American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace – 2×07 Ascent 1


American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace - 2x07 AscentA pochissimi passi dal finale di stagione, la seconda annata di American Crime Story ritrova in questo episodio un nuovo equilibrio fra la rappresentazione delle vicende dell’astuto e poliedrico Andrew Cunanan – vero e inaspettato protagonista di gran parte dello show – e di quelle della famiglia Versace, tornata finalmente in scena nel migliore dei modi. Se, infatti, fino ad ora abbiamo scoperto (o tentato di scoprire) cosa ha alimentato nel tempo la rabbia assassina di Cunanan, adesso vengono messe in luce soprattutto le differenze che intercorrono fra la vita di quest’ultimo e quella di Gianni Versace.

Con un altro degli innumerevoli sbalzi temporali che hanno caratterizzato questa stagione, la serie ci porta nel 1992 per mostrarci, da un lato, il lento ma inesorabile cammino di Andrew verso quella figura brutale che abbiamo conosciuto all’inizio e, dall’altro, la famiglia Versace alle prese con una dolorosa crisi, causata dalla malattia di Gianni e dal bisogno di preparare l’azienda (Donatella in primis) ad un’esistenza priva del suo fondatore.

This dress is not my legacy. You are.

L’attesa del ritorno dei fratelli Versace sullo schermo è stata ben ricompensata in “Ascent” dalle splendide scene a loro dedicate e dall’ottima interpretazione di Édgar Ramírez e di Penélope Cruz. I due hanno infatti donato la giusta intensità a quel delicatissimo periodo che ha visto Gianni e Donatella fare i conti con un addio che sembrava sempre più imminente e, al tempo stesso, con la responsabilità di lasciare intatto il patrimonio artistico ed economico costruito nel tempo dal genio di Gianni.

American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace - 2x07 AscentÈ proprio il doversi confrontare e misurare con questa genialità ciò che più spaventa Donatella, convinta di non poter eguagliare l’estro del fratello. La preparazione di Donatella ma, soprattutto, la grande infusione di fiducia nelle sue capacità caratterizza le azioni e i pensieri di Gianni in questa puntata e ci offre uno scenario triste ma tenero; rappresentazione di un affetto profondo la cui forza si traduce in quel fatidico “last dress” che i due creano insieme non solo per istruire Donatella a prendere le redini dell’azienda, ma anche per dimostrare a loro stessi e al resto del mondo che la forza del marchio Versace è destinata a durare molto più a lungo della vita del suo fondatore.

Non è quindi un caso che l’abito, indossato da Donatella in occasione del 100° anniversario di Vogue, rimandasse all’idea di quella stessa forza e indipendenza di cui i due avevano bisogno. Uno dei momenti più belli e significativi della puntata si trova proprio nel momento in cui Gianni si ritira lasciando delicatamente Donatella da sola sotto il flash delle macchine fotografiche, in quello che simbolizza a tutti gli effetti un emozionante e malinconico passaggio di testimone. Molto brava Penélope Cruz, in questo frangente, a trasmettere senza parole quel miscuglio di paura, dolore ed emozione che invadono l’animo della donna di fronte alla responsabilità di cui deve necessariamente farsi carico: per lei è un onore senza precedenti, certo, ma si tratta pur sempre di un onore impregnato di paura e dolore causati dalla possibilità – sempre più tangibile – di perdere l’amato fratello.

Ci si può chiedere, a questo punto, come mai il ritorno dei Versace sullo schermo sia stato impostato sotto il segno di questa crisi. Una probabile risposta è la necessità di metterli a confronto con un altro tipo di crisi: quella attraversata da Andrew Cunanan in luoghi e modalità del tutto diverse, ma che – come sappiamo – porterà le due dimensioni ad incontrarsi di lì a pochi anni nel più tragico dei modi.

Being told no is like being told I don’t exist.

American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace - 2x07 AscentLe precedenti puntate si sono dedicate in tutto e per tutto alla messa in scena dei trascorsi del subdolo serial killer. Arrivati al settimo episodio ci si potrebbe aspettare di conoscere ormai la sua personalità così com’è stata delineata dagli autori; ma la realtà è che Andrew Cunanan resta, in gran parte, un enigma. E resta tale perché è un enigma prima di tutto per se stesso: il non essere consapevole delle proprie problematiche è la fonte da cui scaturisce molta dell’imprevedibilità del personaggio.

Il sotterramento della propria persona a favore dell’artificiosa costruzione di un individuo ideale sorretto da un mare di menzogne e di finzioni ha concorso a nascondere l’autenticità originaria allo stesso Andrew, che adesso rifugge disgustato da ogni correlazione con un’esistenza non costantemente segnata dallo sfarzo e dal successo.
Il weekend passato con David potrebbe forse essere il teatro dell’ultimo, debole slancio di empatia e di sincerità (almeno sentimentale) di Andrew che, d’ora in poi, vedremo avvicinarsi sempre di più a quella figura fredda e brutale che lo renderà tristemente celebre.

Il rifiuto della “mediocrità” e di tutto ciò che viene comunemente considerato come ordinario è il trampolino di lancio verso quella mitomania che dominerà la mente di Andrew e che lo porterà a recidere ogni minimo contatto con la realtà e, soprattutto, con se stesso. Vivere come il fantasma di ciò che vorrebbe essere, vendendo non solo il proprio corpo, ma la totalità della propria persona in nome del feticcio dell’artificiosità, dell’apparenza e del successo è un mix pericoloso che può essere scosso da ogni tipo di sollecitazione con esiti imprevedibili.
Se a questo si aggiunge il rapporto difficile e controverso con una madre che nutre altissime aspettative nei confronti del figlio, ma che al tempo stesso (come è stato chiaro in “Descent”) è incapace di ascoltare i suoi bisogni, è facile veder sorgere all’orizzonte un individuo difficile, tormentato e, proprio a causa di un ego che vuole essere sempre ingigantito, destinato alla solitudine emotiva.

American Crime Story: The Assassination of Gianni Versace - 2x07 AscentQuesto settimo episodio mette dunque bene in chiaro la differenza fra i tipi di genialità di Gianni e di Andrew: mentre l’intelligenza del primo gli permette di “leggere” le persone che lo circondano e di riuscire a farsi strada soprattutto grazie all’empatia nei riguardi degli altri, la genialità e la brillantezza di Andrew mirano invece all’utilizzo o allo stroncamento delle persone per l’affermazione egoistica di se stesso (o di ciò che vorrebbe essere), in una particolare dialettica che lo porta però a dipendere dall’accettazione di quelle stesse persone di cui si serve.

Per concludere, “Ascent” si allinea al percorso positivo compiuto dalla serie fino ad ora, rivelandosi un episodio equilibrato e simbolico, capace di mettere in luce con qualità gli aspetti più significativi delle personalità e delle vicende rappresentate, costruendo con metodo e pazienza (ma senza privarsi di rischi) il percorso narrativo e, soprattutto, psicologico che porterà Andrew all’assassinio di Gianni Versace. La strada verso la fine della stagione non poteva essere aperta in modo migliore.

Voto: 8

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