The Americans – 6×07/08 Harvest & The Summit 3


The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitSiamo ormai giunti alle ultime battute di The Americans, che sta mettendo in scena quella che risulterà forse come la migliore delle stagioni viste finora: almeno fino a questo punto, infatti, l’annata non sta sbagliando un colpo, alternando la rinomata capacità di analisi dei personaggi alla altrettanto nota abilità di inserire il tutto nelle atmosfere degli anni ’80, con un’aggiunta – a questo punto necessaria – di tensione e legittimo timore nei confronti dei protagonisti. La Guerra Fredda sta iniziando il suo percorso risolutivo; quello che invece verrà intrapreso da Elizabeth, Philip, Paige e Stan è ancora avvolto nel dubbio.

“Harvest” e “The Summit” sono due episodi all’apparenza molto diversi principalmente a livello di costruzione – il primo incentrato sull’azione, il secondo sulla riflessione e lo svelamento; tuttavia, ad uno sguardo più approfondito, non può sfuggire come le puntate siano tra di loro complementari perché, sotto una narrazione all’apparenza tradizionale, si nascondono in realtà due focus ben precisi.
Harvest” è un episodio che punta infatti all’analisi della situazione di Philip, del suo stato d’animo e del suo ritorno in azione, che si traduce in presa d’atto ancor più ferma di quello che l’uomo non vuole più nella sua vita; la decisione di ritirarsi, presa tre anni prima e di cui non abbiamo mai visto lo sviluppo, si concretizza tutta qui, in quella che diventa una delle missioni più fallimentari di sempre. Ma è anche la puntata di Stan e del suo primo, consapevole e doloroso passo verso la verità.
The Summit” è invece, a tutti gli effetti, la puntata di Elizabeth: quella in cui il suo coinvolgimento raggiunge l’apice emotivo per poi deviare inaspettatamente verso altre strade; ma è soprattutto la puntata in cui osserviamo le conseguenze di quello che è diventata in questi ultimi anni, il peso che queste comportano e la sua personale ribellione ad un sistema che per la prima volta si permette di non condividere più.

“’Cause if something’s going on… you can trust me”
I’ve been wanting to tell you.”

Il settimo episodio si apre e si chiude con due momenti di confronto e di riflessione sullo stato di Philip da parte di tutti i personaggi, lui compreso. L’inizio ha nel dialogo tra Philip e Stan uno dei momenti più alti dell’intera serie, in cui i non detti della spia russa sono ora più che mai vicini alla superficie e pronti ad esplodere; ed è opportuno qui aprire una parentesi sul trattamento che la serie ha riservato al rapporto tra i due vicini di casa, che sin dalla prima stagione sono diventati amici e che hanno portato avanti il loro rapporto nel modo più anticonvenzionale che potessimo aspettarci.

The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitQuello che infatti era iniziato come un legame quasi scontato – il criminale che diventa amico del poliziotto per tenerlo sotto controllo – ha avuto uno sviluppo lento ma costante, che ha affiancato l’altrettanto lenta ma inesorabile americanizzazione di Philip e il suo allontanamento emotivo dalla Causa. Quel rapporto, fatto di chiacchierate che all’inizio erano solo una scusa e che poi sono diventate oneste e sincere anche da parte di Philip, ha rappresentato per quest’ultimo una vera e propria costante nel marasma degli eventi accaduti; non stupisce quindi che Stan prenda da parte l’amico e gli dica “Tu hai qualcosa che non va”, e nemmeno che non prenda un “no” come una vera risposta. Philip non può certo dirgli la verità (non ancora?), ma di sicuro non mente: gli racconta una parte della sua vita che sta andando a rotoli e ottiene in cambio il supporto di cui ha bisogno anche per tutto il resto, quel “Io ci sono” e quell’abbraccio che sono veri e sinceri, da parte di entrambi. Non sempre in televisione si riesce a dare la giusta importanza all’affetto nell’amicizia tra uomini e, benché questo legame sia a tutti gli effetti costruito su una serie di bugie, c’è molto di più di questo: ci sono anni di chiacchierate, di birre, di condivisioni vere, che lo show ha sempre mostrato e che oggi presentano il conto, con un confronto che, se non può essere onesto a livello di contenuti, lo è di certo da un punto di vista emotivo. Il legame viene quindi celebrato anche nel resto della puntata, in cui le due scene più cariche di silenzio sono proprio quelle che riguardano i due uomini, davanti alle più difficili ammissioni della propria vita: la scena del garage e quella in casa Jennings.

