person of interest, the affair e masters of sex addirittura fuori dalla top 20 ho pensato “quest’anno in redazione devono aver fatto le votazioni dopo una sbornia”, poi scorrendo la classifica mi sono reso conto che invece no…davvero c’era tanta roba troppo buona per essere “penalizzata”.
    Daccordo con i titoli, forse alcune posizioni le invertirei ma senza dubbio i 20 titoli sono di merito assoluto (solo banana, cucumber..,bloodlin e jinx non ho visto). Avrei messo piu in alto the leftovers forse e trovto un posticino per person of interest ma tutto sommato come sempre mi trovate daccordo.

     
  13. SerialFiller scrive:

    Mia classifica giusto per diletto (elimino le 3 non viste ed inserisco Person of interest, homeland e the affair):

    1)Fargo
    2)Mad Men
    3)Mr Robot
    4)The Leftovers
    5)Doctor Who
    6)Halt and Catch fire
    7)Better Call Saul
    8)Justified
    9)Daredevil
    10)Game of Thrones
    11)The Americans
    12)Person of interest
    13)Show me a Hero
    14)Hannibal
    15)The Affair
    16)The Knick
    17)Rectify
    18)Sense8
    19)Masters of Sex
    20)Homeland

     
  14. Filippo scrive:

    12 – Halt and Catch Fire: anche questa da recuperare il prima possibile, mi attira un sacco.
    11 – Doctor Who: non la ho ancora iniziata, ma ci tenevo a chiedere una cosa. Considerando che è risaputo non essere una serie per tutti, in molti dicono che fa schifo, è banale ed inguardabile; altrettanti professano il loro more eterno alla genialità di questa serie, tremando in attesa di ogni puntata. Mi sono reso conto che in molti restano delusi – eufemismo dire che è un eufemismo – dopo la visione del pilot e, documentandomi, mi sto accorgendo di come la prima stagione – della serie nuova, si intende – sia davvero bistrattata da quasi tutti. Quindi: è solo la prima stagione e poi si riscatta, o l’intera serie usa quei toni e o ci si adatta o niente?
    10 – Daredevil: eccoci qui. Io questa serie l’ho recuperata da poco, in seguito all’indignazione dei molti riguardo la sua assenza dalle nomination degli Emmy. Potete, quindi, immaginare l’hype. Eppure, esso non è stato soddisfatto – o, almeno, non del tutto. Sì, davvero ottime regia, fotografia, effetti speciali, coreografie e tutto ciò che riguarda, appunto, il reparto tecnico. E, in aggiunta, un cast ben assortito ed equilibrato. Ma di Fisk, personaggio così tanto acclamato e interpretato da un attore la cui omissione nelle nomination ha scandalizzato CHIUNQUE, ho trovato solo difetti – per non parlare dell’episodio a lui dedicato, tratto dal manuale del cliché proprio. E la sceneggiatura? Banale e scontata, mediocre nei suoi punti più alti. Ero spesso in grado di recitare interi dialoghi prima ancora di sentirli – e lo stesso vale anche per la prevedibilità di qualche scelta narrativa. Tutto sommato, però, sono stati tredici episodi godibili e che la sufficienza la meritano – anche se so che, per molti, è troppo poco. Trovo invece di notevole fattura la sua sorella/gemella Jessica Jones, che avrei volentieri rimpiazzato con lo stesso Daredevil in questa posizione della lista. Voto: 6,5.
    9 – Justified: ebbene sì, da recuperare pure questa.
    8 – The Americans. Dio, quanto amo questa serie. Spero tanto che faccia la fine di capolavori come The Wire, un prodotto di cui si è parlato tanto in futuro e poco nel presente. Molto semplicemente: ho trovato questa stagione superba, la migliore delle tre finora. La seconda, al contrario di molti, mi era piaciuta in misura minore rispetto alla prima – ma viaggia lo stesso su binari ALTISSIMI -, mentre questa terza è riuscita ad entrarmi ancora più nel profondo, trasformando quello che poteva benissimo diventare un fiasco – una presa di posizione maggiore da parte di Paige – in uno dei suoi punti di forza, di cui questi tredici episodi sono stati pieni – Frank Langella su tutti. Ah, e se non fosse stato per The Leftovers e, forse, Fargo, “Do Mail Robots Dream of Electric Sheep?” sarebbe la mia puntata preferita del 2015. C-A-P-O-L-A-V-O-R-O. Voto: 9.
