Daredevil – Stagione 3 1


Daredevil - Stagione 3Nel 2015 il MCU approdava nel panorama seriale tramite la piattaforma Netflix e si annunciava con uno show diametralmente opposto, nei toni e nelle atmosfere, alla sua parte cinematografica: si parla della serie Daredevil, che ha spianato la strada alla copiosa produzione seriale targata Marvel, trovando terreno fertile nel sodalizio con il colosso dello streaming. Daredevil si è imposta immediatamente e non solo come gran prodotto di intrattenimento, risultando per questo ancora oggi una delle migliori serie ospitate da Netflix.

Questo è grazie ai grandi personaggi, i memorabili interpreti e le tematiche che prevaricano il genere supereroistico, giungendo a ragguardevoli vette artistiche e di storytelling; basti pensare al rapporto del protagonista con la sua religione, alla profondità con cui viene affrontato il tema della giustizia e senza dimenticare le magistrali sequenze di combattimento. L’ottobre del 2018 ha visto la cancellazione di due degli show che compongono il variegato mondo dell’MCU:  Luke Cage (2016) e Iron Fist (2017). Sono poco chiare le ragioni di tale scelta, alcuni affermano che sia dovuta allo scarso gradimento del pubblico, altri sostengono sia in preparazione una serie sugli Heroes for Hire, alleanza tra i due protagonisti delle suddette, tratta dalle pagine dei fumetti. In questo clima di incertezze, ecco giungere la terza stagione del diavolo di Hell’s Kitchen.
Il trailer aveva promesso molte cose: il ritorno alle atmosfere cupe delle prime stagioni e di Wilson Fisk, interpretato magistralmente da Vincent d’Onofrio (Law & Order: Criminal Intent), che avrebbe dovuto portare il vigilante Matt Murdock ad un approccio più estremo alla giustizia solitaria da lui amministrata. Tra le cancellazioni di serie profondamente legate a Daredevil e queste aspettative, il diavolo di Hell’s Kitchen sarà in grado di riemergere un’altra volta?

Daredevil - Stagione 3Come è già avvenuto proprio per Luke Cage e Iron Fist, una volta terminate le vicende del crossover The Defenders (2017), la serie si libera dagli obblighi narrativi che la interconnettono agli altri show e ritrova la propria dimensione. Daredevil non può che giovare grandemente del ritorno alla sua rotta, riallacciandosi alle atmosfere ed i personaggi che le appartengono.
La trama è semplice: Wilson Fisk ha gradualmente ritrovato il suo potere in carcere, tramite la corruzione e la manipolazione delle istituzioni ed è riuscito a conquistarsi la libertà nel feroce tentativo di ricongiungersi con l’amore della sua vita, Vanessa. Il suo ostacolo è il redivivo Matt Murdock del sempre convincente Charlie Cox (Boardwalk Empire), vittima di una profonda crisi mistica dopo la sua presunta morte, che lo allontanerà dagli amici più cari, costringendolo su un sentiero oscuro, nella convinzione di essere da solo nella più importante battaglia contro la sua nemesi.

La storia che si dipana nei tredici episodi è una grande partita a scacchi tra Fisk e Matt. L’intreccio principale, per questo motivo, non possiede il ritmo dinamico a cui ci avevano abituato le precedenti stagioni; la stagnazione degli episodi centrali rende infatti difficile investire emotivamente nella costruzione di un climax soddisfacente, e questo nonostante la presenza dello spettacolare attentato alla redazione del New York Bulletin alla fine del sesto episodio, primo avvenimento importante della serie. La strada intrapresa è però sostenuta dalla ricchezza delle sottotrame riguardanti i personaggi che si muovono nella scacchiera di Hell’s Kitchen. Per citare due volti nuovi, troviamo Rahul “Ray” Nadeem, interpretato da un bravissimo Jay Ali, che da agente della F.B.I. si trova coinvolto suo malgrado nella corruzione del suo stesso dipartimento e attraversa un percorso di redenzione che culmina con il sacrificio. Specularmente, Ben Poindexter, il futuro villain tratto delle pagine della Marvel Bullseye, i cui panni sono presi da Wilson Bethel, è uno degli spunti più interessanti della stagione, dipingendo un personaggio spezzato tra il dovere ed un perverso volere, manipolato da Fisk, che lo recluta come braccio destro salvo poi ritrovarselo come un problema da risolvere quando il suo precario stato mentale lo rende una mina vagante sia per Kingpin che per Daredevil.

Daredevil - Stagione 3I percorsi dei due personaggi si incrociano più volte, ma, nel loro sviluppo, corrono paralleli: entrambi vengono dapprima mostrati in atti di totale abnegazione alla causa, si mostrano nemici di Fisk, ma si adoperano a proteggerlo per un bene superiore, trovandosi infine impreparati di fronte alle capacità manipolatorie dal boss del crimine, quasi persuasi inconsciamente di agire dalla parte del bene. I due agenti sono la perfetta dimostrazione di una delle tematiche affrontate dalla terza stagione dello show. Le prime due annate si concentravano sul problema della giustizia e di come esercitarla in un mondo dove nulla è sicuro e degno di fiducia se non gli affetti più cari; la terza invece è la perfetta sintesi di questo pensiero in una sola parola, “conseguenze”, che dà anche il titolo al settimo episodio della stagione.