“A couple kids… American dream… never suspect them… she’s pretty. He’s lucky.”
William Crandall, 4×13 “Persona Non Grata

The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitL’arrivo di Philip a Chicago porta con sé un momento di distensione tra i Jennings, che spinge Elizabeth ad essere almeno parzialmente sincera: non gli spiega ogni cosa, ma svela il contenuto della collana, in un tentativo di riavvicinamento che però non funziona del tutto. La posta in gioco è diventata ancora più alta e il fatto che la moglie vada in giro con una pastiglia di cianuro al collo non fa che spingere Philip ancor di più lontano dalla Causa; niente di tutto questo viene espresso a chiare lettere, ma dopo sei anni tutti noi siamo in grado di leggere negli occhi dei Jennings, e quello che accade in quei quattro minuti di silenzio nel garage vale più di qualunque altra confessione.
La missione fallisce, Harvest prende la sua pastiglia di cianuro, ma niente di tutto questo intacca le capacità tecniche di Philip, che agisce con automatismi da manuale nel mettere in pratica tutto quello che ha imparato molti anni prima e fatto per altrettanti; e tuttavia lo sguardo dice l’esatto opposto, senza più alcuna vergogna: quello che stanno facendo è folle ma soprattutto, come dirà nella puntata successiva, ricade solo ed unicamente su di loro. Fare a pezzi individui, sconosciuti o amici senza distinzione, fare sesso con persone che hanno l’età dei loro figli, mandare a morte certa chiunque, anche se stessi: che quella non sia vita per Philip è ormai chiaro da tempo, ma è in questo momento che si arriva ad un punto di non ritorno, visibile anche alla stessa Elizabeth. Sarà lei infatti a passare da lui per vedere come sta e poi, a fine puntata, ad ammettere con Paige che Philip non era fatto per quel lavoro, dando così alla figlia l’ultima possibilità di chiamarsi fuori da quella vita – una cosa che la vecchia Elizabeth non avrebbe mai fatto, non prima di aver visto quello sguardo e di averne capito il significato.

The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitQuattro sono anche i minuti di silenzio di Stan a partire dal momento in cui decide di scendere dalla sua macchina e dare spazio ai suoi sospetti sui Jennings, rafforzati dalla conversazione avuta con Henry. Stan si era già intrufolato in quella casa, ma di sicuro è passato molto tempo dall’altra, unica volta in cui l’aveva fatto: era il pilot per noi, sei anni di amicizia che non c’erano ancora stati per lui – e questo cambia tutto. Entrare in quella casa così familiare e cercare di farlo con occhio critico, dimenticando il rapporto personale e pensando solo al sospetto, è sicuramente nelle intenzioni di Stan; tuttavia ciò a cui assistiamo è qualcosa di diverso. Stan vaga per le stanze cercando una risposta che non vuole trovare, osservando qua e là senza particolare impegno, come se stesse cercando di adempiere al suo dovere di agente dell’FBI sperando tuttavia di non trovare alcuna conferma. Anche qui sono i gesti e gli sguardi a raccontarci tutto; non sono però quattro minuti interamente privi di parole, perché un ricordo riaffiora nella mente di Stan, quel William morente che descriveva la coppia di spie russe in America in un modo che ora, davanti a quella foto, risulta fin troppo familiare per non averlo notato prima.
Prima Philip, ora Stan: la presa di coscienza della situazione è aumentata, i nodi sono venuti al pettine o sono sul punto di farlo, e da qui in poi niente sarà come prima. Nell’episodio successivo, infatti, Stan cerca di portare avanti le indagini, con un dubbio lacerante ma con un imperativo morale che lo obbliga a continuare – e in questo senso si inquadra la scena della foto di Elizabeth; e Philip non può che ammettere con Elizabeth ciò che ha fatto negli ultimi mesi.

“Philip, I know what I’m doing.”
Do you?”

The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitAnche “The Summit” si apre e si chiude con due confronti, sempre tra i coniugi Jennings, ma con due approcci totalmente diversi da parte di Elizabeth. Il cold open – forse il momento più difficile della coppia fino ad ora, il primo reale tradimento – rappresenta un vero punto di svolta non solo nella narrazione ma soprattutto per i personaggi, che trasformano quella che è sempre stata una discrepanza ideologica in un’autentica dichiarazione di guerra. Quello che Philip insinua in Elizabeth è il seme del dubbio su ciò che sta accadendo attraverso la semplice ma durissima constatazione della loro esistenza come “illegal: persone che devono eseguire compiti atroci senza fare mai domande, neanche quando ne va della loro vita, anche se poi tutte le conseguenze ricadono su di loro. Persone staccate dalla loro terra, costrette a vivere senza mai menzionare la loro casa, parlare la loro lingua, mangiare i propri cibi; individui costretti a rimanere operativi in ogni occasione, anche quando gli affetti vengono coinvolti (pensiamo a Martha, Stan e Kim per Philip; a Young-Hee e soprattutto ad Erica per Elizabeth), anche quando umanamente diventa impossibile. Forse è per questo che Elizabeth non riesce ad uccidere Jackson, anche se sarebbe stato in qualunque altra occasione il candidato perfetto a rimetterci la vita per un’intuizione di troppo; ed è sicuramente per questo che, ascoltando le intercettazioni di Nesterenko, si rende conto che non può più mentire a se stessa, che il caso che sta trattando e per cui dovrebbe uccidere quell’uomo si basa assolutamente sul nulla.