    7- The Jinx – The Life and Deaths of Robert Durst: in lista assieme a Making a Murderer, di cui sto sentendo altrettanti responsi positivi.
    6 – The Knick: sono nel bel mezzo del recupero di questa serie e mi trovo a metà della prima stagione. Trovo tutto perfetto, ambientazione, regia (!!!), cast, tutto. Ma, finora, ci riscontro un tanto piccolo quanto importante dettaglio: semplicemente non mi interessa niente di questi personaggi o di quello che fanno. E mi riesce estremamente difficile guardare una serie senza provare empatia – tranne, forse, per Thack. So per certo che nella seconda migliora, ma per ora sto procedendo con cautela, proprio perché l’assenza di affetto nei confronti dei personaggi mi causa quasi noia. La puntata migliore, per ora, resta il pilot, davvero straordinario.
    5 – Show Me a Hero: pronto ad essere visto il prima possibile.
    4 – Mr. Robot: posto giusto per LA novità del 2015. La regia di questa serie è poesia, Rami Malek ha fatto un capolavoro con quel personaggio complesso che è Elliot. Ora tremo per la seconda stagione, perché… eddai, è USA. E non riesco proprio a capacitarmi di cosa potrebbero inventarsi per proseguire con la storia. So solo che se sarà audace e bellissima come quella di questi dieci episodi, sarò lì, pronto ad essere sopraffatto dalla meraviglia. Voto: 8,5.
    3 – Cucumber, Banana, Tofu: di questi tre avevo sentito parlare bene, ma dopo una posizione così alta nella classifica, beh, come minimo si meritano un posticino anche nella mia lista.
    2 – Mad Men: insultatemi in tutte le lingue che volete, ma io di questa serie ho visto solo la prima stagione. In Italiano. E in streaming. E per averla apprezzata da morire anche così, beh, non appena la recupererò – aka il prima possibile – resterò senza fiato, già lo so.
    1 – Fargo: al terzo posto della mia personalissima classifica, questa stagione ha saputo reinventarsi nel migliore dei modi. Non mi divulgherò, perché dai, è perfetta sotto ogni punto di vista: cast, regia, sceneggiatura, regia, fotografia, regia, intrecci, regia e così via. Peccato solo per gli episodi al centro, sempre belli, ma sfocati in confronto ai primi e ultimi tre della stagione, capolavori sotto ogni aspetto. L’unico problema che ho con Fargo, a volte – e so che mi ucciderete tutti per questo -, è che mi sembra quasi che tenti di premere troppo sull’improbabile, sua caratteristica principale, ma che faccio sempre fatica ad accettare, assieme alla maggior parte dei monologhi di alcuni personaggi – su cui però chiudo sempre un occhio, perché sono davvero meravigliosi. Ma sono sottigliezze e, francamente, miei problemi. Voto: 8/9.
    Ok, ho finito. Chiedo scusa per la separazione del commento, ma mi è sembrato corretto, per evitare di costruire l’epopea di cui accennato sopra.
    Ancora grazie a tutti voi, e… beh, auguri! 😉

     
    • Francesca Anelli scrive:

      Ciao Filippo!
      Hai scritto tanto ed è difficile rispondere concisamente a tutto, quindi provo a limitarmi per non scrivere anche io un’epopea :)
      Ti parlo innanzitutto di Doctor Who, perché sono una whovian convinta e mi sento, come dire, chiamata in causa :) Dunque, la serie è decisamente un unicum nel panorama televisivo, qualcosa di estremamente difficile da categorizzare e proprio per questo anche da consigliare. C’è poco da fare, per capire se ti piace o meno devi guardarla. Spiegarne il concept non le rende giustizia perché Doctor Who è molto più “della somma delle sue parti”: è, soprattutto, un modo di affrontare la vita. E se ti sembra esagerato (forse lo è, ma che ci vuoi fare, quando uno è innamorato straparla sempre) dalle una chance! Il pilot è una delle robe più trash e improbabili che ti capiterà di guardare e sarai tentato di gettare il PC nel camino, ma non demordere! Per molti l’innamoramento scatta con la 2×04, per altri basta già la prima stagione, ma tu in ogni caso dalle tempo.
      Poi facci sapere, mi farebbe piacere scoprire di averti fatto passare al lato whovian :)

      Auguri!