In questo racconto corale, che ha avuto successo dove la seconda annata di Jessica Jones ha fallito, la pur colpevole stagnazione della trama principale è un escamotage per approfondire i personaggi e metterli di fronte alle scelte passate, alle loro storie che riemergono. Più di tutti è il personaggio di Karen Page, interpretata dalla sempre bravissima Deborah Ann Woll (True Blood), ad essere sotto i riflettori, con un episodio omonimo a lei dedicato dove viene svelata la sua storia. Grazie ad esso, molte delle sue decisioni, dei suoi comportamenti nel corso delle stagioni, acquistano una nuova luce (l’uccisione a sangue freddo di Weasley e la difesa disperata di Frank Castle); con Karen, Daredevil si imbarca, ed in parte ha successo, nell’ambizioso compito di raccontare una storia e far crescere un personaggio non solo durante più stagioni, ma lungo più serie diverse, obiettivo che non è stata raggiunto dall’MCU nella sua interezza con i suoi ben più blasonati supereroi.

Questa cura verso le trame individuali porta con sé gli usuali difetti delle serie targate Marvel. Alle volte, durante i pur sempre ispirati dialoghi, si rischia di cadere in un errore che ha pesantemente gravato anche sull’ultima stagione di Iron Fist: come avviene con Karen o Nadeem, lo show gioca un po’ troppo con le sue tematiche, portando i vari personaggi a raccontarsi troppo, rischiando di apparire didascalici, come a voler inserire a forza delle lezioni morali infarcite da dimenticabili aneddoti. Sono momenti artificiosi, ma sporadici, mentre lo sviluppo delle numerose storie si dipana in maniera soddisfacente e sfaccettata, svelando perché l’accettare le conseguenze sia così importante. Matt stesso lo dichiara a Karen nel dodicesimo episodio, “One Last Shot”, quando afferma (portando lo show su un nuovo livello di riflessione) che le persone sono definite non dagli errori di una vita, ma solo se accettano le conseguenze di questi: Karen viene a patti con il suo passato, Matt accetta finalmente la scelta degli amici di combattere al suo fianco, abbandonando la sua testardaggine nell’intraprendere una battaglia impossibile da solo, Nadeem accetta di sacrificarsi e verrà perciò ricordato come un eroe.

Daredevil - Stagione 3Se questo riunisce i “buoni” dello show, segna la caduta del potente Wilson Fisk, sempre interpretato da un magistrale d’Onofrio; il tentacolare potere del Kingpin, sebbene alle volte persino troppo grande per essere pienamente credibile, getta in una disperazione palpabile i personaggi, in particolare Matt e Ray. Il boss verrà infine sconfitto dalla sua stessa arroganza nella pretesa che nessun crimine compiuto per ricongiungerlo a Vanessa sarebbe rimasto impunito e che bastasse solo il suo amore per giustificare le sue terribili scelte e le vite che ha schiacciato.

Infine, uno dei punti di forza della terza stagione è la ragguardevole attenzione portata verso il simbolismo cristiano che riveste la figura di Matt Murdock. Prima fervente cattolico, si confronta con la perdita della sua amata Elektra e delle sue capacità extra-sensoriali, allontanando di conseguenza la fede in Dio, e al contempo è portato a rivestire i panni di un’improbabile figura messianica. Matt viene recuperato dalla madre dopo la sua presunta resurrezione, curato in una sorta di cripta; appare a Foggy e Karen, che lo credevano morto e, infine, assistiamo all’emozionante e potente scena della supplica in punto di morte di Padre Lanton, quando lo prega di perdonarlo per aver tenuto nascosta l’identità della madre. Un percorso di rinascita, dal punto più basso per il Daredevil, che non recupera la sua tuta, ma in compenso riconquista la fiducia nei suoi amici, in se stesso e la fede, come testimonia la scena che lo vede vegliare su Hell’s Kitchen, accovacciato ai piedi della croce della sua chiesa.

Un pregio che Daredevil non ha mai perso, inoltre, è l’essere da sempre un piacere per gli occhi. La trama è raccontata non solo dai suoi personaggi ma anche dalle inquadrature dal forte significato simbolico. Per nominarne alcune: la sopracitata scena della croce, Matt incapace di risalire le scale del sotterraneo della chiesa nei primi episodi, per poi scenderle nel finale dell’ultimo episodio ed il quadro bianco preferito di Fisk, simbolo della pace provata al fianco di Vanessa, insozzato dagli schizzi del sangue di Kingpin causati dalle percosse di Daredevil.

Daredevil - Stagione 3Anche i combattimenti non hanno perso il loro smalto; le sequenze di corpo a corpo sono sempre un momento fondamentale e non solo per l’intrattenimento: sono motivo per raccontare in maniera diversa i personaggi tramite le crude, avvincenti coreografie, che mostrano tanto lo struggimento di una battaglia, quanto la psicologia con cui i combattenti le affrontano, come nei memorabili scontri tra Matt e Poindexter, soprattutto la spettacolare tenzone nella chiesa in “Karen”.

Daredevil ha appena rallentato, in una stagione più introspettiva, ma non ha perso lo smalto che l’ha resa uno dei prodotti di punta della piattaforma Netflix, né la sua anima gotica è stata snaturata dai recenti crossover. La serie del diavolo di Hell’s Kitchen è solo nominalmente parte di un universo più grande, ma ad ogni stagione conferma e rivendica la sua identità come prodotto di pregevole fattura, portando sullo schermo storie e personaggi da sempre memorabili.

Voto: 8

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