The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitÈ davvero incredibile come la serie, giunti ad un passo dalla fine, riesca ancora a stupire: quando Elizabeth chiede spiegazioni a Claudia e quest’ultima risponde con il piano per incastrare Gorbačëv, scopriamo anche noi insieme ad Elizabeth il grande raggiro cui è stata sottoposta. Claudia sapeva tutto e l’unico modo per far fare alla donna ciò che doveva compiere era dirle solo una parte della verità, farla sentire l’elemento chiave – una dei pochi a sapere la vera minaccia in patria – per sfruttare al massimo il suo potenziale operativo, e in seguito falsificare i suoi rapporti per mettere in pratica un vero e proprio attentato alle istituzioni. Elizabeth non solo non accetta di farlo, ma disobbedisce anche alla richiesta di tacere e rivela tutto a Philip per poter allertare Oleg, nel confronto che chiude l’episodio; e questo si spiega sicuramente con il discorso iniziale del marito, ma anche con l’influenza che ha avuto su di lei una donna come Erica.
You need to bring yourself into it”, le diceva in “Harvest” cercando di insegnarle ancora una volta come dipingere veramente, e non possiamo sottovalutare quanto questa inconscia ricerca interiore a scopo artistico abbia smosso qualcosa persino nella durissima Elizabeth, che ringrazia la donna con un bacio e una morte terribile e al contempo giusta. Quel dipinto che cercherà di bruciare, che poi salverà e che infine brucerà comunque – perché nessuna prova può rimanere nella casa – è solo l’ultima delle cose cui la donna ha dovuto rinunciare, che vengono lasciate andare sempre più a fatica (e la scena dell’incendio non può che fare da eco alle parole di Philip: “It’s on us. All of it”).

The Americans - 6x07/08 Harvest & The SummitÈ curioso come proprio ora che le cose stanno prendendo un’altra piega nelle teste dei Jennings, emergano anche così chiaramente i loro fallimenti: se per Elizabeth si tratta di Jackson, per Philip riguarda Stavos, la cui dichiarazione di aver sempre saputo tutto sulle loro attività segrete è per l’uomo un durissimo colpo. Non sono stati impeccabili come pensavano, hanno rischiato costantemente e più di quanto potessero immaginare; se la reazione di Elizabeth è quella di tradire Claudia, seguendo quello che davvero pensa sia giusto, e cercare di evitare una catastrofe, quella di Philip è più intima, quasi priva di senso logico: andare a comprare un abito su misura, anche se di soldi non ce ne sono più, mettersi un travestimento e andare a noleggiare un film russo per capire cosa è diventata casa, forse immaginando di rimetterci piede molto presto. I Jennings stanno cambiando davvero, ma con ogni probabilità sono fuori tempo massimo.

Mancano solo due episodi alla fine di The Americans e il lavoro compiuto per intrecciare le vicende della Guerra Fredda con quelle dei protagonisti della serie risulta pressoché impeccabile; ma ancor più degni di nota sono i movimenti sotterranei – a volte impercettibili, altre volte devastanti – che stanno caratterizzando fino alla fine tutti i personaggi, con una cura maniacale per la minima sfumatura, dalle scelte intraprese alle parole dette, dai movimenti alle espressioni del viso. “Harvest” e “The Summit” rappresentano due momenti altissimi all’interno della stagione, forse ad ora quelli più coraggiosi e difficili; ora non ci resta che vedere cosa potrà succedere – chi vivrà, se qualcuno morirà – e goderci le ultime ore in compagnia di una scrittura davvero sopraffina e di interpretazioni di livello eccelso come quelle di Keri Russell, Matthew Rhys e Noah Emmerich.

Voto 6×07: 9
Voto 6×08: 8½

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

3 commenti su “The Americans – 6×07/08 Harvest & The Summit

  • Genio in bottiglia

    Come sempre impeccabile, Federica. Ho avvertito un dolore davvero profondo quando Elizabeth ha bruciato il dipinto. Davvero, The Americans é molto più di quello che racconta.

     
    • Federica Barbera L'autore dell'articolo

      Grazie mille, Genio! Quella scena è davvero devastante, c’è Elizabeth con tutte le sue contraddizioni, che sono più forti di quelle di Philip proprio per la rigidità e il rispetto delle regole che si è sempre autoimposta.
      Alla fine lo brucia comunque, ma con quanto dolore… Keri Russell, come sempre, strepitosa. Quanto ci mancherà questa serie!