       
  15. SerialFiller scrive:

    Voglio dilettarmi anche io nel “gioco” intrapreso da Filippo e dire la mia.

    20-Penny Dreadful: la vedrò a breve su Netflix. Mi intriga poco ma ne parlano tanto bene quindi.

    19-Bloodline: anche questa in “pending” ed anche qui Netflix ci viene incontro (benedetto sia l’abbonamento a Netflix) ma qui c’p sicuramente maggiore Hype

    18: Better Call Saul: da fan assoluto di Breaking Bad non ho potuto non amare questa serie dal primo all’ultimo minuto. Tante strizzate d’occhio ai fan di BB ma sopratutto un prodotto che si regge interamente sulle proprie gambine senza rinnegare la cifra stilistica propria del capolavoro di Gilligan. Era difficile non deludere con uno spinoff rischiosissimo e Gilligan e Gould ci sono riusciti in pieno. Solo questo vale un punto in più.
    Garanzia Sorprendente Voto 9–

    17:Rectify: La leggerezza di questa serie mi disarma ad ogni episodio. Se la mia estate seriale è piena ormai quanto l’inverno è anche merito di questo gioiello sornione e malinconico.
    Lieve. Voto 7+++

    16:Empire: Mi sono fermato (colpevolmente) a metà prima stagione. Più che per noia o altro per un semplice motivo di tempo, mi sembrava la più giusta da sacrificare in quel momento e mai ho avuto voglia davvero di riprenderlo.
    Inattraente. Voto 5 (giudizio parziale)

     
    • Filippo scrive:

      No vedo l’ora di sapere il resto, io amo questo genere di cose!
      E sono contento che qualcuno di voi abbia trovato interessante e abbia addirittura preso spunto da ciò che ho scritto, davvero!
      E comunque sì, al finale il voto che avrei voluto dare a BCS era molto più alto del sette e mezzo, ma oggettivamente l’unica pecca che ho riscontrato è stato il tempo che la serie ha impiegato a sbocciare, ma il fine giustifica i mezzi, perché alcune puntate sono state davvero imperdibili, pari al migliori Breaking Bad – okay, quasi, ma comunque ottimo ottimo.

       
      • SerialFiller scrive:

        Bella la tua idea davvero complimenti.
        La sto riciclando volentieri.
        Per questioni di tempo la spezzetterò in base agli impegni ma ancora grazie per l’ottima idea.

         
  16. Writer scrive:

    La mia personale classifica:

    15. Mr. robot: buona serie, richiama a tratti “The fight club”, qualche calo nella parte centrale.
    14. Halt and catch fire. Buona seconda stagione, ben raccontata. La tematica è trattata in modo avvincente e, considerando il tema, non era per nulla scontato.
    13. Hannibal. Serie raffinatissima e claustrofobica che mi ha provocato sensazioni ambivalenti. Eccezionali i protagonisti, ho trovato deludente la sequenza finale.
    12. Downton Abbey. premio alla carriera, anche se la stagione non è stata eccelsa. Ma la rappresentazione dell’aristocrazia inglese dal 1912 al 1925 ha plasmato il nostro immaginario.
    11. The leftlovers. fiction coraggiosa, spesso irritante, a tratti visionaria. Uno straordinario ottavo episodio, un season finale un po’ in calando.
    10. Sense8: uno degli esordi più brillanti dell’anno. Parte in modo frammentario, poi diventa appassionante e coinvolgente.
    9. Game of thrones. Straordinaria macchina spettacolare, nonostante qualche sottotrama prescindibile. Almeno due episodi-capolavoro, scusate se è poco.
    8. The Americans. Si conferma sui liveli molto alti degli anni scorsi. Narrazione serrata, ottima caratterizzazione e sviluppo dei personaggi, ricostruzione accuratissima del contesto storico e geografico.
    7. Bron/broen: eccellente serie danese, da cui è stato tratto il remake “The bridge” (ma l’originale è molto superiore). Atmosfere cupe, narrazione tesa, grandi interpreti.
    6. Justified. Nel suo genere, un capolavoro. L’ultima stagione corona una fiction splendidamente scritta e recitata che reinterpreta la frontiera americana.
    5. The knick. Erede di “Boardwalk empire”, riesce persino a superarlo come capacità narrativa. La regia di Soderbergh è magnifica, lo spessore dei personaggi aumenta in modo costante fino allo straordinario finale.
    4. True detective. A mio giudizio, la seconda stagione, pur differente, regge il paragone con la prima. Pizzolatto ci propone un noir magistrale che innova i moduli classici e li rivisita in modo efficacissimo.
    3. Show me a hero. Miniserie straordinaria, scritta dall’autore di “The Wire”. Uno spaccato “minore” dell’America narrato con un’efficacia e una tensione magistrali.
    2. Mad men. Un monumento alla serialità, meriterebbe la prima posizione, anche per il suo peso complessivo nella storia delle fiction. Ma, quest’anno, la prima posizione la merita…
    1. Fargo. Puro piacere della visione per tutti i dieci episodi. Un’opera che regge il confronto con il film omonimo. Uno sguardo stralunato, ironico, grottesco, lucidamente crudele e impietoso, sul midwest americano.

     
    • Pogo scrive:

      Complimenti per il 7° posto, siamo in pochi a conoscerla. Vorrei solo precisare che è una serie Danese/Svedese e che il remake Statunitense è offensivo (a parte che fu sbagliato già concettualmente, perché andava impostato tra Canada e USA, non tra USA e Messico) indietro anni luce.

      Ti consiglio Manhattan arrivato alla seconda stagione, serie che spazza via metà della top15 di Seriangolo senza problemi.
      Vera serie “underdog” del 2014 (prima stagione) con seconda stagione all’altezza: ha un cast fenomenale, una sceneggiatura solidissima e una bellissima regia. Bella anche la fotografia, tutto sommato, anche se non priva di difetti.

       
      • Writer scrive:

        Ho scoperto Bron/Broen recentemente e mi è parsa da subito una fiction coi fiocchi. Rappresenta, inoltre, un’alternativa all’egemonia dei prodotti USA che, oltre a saturare il mercato, si propongono come paradigma culturale per tutto il pianeta.
        Darò un’occhiata a Manhattan, approfittando di qualche giorno residuo di ferie.

         
  17. SerialFiller scrive:

    15: Game of Thrones: capisco il voler sempre pretendere il massimo da questa serie ma onestamente ogni puntata è ben fatta, recitata, con ottimi effetti visivi e grandi colpi di scena. Poi Hardhome e Mother’s mercy son roba da far impallidire il 99% degli episodi in onda quindi per me è pollice in alto tutta la vita. Peccato per Dorne sicuramente ma comunque tanta roba.
    Valar Morghulis Voto 9—

    14: Hannibal: forse solo da questa stagione ho apprezzato appieno questa serie, e forse questa stagione mi ha fatto apprezzare molto, moltissimo anche lo stile della serie e l’estetica di fuller.
    Squisito. Voto 8,5

    13: The leftovers: se Fargo è la serie dell’anno, Mad men il finale dell’anno e Mr Robot la novità dell’anno, la creatura di Lindelof è senz’altro la resurezione seriale del secolo. Per questo per certi versi è per me la vera rivelazione del 2015. International Assassin un gioiello ma almeno altre 5 puntate mi hanno corroso l’anima e fatto mangiare tutte le unghia della man.
    Divino. Voto 10

    12:Halt and catch fire: la adoro fin dalla prima puntata. Un appassionato della prima ora che ha adorato questa seconda stagione. Fosse andata in onda in qualche altro anno avrebbe potuto vincere tantissimi premi, invece in questo 2015 la concorrenza è spietata.
    InCTRLabile. Voto 9+

    11: Doctor Who: a mio avviso la stagione migliore di sempre del dottore. Date un Nobel per qualsiasi cosa a Moffat vi prego.
    Immortale. Voto 10-

     
  18. SerialFiller scrive:

    10-Daredevil: Forse al pari di Mr Robot la serie che mi ha preso e sorpreso di più. L’hype era alto ma non altissimo e la serie mi ha stupefatto fin dal primo episodio. Finalmente una serie fumettistica piu simile al cavaliere oscuro che ad una serie teen con ottimi colpi di scena e buone trovate. Questa è roba seria e fortunatamente Jessica Jones pare aver proseguito sulla stessa falsariga. P.s. non è un caso che sia stata Netflix a portare sullo schermo un supereroe cosi poco suuper e cosi molto umano e soprattutto cosi cupo e tormentat.
    Oscuro. Voto 9

    9-Justified: non è scappata la classica lacrimuccia ma la goduria durata 13 episodi per il grandissimo finale dell’uomo col cappello ha lasciato piu di qualche brivido. Il cast si è arricchito ancora di più e tutti i nodi sono venuti al pettine con il solito clima Harlaniano e stile unico nel suo genere. Forse il lascito di Justified non sarà altisonante come altri ma sicuramente mancherà a noi fan piu di tante altre serie celebrate.
    Frizzante. Voto 9,5

    8-The Americans. Per solidità di scrittura, costanza e livello qualitativo forse seconda solo a Fargo e Mad Men quest anno. Manca forse il personaggione alla Elliot di Mr Robot o alla Don Draper di Mad Men ecc ecc ma la qualità di questa serie è da 10 e lode.
    Sfuggente. Voto 9

    7.The Jinx. Non vista. Provvederò

    6 The Knick-Arrivato a metà seconda stagione piace tanto, attira tanto ma delle belle serie questa è quella che purtroppo mi dice meno pur essendo senza dubbio fatta da DIO.
    Chirurgica. Voto 7+

     
    • Filippo scrive:

      Non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi del resto!
      P.S. Scusa il ritardo nella risposta, ma ho passato quattro giorni nella magnifica Berlino!
      A presto!

       
  19. Ellis scrive:

    Carissimi, che seguo come maestri di visione e visuale, ho una grande curiosità nei vostri riguardi: ma se considerate Cucumber/Banana/Tofu uno dei miglior prodotti dell’anno, come mai avete recensito solo pilot e finale?
    Detto questo, visto l’alto gradimento che ne avete avuto, ho iniziato a guardarla…pure Tofu…

     
    • Joy Black scrive:

      Ciao Ellis, ti ringraziamo prima di tutto per i tuoi apprezzamenti che ci fanno molto piacere. Per quanto riguarda le recensioni di Cucumber/Banan/Tofu all’epoca della trasmissione delle tre serie purtroppo non avevamo abbastanza persone che seguivano il tutto in diretta per recensire gli episodi passo passo, così abbiamo fatto solo i 3 primi episodi e i 3 ultimi.

      Le tre serie ovviamente stra-meritano e ci fa piacere che tu abbia deciso di iniziarle dopo aver letto la nostra classifica. Ovviamente ti consigliamo caldamente di vederle intrecciate nell’ordine di trasmissione: prima Cucumber 1×01, Banana 1×01 e Tofu 1×01; poi Cucumber 1×02, Banana 1×02 e Tofu 1×02, e così via. A nostro parere è il modo migliore per apprezzare pienamente questo magnifico progetto.

       
  20. Pol8vb scrive:

    Innanzi tutto grazie della classifica, mi sarà molto utile 😉
    Un dubbio: ma Narcos? Davvero non rientra nelle prime 20 di quest’anno? Io l’ho trovata fantastica.

     
  21. Artax scrive:

    Io mi chiedo come facciate – redazione e commentatori – a stare al passo con tutte queste serie!..l’ultima volta che ho controllato, i giorni erano ancora di 24h :)
    Per forza di cose io devo scegliere cosa guardare, e l’intervento di Pietro mi ha dato la conferma che sarà sempre di più cosi. Per questo non finirò mai di ringraziarvi per il “servizio” che offrite a noi appassionati, queste classifiche riescono veramente ad orientarti sul panorama seriale attuale!Anche i commenti e le discussioni/consigli sono stra-competenti, grazie ancora! :)
    Concordo, per quello che ho visto, con la classifica generale da voi stilata. Avrei solo alzato un poco le posizioni di Leftovers, Halt and Catch Fire e Justified.

     

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